Lavori utili, altro che notte in cella
Donatella Ferranti
Oh quanto piace agli arroganti sindaci dell'era trumpista indossare la stella da sceriffo e brandire, se non la colt, il virile manganello. Per fortuna che c'è chi non si fa convincere« Intervista di Alberto Vitucci a Donatella Ferranti. La Nuova Venezia, 5 febbraio 2017 (m.p.r.)
«Più poteri ai sindaci e processi per direttissima affidati ai giudici di pace. Assurdo e anche inutile. Nel disegno di legge in discussione al Senato l’inasprimento delle pene c’è già. E per i reati minori la strada da seguire non può essere solo quella dell’inasprimento delle pene, ma la socializzazione di chi compie questi reati». Donatella Ferranti, ex magistrato a presidente della Commissione giustizia della Camera, boccia senza appello la proposta di legge del centrodestra sollecitata dal sindaco Luigi Brugnaro.
I deputati Renato Brunetta (capogruppo di Forza Italia alla Camera), Andrea Causin (Alleanza popolare-Ncd) e Maurizio Lupi (capogruppo del Nuovo centrodestra) l’hanno illustrata due giorni fa a Montecitorio, alla presenza del sindaco Brugnaro. «Vandali e ubriachi in cella per una notte, processi per direttissima ai giudici di pace, maggiori poteri ai sindaci». 

Onorevole Ferranti, perché questa proposta non le piace? 
«Non la conosco nei dettagli, ma mi pare un diversivo rispetto alle questioni più importanti. Ai promotori dico: se davvero hanno a cuore una giustizia che funzioni meglio, approvino il disegno di legge in discussione di cui è relatore il senatore Casson. Lì c’è tutto, a cominciare dall’inasprimento delle pene e dal risarcimento del danno». 
Questa proposta non va nella stessa direzione? 
«No. Mi pare che si voglia distogliere l’attenzione dalle questioni strutturali della giustizia». 
Qui si parla di piccoli reati. 
«Appunto. Forse i proponenti di questo nuovo disegno di legge non si sono accorti che è già in vigore la legge 76 del 2014, che permette di sospendere il processo all’imputato che sia impiegato in lavori di pubblica utilità. Non soltanto punizione, ma il recupero sociale e l’educazione». 

La proposta prevede di affidare il processo per direttissima al giudice di pace per chi è colpevole di danneggiamento, ubriachezza molesta. 
«Un modo per non risolvere nulla. I giudici di pace hanno già il loro daffare, ma poi che il processo per direttissima lo faccia il giudice di pace e non quello ordinario non risolve nulla». 
Perché? 
«Se uno danneggia una vetrina mica gli puoi dare l’ergastolo. Se la pena è come ovvio al di sotto della sospensione perché non siamo in presenza di gente con precedenti penali, l’imputato resta a piede libero. E non si risolve nulla. Molto meglio seguire l’altra strada, ora prevista dalla legge. Cioè metterlo alla prova con lavori di pubblica utilità nel suo comune. Riparare le strutture danneggiate, rimettere a posto i giardini, pulire le strade. E con i risarcimenti». 
Niente carcere allora? 
«Abbiamo una visione molto diversa da chi intende la pena come recupero sociale. Non funziona così. Soprattutto per i piccoli reati. Credo che si debba seguire la strada del recupero». 

Niente maggiori poteri ai sindaci, come chiede Brugnaro? 
«Proprio no. Il sindaco ha compiti di sicurezza e di prevenzione, certo non di pubblica sicurezza. Il nostro ordinamento non lo prevede». 
I vigili urbani hanno meno possibilità di intervento. 
«Assolutamente no. La polizia urbana ha già oggi compiti di polizia giudiziaria in certi casi. Ma è alle dipendenze dell’Autorità giudiziaria per l’ordine pubblico e non del sindaco. Questo sarebbe anticostituzionale». 
Insomma, un “no” a questa proposta che viene dall’opposizione ma anche da una forza di governo come Ncd. 
«Collaborazione massima a discutere di questi temi. Ma a fine mese riprende l’iter il disegno di legge sul nuovo processo penale. Se il centrodestra vuole una giustizia più efficiente lo può votare. Lì dentro c’è tutto»
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