Immigrazione, quando noi europei tagliavamo le mani ai bambini africani
Ferruccio Sansa
«Abbiamo preso alla gente dell’Africa infinitamente più di quanto ci sia chiesto oggi di dare. Non si può ignorare tutto questo quando parliamo di immigrazione: la miseria dell’Africa dipende anche da noi». il Fatto Quotidiano online, 6 febbraio 2017, (p.d.)

Trovo questa immagine in un archivio. Non posso credere a quello che dice la didascalia: “Congo belga 1904, un padre osserva i piedi e le mani del figlio di cinque anni, tagliati perché non aveva raccolto abbastanza gomma“.
E’ una foto che non si riesce nemmeno a guardare. Sembra impossibile, viene da sperare che sia falsa. Ma ce ne sono altre, tante, di mutilazioni inflitte in Congo dagli europei. Allora forse è giusto riportarla (da www.rarehistoricalphotos.com) perché non si può dimenticare. Non si devono tacere i disagi che l’immigrazione oggi ci porta. E bisogna affrontarli. Ma questa immagine – come le altre sul Congo di inizio ‘900 – ci costringe a essere obiettivi: ci sono stati decine di milioni di schiavi deportati dai mercanti (europei, anche italiani) e uno sfruttamento selvaggio delle colonie africane compiuto dagli europei (anche da noi italiani). Abbiamo compiuto dei genocidi. Abbiamo cancellato intere generazioni.
Abbiamo preso alla gente dell’Africa infinitamente più di quanto ci sia chiesto oggi di dare: ricchezze, ma soprattutto vite (solo in Congo ci sono stati 10 milioni di morti). Non si può ignorare tutto questo quando parliamo di immigrazione: la miseria dell’Africa dipende anche da noi. Più di mille parole vale questa foto.
Dopo, se ci resta qualcosa da dire, discutiamo.
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