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Alberto Vitucci
Non tutta Venezia concorda con l'operato di Brugnaro
24 Gennaio 2017
Terra acqua e società
La Municipalità Venezia, Italia Nostra, le associazioni veneziane non si riconoscono con l'operato del sindaco Brugnaro sulla gestione della città e della sua Laguna.

La Municipalità Venezia, Italia Nostra, le associazioni veneziane non si riconoscono con l'operato del sindaco Brugnaro sulla gestione della città e della sua Laguna. La Nuova Venezia, Italia Nostra Venezia, Gruppo 25 Aprile, 23 gennaio 2017 (m.p.r.)


Italia Nostra Venezia

LA MUNICIPALITÀ ALL'UNESCO:
I VENEZIANI PATISCONO MA NON SONO ASCOLTATI
Venezia: lo striscione mostrato all’Ateneo Veneto sabato 21 gennaio è già arrivato a Parigi davanti alla sede dell’Unesco). Dopo la lettera di Italia Nostra Venezia (inviata giorni fa alla direttrice dell’Unesco Irina Bokova e ai direttori delle commissioni incaricate di studiare la questione Venezia), ora anche la Municipalità di Venezia Murano Burano si rivolge ai vertici Unesco per annunciare i provvedimenti invocati dai rappresentanti dei cittadini residenti nella Venezia insulare, in probabile contrasto con quanto sindaco e governo nazionale andranno a presentare a Parigi (l’incontro è previsto per domani 24 gennaio).
Ricordiamo che la commissione Unesco per i siti Patrimonio dell’Umanità aveva riscontrato (su sollecitazione di Italia Nostra) gravi problemi nella gestione del sito “Venezia e la sua Laguna” e aveva concesso a Comune e Governo fino al 1 febbraio 2017 per presentare un piano per rimediare. La lettera della Municipalità ha un altissimo valore giuridico perché quell’istituzione rappresenta, come si dichiara nel testo, un corpo di cittadini regolarmente eletto (e non una semplice associazione come la nostra, per quanto prestigiosa). Implicito è il fatto che il volere dei cittadini veneziani è stato sopraffatto da quello dei residenti nella terraferma comunale, molto più numerosi.
Molto istruttiva la lista di provvedimenti invocati dalla Municipalità e ben sintetizzati nell’articolo della Nuova Venezia che proponiamo qui sotto. Di nostro aggiungiamo che l’idea di scrivere all’Unesco si è formata probabilmente nel corso della riunione sul “Futuro di Venezia” organizzata pochi giorni or sono dal gruppo 25 Aprile, alla quale aveva partecipato il presidente della Municipalità Andrea Martini assieme a rappresentanti dei sestieri e di tante associazioni, inclusa naturalmente Italia Nostra che aveva molto insistito sull’importanza del procedimento in corso a Parigi. Aggiungiamo ancora che stiamo in queste ore traducendo per i nostri lettori la lista delle criticità riscontrate dalla Commissione Unesco e delle relative richieste contenute in quello che è ormai noto come “l’Ultimatum del 1 febbraio” e che inseriremo la lista in italiano su questo sito appena sarà pronta.



La Nuova Venezia
«STOP AI TROPPI TURISTI
E AI CAMBI D'USO»
di Alberto Vitucci

»Il presidente della Municipalità Andrea Martini scrive alla direttrice Irina Bokova. «Dal Comune non ci hanno mai risposto»
«Stop allo scavo di nuovi canali in laguna, un tetto alla presenza dei turisti in città - non più di 50 mila persone al giorno - blocco dei cambi d'uso da residenza ricettivo e all'apertura di negozi non tradizionali, incentivi per chi affitta ai residenti». Sono alcuni dei punti definiti «improcrastinabili», dalla Municipalità, «perché sia davvero invertita la tendenza allo spopolamento e alla totale trasformazione della città antica in un parco a tema». Priorità assolute da attuare per dimostrare che il governo della città ha cambiato rotta.

Lo scrive il presidente della Municipalità di Venezia Andrea Martini, in una lettera aperta inviata ieri al direttore dell'Unesco Europa Irina Bokova. Alla vigilia del vertice con il sindaco Brugnaro a Parigi, la Municipalità ricorda i tanti problemi aperti e le «mancate risposte» ricevute dall'amministrazione. «Le scrivo come presidente democraticamente eletto della Municipalità di Venezia, Murano, Burano», attacca Martini, «organismo che rappresenta 63 mila cittadini veneziani. Sono proprio quelli maggiormente colpiti dalle criticità che il rapporto dell'Unesco ha con chiarezza descritto, richiamando su di esse l'attenzione mondiale. Criticità che i veneziani patiscono e che richiedono decisioni improcrastinabili». «Abbiamo indicato quali dovrebbero essere le scelte da fare subito per fermare il degrado di Venezia e della sua laguna», continua, «per regolamentare i flussi turistici, rilanciare la salvaguardia e difendere la residenzialità. Abbiamo inviato all'amministrazione documenti precisi non ricevendo purtroppo alcuna risposta».
Il primo, spiega il presidente, è stato approvato l'8 ottobre scorso. Il Consiglio «dichiara la propria totale e ferma contrarietà a qualsiasi progetto di escavo di nuovi canali», e prevede di «mantenere alla Marittima di Venezia solo attività compatibili e ricorrere all’esterno per ospitare navi over 40.000 tonnellate di stazza». Il secondo, dell'11 gennaio 2017, si occupa proprio del contenimento della pressione turistica. Prevede la prenotazione obbligatoria per i gruppi, limite complessivo, tra pernottanti ed escursionisti di 50.000 turisti al giorno, di non ampliare l’offerta di posti letto, di limitare le locazioni di appartamenti a turisti, di introdurre incentivi per chi affitta ai residenti. La Municipalità, scrive ancora il suo presidente, «ha organizzato incontri per la regolamentazione del traffico acqueo, la riduzione del moto ondoso, l’inquinamento. Ha espresso parere contrario alle deliberazioni dell’Amministrazione Comunale in merito alle alienazioni degli immobili del Comune, ai cambi di destinazione d’uso da residenziale a turistico, all’autorizzazione all’edificazione di nuovi alberghi, alla cancellazione del Parco della Laguna Nord».
«Aggiungo il mio vivo auspicio», conclude Martini, «che la clamorosa iniziativa prospettata dal prestigioso organismo da Lei diretto ottenga i positivi effetti sperati per la nostra città». Intervento pesante, di critica alle posizioni dell’amministrazione e di sollecito ad attuare «provvedimenti drastici». Si aggiunge a quello inviato dalla sezione veneziana di Italia Nostra all’Unesco. Anche qui si richiamano le emergenze e si denunciavano i mancati interventi negli anni assunti dall’amministrazione comunale».

Gruppo 25 Aprile on line
PARIS, BONJOUR! LETTERA E FLASHMOB ALL'UNESCO

Lo striscione da 4 metri lo conoscete: è quello che adornava il tavolo degli oratori venerdì, all’incontro conclusivo di #Veneziamiofuturo. Si è fatto un migliaio di chilometri per arrivare fin qui, al quartier generale dell’UNESCO che domani si appresta a ricevere la visita del Sindaco di Venezia:

I nostri pesciolini da Parigi salutano la mamma Anna Ferrigno ma non sono l’unica sorpresa: l’UNESCO oggi riceverà anche la lettera che qui trascriviamo, in cui viene denunciato il rischio di una violazione della Convenzione di Aarhus se veramente il “pacchetto di misure” annunciato alla stampa verrà presentato dal Sindaco senza alcuna forma di pubblica consultazione, che la Convenzione ratificata con Legge dello Stato nel 2001 ha reso obbligatoria anche in Italia.

Se invece il Sindaco ci va a mani vuote o per “sondare il terreno” vuol dire che il suo viaggio a Parigi potrà essere interpretato come una simpatica visita di cortesia che potrebbe anche avere un senso sempre che non si porti venti persone al seguito, dato che a pagarne il viaggio saremmo noi.

In entrambi i casi, la richiesta dei cittadini è semplice: essere informati sulle misure concrete che il Sindaco intende presentare all’UNESCO, dato che nemmeno il Consiglio comunale riunitosi il 19 gennaio lo è stato e per le “uova pasquali con sorpresina” è ancora presto, siamo solo a gennaio.

Diversamente dalle sue, le nostre proposte sono in rete dal 10 gennaio e sono il frutto di una consultazione pubblica; nella stesura definitiva distribuita all’Ateneo Veneto verranno pertanto depositate oggi all’UNESCO insieme con questa lettera:


Gruppo 25 aprile

Veneziamiofuturo

LE PROPOSTE
DEI SESTIERI DI VENEZIA
Ateneo Veneto 20 gennaio 2017
Premessa di metodo. Questo documento di sintesi riassume le proposte e le richieste raccolte negli incontri con i sestieri. Non ha natura esaustiva e non rappresenta la posizione di una singola associazione perché il nostro obiettivo è dare voce alle istanze del territorio (i sestieri) con riferimento ai problemi più sentiti nella “città d’acqua”. In questo senso è anche un “quaderno delle lamentele”, dove per ogni “lamentela” abbiamo elaborato una possibile risposta. Le proposte rispondono ai criteri che avevamo indicato all’inizio del ciclo di incontri: non chiediamo la luna, non vogliamo creare illusioni o fare demagogia; quelle di cui ci facciamo portatori sono richieste concrete, attuabili e realistiche. Ai rappresentanti eletti nelle Istituzioni chiediamo che ognuno faccia la sua parte e la faccia subito, perché Venezia si sente “assediata” e la situazione non ammette ritardi ulteriori.
Il dibattito all’Ateneo Veneto permetterà di discutere alcune proposte “prioritarie” e di affinarne altre, collocandole in una visione “di insieme” su ciò che è necessario e urgente per dare un futuro a Venezia: non parliamo del lungo periodo ma delle cose che andrebbero fatte subito, prima che sia troppo tardi; il resto è materia per un “programma di governo” di chi vorrà candidarsi alle prossime elezioni. Questa bozza preliminare è stata pubblicata per 10 giorni sulla nostra pagina facebook e sul nostro sito Internet per raccogliere i commenti e suggerimenti di chi ha partecipato agli incontri (sono oltre 500 persone) e anche di chi non lo ha fatto.
Il ciclo di incontri nei sestieri, compreso quello conclusivo all’Ateneo Veneto, è stato interamente auto-finanziato dai cittadini senza alcun appoggio di partiti o sindacati, aziende o cooperative, enti pubblici o Fondazioni. Non abbiamo etichette e non ne vogliamo, il nostro è soltanto un movimento di opinione che alle “ricette” calate dall’alto (spesso formulate da persone che non conoscono la città) ha preferito un approccio diverso: quello di proposte nate dal contatto quotidiano con il territorio, sestiere per sestiere.
A come Alloggi Alla Regione Veneto chiediamo: 1) la modifica urgente della legge regionale del 2013 che ha liberalizzato in modo selvaggio le locazioni turistiche; tale modifica potrà essere adottata in tempi brevi dato che si tratta soltanto di introdurre un’eccezione per i sestieri di Venezia, in omaggio alle esigenze specifiche di tutela del suo tessuto sociale, che è parte integrante della sua specialità, imponendo requisiti vincolanti anche in materia di scarico delle acque reflue, a tutela dell’igiene e dell’ambiente lagunare; 2) un intervento immediato sulla controllata ATER, il cui compito è “la costruzione ed il recupero di alloggi, da assegnare in locazione temporanea o permanente a canone calmierato” finalizzato all’assegnazione degli alloggi attualmente non utilizzati, eventualmente anche favorendo forme di auto-restauro a carico degli inquilini potenziali, e al completamento delle unità abitative i cui lavori sono stati avviati e non ancora ultimati.
B come Bricole Al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti chiediamo: lo stanziamento dei fondi necessari per avviare un programma straordinario di manutenzione e sostituzione delle bricole, a completamento dei primi interventi avviati dal Provveditore interregionale per le Opere Pubbliche, sulla base della cartografia aggiornata realizzata su nostra richiesta nel maggio 2016.
C come Case e Cambi di destinazione d’uso Al Sindaco e al Consiglio comunale di Venezia chiediamo: di bloccare immediatamente e per un paio d’anni almeno i cambi di destinazione d’uso da residenziale a turistico-ricettivo o alberghiero nei sestieri, facoltà che è già riconosciuta dal PAT (Piano di Assetto Territoriale) in vigore dal 2014 a tutela della residenzialità, che è precipitata ai minimi storici e in alcuni sestieri rischia di estinguersi in assenza di una terapia d’urto immediata. Questo provvedimento, di natura emergenziale e provvisoria, andrà accompagnato da misure “strutturali” e permanenti volte a incentivare le locazioni di lungo periodo rispetto a quelle di natura speculativa (vedasi anche lettera R come rifiuti, alla voce TARI, per l’utilizzo della leva fiscale a fini perequativi): quello che va costruito è un insieme di misure tali da costituire un patto comunale con i proprietari “virtuosi”.
D come Dignità Al Sindaco di Venezia e alla Giunta comunale chiediamo: di riconoscere e agevolare nei fatti il diritto di ogni persona a condurre un’esistenza dignitosa e decorosa. Il rispetto per gli anziani e i disabili non può limitarsi a qualche posto “riservato” a bordo dei vaporetti ma deve concretizzarsi in forme di sostegno mirate a sostenere la qualità della vita di queste fasce di cittadinanza. In questi settori il Comune di Venezia vanta una consolidata tradizione che è necessario preservare o ripristinare contro i tagli effettuati, anche incoraggiando le numerose forme di volontariato presenti sul territorio che spesso operano senza alcun contributo pubblico.
E come Educazione Nautica Alle scuole cittadine proponiamo: un progetto di educazione nautica, al quale siamo pronti a fornire il nostro contributo con docenti volontari ed esperti a titolo gratuito, in considerazione dei sempre più frequenti incidenti (a volte mortali) che in parte sono dovuti ad inesperienza e/o mancata conoscenza delle regole di base, dato che la normativa in vigore consente la navigazione senza patente per le imbarcazioni con motori di potenza non superiore ai 40 cavalli (che con semplici ritocchi alla portata di tutti salgono in realtà a 60).
F come Flussi turistici Al Sindaco di Venezia, al Consiglio e alla Giunta comunale chiediamo: di avviare al più presto un programma di gestione dei flussi turistici che permetta di alleggerire e diversificare (nel tempo e nello spazio) una pressione divenuta insostenibile e incompatibile con la possibilità stessa di offrire un’accoglienza degna della reputazione della Città; fra le proposte attualmente sul tavolo, quella protocollata da Roberta Bartoloni che è stata illustrata nell’incontro di Castello presenta caratteristiche di gradualità, flessibilità, fattibilità in tempi brevi, non discriminazione e contenimento dei costi che abbiamo particolarmente apprezzato – senza escluderne altre che potranno essere confrontate con questa al fine di prendere il meglio di ognuna.
G come Gestione dei beni comuni Al Sindaco e al Consiglio comunale di Venezia chiediamo: di dare un segno tangibile di discontinuità rispetto alla politica di alienazione di beni pubblici avviata dalle amministrazioni precedenti, che nella situazione attuale di bilancio (con l’allentamento dei vincoli del patto di stabilità) risulta incomprensibile oltre che miope, e in alcuni casi si è tradotta in un gettito assolutamente irrisorio rispetto alla perdita definitiva per la collettività, come è stato per la casa del custode dei Giardini Papadopoli.
H come Hotels Basta alberghi nei sestieri! V. alla lettera C come “Case”.
I come Illuminazione Alla giunta e agli uffici comunali competenti chiediamo: illuminazione notturna e installazione di telecamere di sorveglianza in ruga degli Oresei, che di recente ha conosciuto episodi di barbara violenza ai danni di una esercente.
L come Lavoro Considerato che l’industria del turismo a Venezia è ormai quella che impiega il maggior numero di occupati, spesso precari e mal pagati rispetto al costo della vita [1] con la duplice conseguenza del pendolarismo dalla terraferma (30.000 persone circa) e di un sempre maggior numero di giovani veneziani che scelgono la via dell’espatrio[2] Al Sindaco di Venezia e alla Giunta comunale chiediamo: di superare la fase attuale di sfruttamento dell’Arsenale come spazio per feste esclusive quando invece dovrebbe essere perno naturale e fulcro ideale per la creazione di posti di lavoro qualificati, che non siano legati soltanto alla monocultura turistica; questo potrà avvenire progettando una cittadella della ricerca finalizzata agli studi marittimi in grado di ospitare istituzioni di ricerca italiane e straniere e offrendo spazi ad imprese compatibili con il complesso e impegnate nel settore marittimo (cantieristica, lavori marittimi…), dell’artigianato tradizionale (imprese fabbrili, falegnamerie…) e del restauro, all’interno di una cornice culturale unica al mondo. Per rispettare la promessa di “restituzione alla città” a suo tempo fatta, chiediamo inoltre l’apertura dell’Arsenale alla cittadinanza abbattendo le barriere attuali per permettere un percorso di visita unico (anche negli spazi occupati dalla Biennale) che potrebbe anche generare reddito con visite guidate a pagamento per piccoli gruppi. [1] Dato Unioncamere: il 77% dei posti di lavoro creati nella città metropolitana di Venezia nel 2016 erano precari. Più della metà delle offerte di lavoro (4.350 su 8.000 circa) riguardava le attività ricettive e della ristorazione. Al secondo posto (3.600 circa) le posizioni “non qualificate” nel commercio e nei servizi. Fonte: Nuova Venezia 8 novembre 2016. [2] Veneziani stabilmente residenti all’estero nel dicembre 2016 (fonte: liste elettorali referendum costituzionale): 12.296, numero superiore alla somma dei residenti nei sestieri di San Marco e San Polo!
M come Museo Correr Alla Fondazione Musei Civici di Venezia ricordiamo che: il Museo Correr, fondamentale Istituzione nella vita culturale della Città, deve questo nome al suo fondatore, Teodoro Correr: un nobiluomo veneziano che negli anni seguenti alla caduta della Repubblica era riuscito a raccogliere un’enorme quantità di opere artistiche e cimeli veneziani delle più svariate epoche, salvandoli dalla dispersione e costituendo il primo nucleo del Museo. Grazie a ulteriori importanti donazioni e acquisti, come quello effettuato dal Comune di Venezia a fine ‘800 dei cimeli del Doge Francesco Morosini, il Museo Correr andò sempre più ampliandosi e divenne un importante punto di riferimento per studiosi e cittadini. Nel 1922 le Raccolte vennero trasferite in Piazza San Marco, in una nuova sede che si estendeva tra l’Ala Napoleonica e parte delle Procuratie Nuove. Assieme al Palazzo Ducale costituisce (o dovrebbe costituire) il fulcro espositivo di opere d’arte e collezioni storiche che ricordano la storia e la cultura della Serenissima. Purtroppo gli interventi radicali degli ultimi anni dimostrano come restauri e ripristini, anche corretti dal punto di vista formale, possono in realtà alterare gli scopi e le caratteristiche originarie di una Istituzione. La cittadinanza ha la sensazione che si sia persa di vista la valorizzazione degli aspetti più originali e fondamentali della storia e della civiltà di Venezia a favore di altri nel complesso storicamente più marginali. Alla Fondazione Musei Civici di Venezia chiediamo dunque di ritornare allo spirito e alla ratio che stanno alla base della nascita delle collezioni del Museo Correr, ricordando altresì che il recupero di dignità e di coscienza della città passa non solo da una maggiore attenzione alla sua storia e alla sua civiltà ma anche da un uso che non sia soltanto turistico e commerciale dei suoi monumenti simbolo, e sottolineando come il turismo di qualità che si dice di voler coltivare è in realtà interessato a conoscere la storia e le caratteristiche specifiche di una Repubblica marinara unica al mondo più che a ritrovare anche qui il tipo di cose che potrebbe trovare in qualsiasi altro museo.
N come Negozi di vicinato e botteghe artigianali Al Sindaco e al Consiglio comunale di Venezia chiediamo: l’Adozione di un Regolamento comunale che, come già fatto dal Comune di Firenze, fissi un limite al proliferare di attività commerciali incompatibili con la tutela del patrimonio monumentale e immateriale (artigianato locale), avvalendosi delle disposizioni di legge recentemente adottate a livello nazionale[1] con l’obiettivo di privilegiare negozi di vicinato e attività artigianali; per tali attività chiediamo inoltre di attivare forme di agevolazione fiscale e incentivi compatibili con la norma “de minimis” (entro la soglia dei 200.000 euro pro capite, che permette di evitare l’obbligo di notifica alla Commissione europea). [1] Decreto legislativo n° 222 del 25 novembre 2016
O come Ospedale Una proposta innovativa e promettente che abbiamo ricevuto è quella di collegare il nostro ospedale all’Università di Padova e portare a Venezia gli specializzandi e i dottorandi. Sviluppando questo gemellaggio con la Università di Padova, Venezia potrebbe diventare sede di ricerche mediche avanzate allestendo, negli enormi e liberi spazi del convento dei domenicani (Ospedale Civile ), un centro di studi sanitari di eccellenza a livello mondiale come (in altro ambito) è stato fatto a Trieste con la SISSA. In questo modo si utilizzeranno al meglio gli spazi dell’ormai quasi vuoto convento di San Domenico evitando operazioni speculative di tipo turistico. In quei locali si potrà sviluppare la clinica e la ricerca, per cure innovative e di assoluta eccellenza. Questo farebbe del nostro Ospedale civile un polo di attrazione e rivitalizzerebbe tutta la zona circostante. Al Ministero della Salute chiediamo: il mantenimento del punto nascite dell’Ospedale civile di Venezia, in deroga alla soglia dei 500 parti all’anno, in considerazione dei tempi di percorrenza e delle modalità di trasporto tipiche della realtà lagunare, accogliendo in questo la richiesta già presentata dalla Regione.
P come Posti barca Al Sindaco di Venezia chiediamo: di sbloccare il bando per l’assegnazione dei posti barca vacanti nei sestieri e nelle isole, che gli uffici comunali hanno predisposto da più di un anno su indicazione dell’allora Commissario Zappalorto e che allo stato attuale risulta essere un obbligo disatteso dalla Giunta in carica, dato che il regolamento comunale applicabile ne prescrive la pubblicazione con cadenza biennale.
Q come Qualità dell’Aria Alla Regione Veneto chiediamo: un intervento immediato sull’Agenzia regionale per l’Ambiente (ARPAV) affinché venga finalmente installata una stazione di monitoraggio della qualità dell’aria nei sestieri, considerato che l’unica centralina presente in Laguna, è stata collocata a Sacca Fisola in tempi remoti quando le circostanze erano diverse da quelle attuali, non è rappresentativa dell’esposizione reale della popolazione residente a Venezia tanto che è classificata come “stazione di fondo” e pertanto non misura l’impatto delle fonti locali di inquinamento quali il traffico acqueo e marittimo. Un piano per l’adeguamento e la rottamazione dei motori marini più inquinanti, facendo uso dei fondi UE “strutturali” di competenza regionale o anche ai bandi di gara annuali quali ad esempio Life+.
R come Rifiuti Al Consiglio comunale di Venezia chiediamo: la rimodulazione delle imposte comunali come la TARI (tassa sui rifiuti) con tendenziale abbattimento allo zero per le prime case e aliquota ridotta per le utenze domestiche in generale; nel breve termine, revoca immediata degli aumenti deliberati dal Consiglio comunale per il 2016, da finanziarsi con l’aumento dell’aliquota applicata ad alberghi e altre attività ricettive di tipo turistico.
S come scuole (e asili) comunali Al Sindaco di Venezia e alla Giunta comunale chiediamo: un rinnovato sostegno allo sviluppo degli asili nido e delle scuole materne che rappresentano un servizio fondamentale per la cittadinanza e che hanno sempre costituito uno dei fiori all’occhiello del Comune di Venezia. Si tratta di attività strategiche che mirano a fornire un ottimo livello di educazione dei piccoli e costituiscono un prezioso supporto, specialmente per quelle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano, a tariffe compatibili con i livelli stipendiali attuali. Appare pertanto logico chiedere che, anche per il futuro, il Comune si impegni a garantire livelli qualitativi adeguati e sicurezze ai bambini e alle loro famiglie, nonché ai lavoratori del settore.
T come Traffico Acqueo Al Sindaco e al Consiglio comunale di Venezia chiediamo: elaborazione e attuazione di un piano per il riassetto del traffico acqueo che ponga come obiettivi primari: la salvaguardia del patrimonio immobiliare pubblico e privato contro gli effetti del moto ondoso; il controllo dell’inquinamento atmosferico; il controllo dell’inquinamento acustico; la sicurezza della navigazione con precedenza al trasporto pubblico di linea, comprese le gondole da parada o traghetti; la razionalizzazione del trasporto merci che è attualmente caratterizzato da barche in ferro sproporzionate alle necessità e alle caratteristiche dei rii interni.
U come Ultima spiaggia in assenza di una terapia d’urto immediata sul duplice fronte casa-lavoro, la curva demografica nei sestieri è tale che i residenti “sopravvissuti” a Venezia sono condannati all’irrilevanza da una classe politica cinica e miope (per non dire di peggio) che ragiona soltanto con il pallottoliere del “quanti voti porta” questa o quella comunità locale, non solo a livello regionale (nessuno consigliere regionale, allo stato attuale) ma anche nel loro stesso Comune: dalla Giunta in carica i segnali già accumulati in questo senso sono troppo numerosi per poter essere ignorati. Alla Regione Veneto chiediamo: la convocazione del referendum di iniziativa popolare per il ripristino di due Comuni autonomi (Venezia e Mestre) su cui sono state raccolte 9.000 firme, in modo tale che la popolazione possa esprimersi nel merito della questione, dato che l’istituzione della Città Metropolitana di Venezia permette di affrontarla in modo completamente diverso rispetto al passato e considerato che il Sindaco attuale ha ritirato le deleghe alle Municipalità, facendo con questo venir meno anche l’ultima flebile parvenza di decentramento amministrativo. Considerata l’imminente convocazione del referendum regionale sull’autonomia, un abbinamento delle due consultazioni referendarie permetterebbe di superare l’obiezione relativa ai costi del referendum che riguarda l’assetto territoriale dell’attuale Comune di Venezia. Alle Autorità italiane chiediamo: Il riconoscimento di uno Statuto speciale per Venezia, che permetta alla Città di: I° trattenere una quota del gettito fiscale prodotto anziché elemosinare periodicamente quanto le è in realtà dovuto se si considera il residuo fiscale accumulato ogni anno (la differenza fra imposte riscosse sul suo territorio e la somma di trasferimenti e servizi ricevuti dallo Stato); II° decidere in autonomia quali sono le priorità di intervento sul suo territorio, senza essere sacrificati sull’altare del pallottoliere elettorale che non prende in conto il valore universale di Venezia, le sue caratteristiche uniche al mondo e il suo status di Patrimonio dell’Umanità.
V come Venezia all’aperto Fra le richieste che abbiamo raccolto nei sestieri ci sono anche: 1. Il ripristino del cinema all’aperto di campo San Polo. 2. Il raddoppio della frequenza del mercatino di Santa Marta, che è particolarmente apprezzato dai residenti. 3. Il ripristino dei mercatini delle cose vecchie e del collezionismo, denominati “Mercatini dei Miracoli”, eliminando il requisito del 50% di venditori professionisti che ne ha determinato la scomparsa. 4. La manutenzione e ripristino della funzionalità delle fontane pubbliche, e più in generale di tutti i manufatti di proprietà comunale sulla pubblica via (panchine, fontanelle e segnaletica), che a volte si trovano in condizioni di incomprensibile abbandono. 5. Le strutture disponibili per le attività sportive (voga a parte) sono scarse, manca ad esempio una struttura per avvicinare i ragazzi all’atletica. Al Comune chiediamo di garantire un’offerta completa di attività sportive partendo dal miglior utilizzo delle strutture esistenti.

Il presente documento è stato consegnato ai mass media e ai partecipanti all’incontro pubblico del 20 gennaio, per essere poi pubblicato sulla pagina facebook di “Venezia mio futuro” e sulla pagina internet www.gruppo25aprile.org.
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