La politica ha dichiarato guerra ai lavoratori. E sta vincendo
Diego Fusaro
«Voucher, contratti intermittenti, stage come corvée postmoderne: ecco il paradisiaco mondo scaturito dall'89. Il meglio che la religione del libero mercato sappia venderci».Lettera43 online, 17 gennaio 2017 (c.m.c.)


Non è una novità. E dunque non c’è da stupirsi. Occorre invece sforzarsi di capire. O, come diceva Spinoza, «non ridere, non piangere, non detestare, ma comprendere». Difficile, in questo caso, non piangere e, soprattutto, non detestare. Dal 1989 a oggi l’offensiva del capitale ai danni del lavoro procede ininterrottamente, inanellando un successo dietro l’altro: quelle che si chiamano abitualmente “riforme” – l’hanno capito ormai pure i bambini – sono tali solo per la parte del capitale. Di conseguenza, hanno come obiettivo puntualmente raggiunto la decomposizione dei diritti, delle conquiste dei lavoratori e delle tutele del mondo lavorativo.

L'ipocrisia di chi parla di "riforme". Basterebbe avere, in fondo, l’onestà per chiamare le cose con il loro nome: senza usare formule patetiche e ingannatorie come “riforme”, “Jobs act”, e via discorrendo, di ipocrisia in ipocrisia. È questa, in breve, la storia reale dal 1989 a oggi, al di là della lieta narrazione che canta un mondo di libertà e democrazia.

Quale libertà, in effetti, per i lavoratori ridotti all’umiliazione permanente del voucher? Il voucher offende la dignità umana e segna l’apice dell’alienazione, giacché riduce il lavoratore a merce disponibile, sottopagata e supersfruttata, alle dipendenze della volontà padronale. Non serve – come falsamente si dice – a evitare il lavoro in nero: serve, invece, a evitare contratti regolari, tutelati e dignitosi.

Voucher, lavoro non pagato (modello Expo di Milano), contratti intermittenti, stage come corvée postmoderne: ecco il paradisiaco mondo delle libertà post-1989, il meglio che la religione del libero mercato sappia venderci. La stessa eliminazione del reintegro nel posto di lavoro (prevista dall’ex Art. 18) per chi viene licenziato senza giusta causa – sostituita da un generico risarcimento (art. 3 Jobs Act) – si pone come la più bieca ridefinizione del lavoro inteso come diritto e dovere in concessione padronale arbitraria e dipendente dalla volontà del buon signore di turno: concessione che, in quanto tale, può essere revocata in qualsivoglia momento.

Il capitale vince senza resistenze. Siamo nel bel mezzo di un feudalesimo capitalistico: con nuovi signori mondialisti e nuovi servi senza diritti; con nuove e radicali forme di rifeudalizzazione dei legami sociali. Il capitale vince senza incontrare resistenze. Il lavoro sta perdendo giorno dopo giorno: complice anche, ovviamente, la generosa operatività di forze che si dicono progressiste e che, di fatto, favoriscono unicamente il progresso della mondializzazione capitalistica.
Sullo stesso tema
Roberto Ciccarelli
Il manifesto, 17 giugno 2018. Resoconto di una manifestazione contro il razzismo e contro lo sfruttamento. Forse segna l'inizio di un percorso di liberazione. Con commento (e.s)
Lorenzo Cini e Nicolò Bertuzzi
Sbilanciamoci.info, newsletter 551, 11 maggio 2018. Un'inchiesta ampia e accurata che testimonia non solo la delusione per la vecchia politica politicante, ma anche la rassegnazione a una situazione che non si spera di poter cambiare
Laura Pennacchi
il manifesto, 3 maggio 2018. 
Tentativi generosi di trasformare il capitalismo rimanendo nel suo ventre e utilizzando "a buon fine" le innovazioni tecnologiche non sembrano suscettibili di interrompere la sua discesa verso il baratro
Ultimi post
Eddyburg
Sono passati due anni dalla scomparsa di Edoardo Salzano. Un urbanista che non ha mai smesso di analizzare le trasformazioni urbane. Un intellettuale libero e coraggioso che con determinazione guardava avanti e non si arrendeva davanti alle ingiustizie. Un maestro. Lo ricordiamo ripubblicando uno dei suoi scritti, ancora profondamente attuale, sul mestiere dell'urbanista.
Eddyburg
Un iniziativa per ragionare sulla questione della casa a cinquant’anni dall’approvazione della prima legge per l’edilizia residenziale pubblica. Il progressivo abbandono delle politiche di edilizia residenziale ha determinato nuove disuguaglianze, aggravato i problemi pregressi, amplificato i divari territoriali, che il Covid ha accentuato e reso ancora più evidenti. Vogliamo discuterne in questo seminario organizzato in due sessioni, che riprende le vertenze che portarono all’approvazione della legge, racconta la parabola inversa delle politiche pubbliche fino al loro sostanziale azzeramento, per poi ricollegarsi all’attualità toccando attraverso alcuni casi emblematici della questione della casa in Italia.
Eddyburg
Cliccando nella barra in alto potete accedere a tutti gli articoli inseriti in oltre diciotto anni di attività e impegno per una cultura dell'abitare fruire e governare il territorio che sia suscettibile di assicurare condizioni di vita soddisfacenti sotto il profilo dell'equità e della libertà di accesso ai beni comuni, della capacità e possibilità di partecipare al governo della cosa pubblica. E' ancora una versione provvisoria del sito, perciò alcune cose funzionano male o presentano degli errori. Ci stiamo adoperando per sistemare tutto nel più breve tempo possibile.
Eddyburg
Il programma definitivo della prima edizione dei seminari di eddyburg
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della I Sessione del convegno “Eddy Salzano: le tappe di un percorso politico e culturale per una città più giusta” con gli interventi di Mauro Baioni, Giulio Tamburini, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Roberto Camagni, Anna Marson, Maria Pia Guermandi, Giancarlo Storto, Giancarlo Consonni, Paolo Baldeschi.
CopyrightMappa del sito
© 2022 Eddyburg