Israele, la condanna dell’Onu per gli insediamenti nei territori palestinesi. Dopo 37 anni
Riccardo Noury
«La risoluzione, sottolinea che gli insediamenti israeliani costituiscono “una flagrante violazione del diritto internazionale e stanno mettendo in pericolo la praticabilità della soluzione a due stati nonché una pace giusta, duratura e completa”». Il Fatto Quotidiano online, 27 dicembre 2016
(c.m.c.)


Qualcuno la ricorderà come la risoluzione dello sgambetto del presidente Usa uscente a quello entrante, insomma poco più che una questione di politica interna statunitense ridotta a dispetto.

Altri la giudicheranno la conseguenza della forsennata politica di costruzione di nuovi insediamenti da parte del governo Netanyahu: in altre parole, ci sarebbe un “troppo” persino nella politica tradizionalmente filo-israeliana della Casa bianca (gli Usa avevano posto il veto a un’identica risoluzione nel 2011), considerato anche che presto il parlamento israeliano potrebbe dare l’approvazione definitiva alla “sanatoria”, o legalizzazione retroattiva, di 4000 insediamenti in Cisgiordania.

Fatto sta che, a 37 anni dalla risoluzione 446, anni trascorsi a porre veti sulle risoluzioni relative agli insediamenti israeliani nei territori occupati palestinesi, venerdì sera l’astensione degli Usa ha permesso al Consiglio di sicurezza di chiedere a Israele di “cessare immediatamente e completamente ogni attività concernente gli insediamenti nei territori palestinesi, compresa Gerusalemme est” e di “smantellare gli insediamenti costruiti dopo il marzo 2001”.

La risoluzione, apprezzata dal segretario generale Ban Ki-moon, sottolinea che gli insediamenti israeliani costituiscono “una flagrante violazione del diritto internazionale” (ossia sono illegali) e “stanno mettendo in pericolo la praticabilità della soluzione a due stati nonché una pace giusta, duratura e completa”.

Il testo approvato dal Consiglio di sicurezza chiede anche l’adozione di misure per prevenire “ogni atto di violenza contro i civili, il terrorismo e gli atti di provocazione e di distruzione” e condanna l’incitamento all’odio.

Negli insediamenti in Cisgiordania vivono circa 430.000 coloni israeliani e altri 200.000 israeliani si trovano a Gerusalemme est. Per far loro posto, in questi decenni le autorità israeliane hanno fatto ricorso a demolizioni, sgomberi forzati, detenzioni arbitrarie e uccisioni di manifestanti palestinesi.

Starà ora al Consiglio di sicurezza mostrare l’autorevolezza necessaria per far rispettare a Israele la risoluzione: non solo fermando le nuove costruzioni ma, come chiedono le organizzazioni per i diritti umani, anche smantellando gli insediamenti già terminati e trasferendo i coloni fuori dai Territori occupati palestinesi.
Sullo stesso tema
Annalisa Cuzzocrea
Difficile riuscire a giovare, al tempo stesso, a Matteo Salvini, raggiungendolo nel suo inferno razzista e xenofobo, e a Matteo Renzi, al quale si toglie l'unico antagonista numericamente significativo. Grillo sembra esserci riuscito. A meno che il movimento che ha creato riesca a liberarsi di lui.
Alessia Candito
«Riace, dalla ribalta su Fortune ai sospetti per un video “Non voglio ombre”. E dà l’ultima parola ai cittadini
Carlo Di Foggia
Nuovo regalo ai parassiti che hanno fatto il loro nido nel mondo della finanza. Chi pagherà? Ciò che resta del nostro welfare:dalla sanità all’assistenza, dalla formazione alla ricreazione, dalle bellezza all’utilità delle nostre città.
Ultimi post
Eddyburg
Sono passati due anni dalla scomparsa di Edoardo Salzano. Un urbanista che non ha mai smesso di analizzare le trasformazioni urbane. Un intellettuale libero e coraggioso che con determinazione guardava avanti e non si arrendeva davanti alle ingiustizie. Un maestro. Lo ricordiamo ripubblicando uno dei suoi scritti, ancora profondamente attuale, sul mestiere dell'urbanista.
Eddyburg
Un iniziativa per ragionare sulla questione della casa a cinquant’anni dall’approvazione della prima legge per l’edilizia residenziale pubblica. Il progressivo abbandono delle politiche di edilizia residenziale ha determinato nuove disuguaglianze, aggravato i problemi pregressi, amplificato i divari territoriali, che il Covid ha accentuato e reso ancora più evidenti. Vogliamo discuterne in questo seminario organizzato in due sessioni, che riprende le vertenze che portarono all’approvazione della legge, racconta la parabola inversa delle politiche pubbliche fino al loro sostanziale azzeramento, per poi ricollegarsi all’attualità toccando attraverso alcuni casi emblematici della questione della casa in Italia.
Eddyburg
Cliccando nella barra in alto potete accedere a tutti gli articoli inseriti in oltre diciotto anni di attività e impegno per una cultura dell'abitare fruire e governare il territorio che sia suscettibile di assicurare condizioni di vita soddisfacenti sotto il profilo dell'equità e della libertà di accesso ai beni comuni, della capacità e possibilità di partecipare al governo della cosa pubblica. E' ancora una versione provvisoria del sito, perciò alcune cose funzionano male o presentano degli errori. Ci stiamo adoperando per sistemare tutto nel più breve tempo possibile.
Eddyburg
Il programma definitivo della prima edizione dei seminari di eddyburg
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della I Sessione del convegno “Eddy Salzano: le tappe di un percorso politico e culturale per una città più giusta” con gli interventi di Mauro Baioni, Giulio Tamburini, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Roberto Camagni, Anna Marson, Maria Pia Guermandi, Giancarlo Storto, Giancarlo Consonni, Paolo Baldeschi.
CopyrightMappa del sito
© 2021 Eddyburg