Vergogna
Giorgio Nebbia
Il 27 ottobre scorso nella prima commissione dell’assemblea delle Nazioni Unite è stata votata la risoluzione L.41 che chiede che nel 2017 siano avviate trattative per arrivare ad un divieto delle armi ... (segue)


Il 27 ottobre scorso nella prima commissione dell’assemblea delle Nazioni Unite è stata votata la risoluzione L.41 che chiede che nel 2017 siano avviate trattative per arrivare ad un divieto delle armi nucleari con l’obiettivo della loro totale eliminazione, prevista fin dal 1970 dall’articolo VI del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (NPT), approvato dalla quasi totalità dei paesi della Terra, compresi quelli che possiedono armi nucleari.

La risoluzione è stata approvata con 123 voti a favore, 38 voti contrari e 16 astensioni. L’Italia ha votato contro. E’ questa, a mio parere, la vergogna, ed è il risultato dell’aver lasciato nelle mani del governo le decisioni importanti, senza consultazione del popolo che si esprime attraverso il Parlamento.

Una ulteriore riprova delle conseguenze negative dell’eventuale approvazione di una riforma costituzionale che, per “velocizzare” le decisioni, giuste o sbagliate, del governo, riduce ulteriormente il potere del Parlamento e il suo controllo sul governo che è chiamato ad “eseguire” quanto il Parlamento decide.

La risoluzione L.41 sarò oggetto di ulteriore votazione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite alla fine di autunno. Come elettore di questo Parlamento chiedo che esso dia mandato al suo potere esecutivo di votare a favore dell’inizio di un cammino che porti al divieto totale delle armi nucleari auspicato da cittadini, studiosi, intellettuali, dal Papa Francesco e dai suoi predecessori, e che è un obbligo giuridico preso anche dall’Italia firmando il Trattato di non proliferazione NPT.

Nel mondo esistono ancora più di 15.000 bombe nucleari sufficienti per diffondere morte, malattie e danni all’ambiente nell’intero pianeta; per il loro ammodernamento e perfezionamento si spende nel mondo ogni anno l’equivalente di migliaia di miliardi di euro. Siamo ancora in tempo a eliminare le armi nucleari: chiediamolo ad alta voce.

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