La figura retorica della prevenzione
Luca Mercalli
«È un processo che va pianificato con attenzione, portato avanti con tenacia e organizzazione ferrea senza mai abbassare la guardia». Il Fatto Quotidiano, 30 agosto 2016 (p.d.)


Di fronte ai disastri naturali, la nostra debolezza più grande è la mancanza di prevenzione. Lo scriviamo da decenni. Molte le chiacchiere e le promesse subito dopo ogni evento, sia esso un terremoto o un’alluvione, poi cade il silenzio. Eppure la prevenzione va fatta a bocce ferme, quando splende il sole e la terra non trema. È un processo che va pianificato con attenzione, portato avanti con tenacia e organizzazione ferrea senza mai abbassare la guardia. Sia sul piano delle infrastrutture, sia su quello dell’informazione ed educazione della gente, che ancora oggi in Italia preferisce toccarsi in mezzo alle gambe o appendere qua è là cornetti e santini invece che guardare in faccia la realtà.

Il settore aeronautico ha sviluppato un metodo molto efficace per la prevenzione degli incidenti, infatti è oggi tra i modi più sicuri di viaggiare. Ogni volta che – vuoi per errori di pilotaggio, vuoi per cause tecniche – c’è un problema o una sciagura (ormai rara), si attiva una procedura internazionale che analizza le cause, propone soluzioni e modifica strumenti e procedure. Nel frattempo, i velivoli difettosi vengono lasciati a terra fino a modifiche concluse. È un processo trasparente, che pur senza essere punitivo, mette in luce le responsabilità e spinge tutti a migliorare, approfittando insieme della lezione ricevuta o meglio, come lo chiamano i francesi, del retour d’experience. In tanti altri settori, e soprattutto in quello della gestione del territorio, non si analizzano mai i risultati a posteriori delle scelte precedenti, raramente si individuano i responsabili dei fallimenti, e mai si tesaurizza l’insegnamento ricevuto.

Ogni volta stesse considerazioni e stessi errori,una retorica del disastro che se togliete data e luogo è immutata fin dall’alluvione di Firenze di cinquant’anni fa. Ma la gente così continua a morire e i danni li paghiamo tutti. Ora si parla di ricostruzione rapida dopo-sisma. Ma non avevamo detto tutto ciò che c’era da dire già con L’Aquila 2009? Abbiamo ripetuto alla nausea che la ricetta razionale sta in una capillare ristrutturazione antisismica degli edifici,che li riqualifichi pure energeticamente, prendendo così due piccioni con una fava.E che accanto al rischio sismico investa pure sulla protezione idrogeologica: frane e alluvioni sono ancor più diffuse dei terremoti, dall’Alpi allo Ionio. E si occupi pure della strategia di adattamento ai cambiamenti climatici, contro le future siccità, i futuri eventi estremi e l’aumento del livello dei mari, di realizzare casse di espansione per i fiumi e di turar le falle agli acquedotti. Si chiama resilienza.

Esiste pure un’associazione internazionale, Iclei.org, che riunisce le città che nel mondo si stanno attrezzando per la sostenibilità e la riduzione degli impatti degli eventi geoidrologici. In Italia, al di là di encomiabili esempi locali, questo progetto di resilienza nazionale, corale, condiviso, omogeneo, unitario, non c’è. Trionfa invece il sempreverde annuncio e la relativa cantierizzazione della grande opera cementizia, vista come unica azione salvifica. La nuova autostrada, la nuova pedemontana, il nuovo ponte sullo stretto, i nuovi trafori ferroviari,i nuovi eventi sportivi internazionali. L’importante è che siano grandi,costosi e vistosi. Non che servano a qualcosa e che funzionino. Se si applicasse il metodo aeronautico alle opere già fatte, si potrebbe facilmente verificare se i soldi sono stati spesi bene e i problemi risolti.


Invece le scuole ristrutturate sono crollate, l’autostrada Bre.Be.Mi giudicata indispensabile in fase di progetto, è vuota, il Mosedi Venezia è già inchiodato da sabbia e detriti prima di entrare in servizio, gli impianti sportivi delle Olimpiadi invernali della Val di Susa sono in via di smantellamento per eccessivi costi di manutenzione, ma la lista è lunga, distretti industriali, parchi divertimento, poli fieristici, sportivi e turistici... tutto annunciato sulla carta come necessario, apportatore di progresso, soldi e lavoro, ma alla prova dei fatti cadente, abbandonato e diroccato. Spesso la società civile di fronte a tali progetti ha protestato, ha lottato, ha mostrato e documentato scientificamente incongruenze e inadeguatezze. Ma niente, ruspe e betoniere sono state inesorabili. Poi tutto come previsto, miseramente fallito. Chi paga? Qual è il ritorno d’esperienza? Con il metodo aeronautico, il ritiro della candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024 sarebbe immediato, basta giudicare dai costi e dalle scomode eredità delle precedenti edizioni! Lasceremmo perdere il supertunnel Tav Torino-Lionee i nuovi sogni espansionistici delle reti autostradali. Mentre investiremmo subito i pochi denari che ci restano in manutenzione del territorio, sostenibilità e prevenzione dei rischi naturali, unico progetto sensato per il benessere del futuro.
Sullo stesso tema
Ilaria Boniburini
4-8 settembre: un campeggio per sostenere un cambiamento radicale: assemblee e dibattiti sulla crisi climatica, grandi opere, estrattivismo, ecotransfemminismi, neocolonialismi e migrazioni forzate; il 7 marcia per la giustizia climatica.
Guido Viale
Dall'assemblea dei giovani è emersa una completa piattaforma politica e culturale per una radicale trasformazione di una società in fase di avanzata decomposizione in una società nuova e pienamente umana, all'altezza delle sfide che il pianeta deve affrontare. Qui l'articolo. (e.s.)
Maurizio Rovini
Bisogna tornare a pianificare, non per il profitto, ma per gestire l'uscita dal fossile e contenere il riscaldamento globale, convertendo l'economia e indirizzando investimenti alle energie e produzioni alternative locali, tassando patrimoni e aziende inquinanti. La risposta non è la green economy o le soluzioni tecnologiche. (i.b.)
Ultimi post
Eddyburg
Un iniziativa per ragionare sulla questione della casa a cinquant’anni dall’approvazione della prima legge per l’edilizia residenziale pubblica. Il progressivo abbandono delle politiche di edilizia residenziale ha determinato nuove disuguaglianze, aggravato i problemi pregressi, amplificato i divari territoriali, che il Covid ha accentuato e reso ancora più evidenti. Vogliamo discuterne in questo seminario organizzato in due sessioni, che riprende le vertenze che portarono all’approvazione della legge, racconta la parabola inversa delle politiche pubbliche fino al loro sostanziale azzeramento, per poi ricollegarsi all’attualità toccando attraverso alcuni casi emblematici della questione della casa in Italia.
Eddyburg
Cliccando nella barra in alto potete accedere a tutti gli articoli inseriti in oltre diciotto anni di attività e impegno per una cultura dell'abitare fruire e governare il territorio che sia suscettibile di assicurare condizioni di vita soddisfacenti sotto il profilo dell'equità e della libertà di accesso ai beni comuni, della capacità e possibilità di partecipare al governo della cosa pubblica. E' ancora una versione provvisoria del sito, perciò alcune cose funzionano male o presentano degli errori. Ci stiamo adoperando per sistemare tutto nel più breve tempo possibile.
Eddyburg
Il programma definitivo della prima edizione dei seminari di eddyburg
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della I Sessione del convegno “Eddy Salzano: le tappe di un percorso politico e culturale per una città più giusta” con gli interventi di Mauro Baioni, Giulio Tamburini, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Roberto Camagni, Anna Marson, Maria Pia Guermandi, Giancarlo Storto, Giancarlo Consonni, Paolo Baldeschi.
Redazione di Eddyburg
L'incontro ha come scopo la presentazione della versione italiana del toolkit anti-gentrification di Sandra Annunziata, e vedrá la partecipazione di esperti e rappresentanti dei movimenti di lotta per la casa che discuteranno assieme del manuale e della sua applicazione nel contesto italiano. Sarà possibile seguire l'evento in streaming live sulla pagina facebook di ETICity
CopyrightMappa del sito
© 2021 Eddyburg