Un manifesto per le Alpi apuane
Fausto Ferruzza
In una Toscana minacciata da «una classe dirigente troppo sensibile alle sirene della finanza e sempre meno concentrata sui bisogni reali della comunità»le associazioni ambientaliste e i comitati locali convergono nella difesa della Alpi Apuane e sottoscrivono un significativo documento (in calce)


Una strana e, per certi versi, suggestiva congiunzione astrale ha voluto che lo scorso sabato 14 maggio si svolgessero (quasi in contemporanea) due fondamentali iniziative nazionali a tutela dei territori toscani. La prima, riuscita, colorata e popolare, nelle forme classiche del corteo, convocata dalle vivaci “mamme no inceneritore” contro tutte le nocività che minacciano la Piana (il nuovo aeroporto, il nuovo impianto di Case Passerini, il nodo TAV di Firenze). La seconda, più convegnistica, ma non meno riuscita, indetta dal Coordinamento Apuano, a Pietrasanta a tutela delle Alpi Apuane.

Le associazioni ambientaliste e i comitati locali, ovviamente, hanno partecipato con entusiasmo ad entrambe le manifestazioni. In un momento storico in cui i corpi intermedi paiono dichiaratamente sotto attacco, una straordinaria prova di forza e una vera festa della partecipazione e della cittadinanza attiva! In ogni caso, da qualsiasi punto di vista si guardi a quella giornata, un memento fragoroso per una classe dirigente ormai troppo sensibile alle sirene della finanza e, ahinoi, sempre meno concentrata sui bisogni reali della comunità che pretenderebbe “rappresentare”.

Nel caso della Piana, un enorme surplus di carico. Una soglia di sostenibilità già ampiamente superata nello status quo, che s’intenderebbe “stiracchiare” all’infinito purché le grandi opere (aeroporto, nodo TAV, inceneritore d’area vasta) siano varate. Costi quel che costi, ci verrebbe da dire, con profonda amarezza. Nel caso delle Apuane, in modo del tutto speculare e non meno eclatante, un enorme caso a togliere. Un prelievo del carbonato di calcio che, col tempo e con l’affinarsi delle tecniche estrattive, è diventato una minaccia per la sopravvivenza stessa della “nostra montagna”.

Per questo, parlare oggi di Apuane, dei sintomi evidenti della loro incipiente distruzione è, a nostro avviso, tutt’uno col parlare del nostro martoriato Belpaese. Dotato di bellezze naturali e culturali uniche al mondo, eppure spesso incauto o maldestro nel porre in essere misure di tutela ad esse adeguate. Per questo, è nato il Coordinamento Apuano, grande contenitore politico che raccoglie tutte le maggiori associazioni ambientaliste italiane (Legambiente, Italia Nostra, WWF, FAI, CAI), la Rete dei Comitati a difesa del Territorio, la Società dei Territorialisti e i vivacissimi nodi social di Salviamo le Apuane e Salviamo le Alpi Apuane.

Sulla base della grande vertenza, che ha portato finalmente alla copianificazione Stato/Regione e alla definitiva approvazione del Piano Paesaggistico Regionale della Toscana (avvenuta il 27 marzo 2015), abbiamo infatti preso atto che “uniti si vince”. E che uniti avremmo potuto incassare altri importanti risultati, in termini di attuazione e messa in opera del Piano, sui territori. Perché di tutta evidenza ci paiono, in questa fase, due cose. La prima è che dal Piano Paesaggistico incontrovertibilmente si parte. La seconda è che il Manifesto per le Alpi Apuane (che qui alleghiamo come prodotto di questa imponente elaborazione collettiva) può rappresentare per tutti un’ottima bussola per una serena e condivisa navigazione.

Qui  per scaricare il Manifesto per le Alpi apuane
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