Come un sasso o come un fiore
Eddyburg
Introduzione a "Come un sasso o come un fiore. Storie di rifugiati e progetti di vita", a cura di Bee, Bortolazzi, Carlot, Pizzo, Terreri, Sinopia Libri (Venezia 2016)




Sette storie di viaggio, di dolore e di speranza. Sette vite che non si arrendono, che mettono in gioco saperi, impegno e futuro, contro le paure e le ostilità di un mondo difficile. Questo libro nasce dall’incontro - pressocché quotidiano - tra un gruppo di rifugiati titolari di protezione internazionale e operatori ed esperti dell’Associazione Microfinanza e Sviluppo; un lavoro durato due anni, con l’obiettivo in buona parte riuscito di rendere quelle persone economicamente autonome. Un lavoro duro, considerato a tratti impossibile perché costellato di resistenze che, alla prova dei fatti, si sono dimostrate piú culturali che fisiche, piú istituzionali che economiche. Accanto all’azione “concreta” di educazione finanziaria e di accompagnamento all’avvio d’impresa, è nato un spazio di ascolto delle biografie delle persone rifugiate con cui l’Associazione lavorava.

Questo libro non ha la presunzione di proporsi come un capitolo aggiuntivo alla ricca e feconda tradizione di studi accademici e specialistici sull'argomento. Se il suo nucleo è costituito dalle storie che esso raccoglie, prive di altro filtro che non sia la precauzione dell’anonimato a protezione della vita presente dei narratori, il suo proposito si lascia osservare in virtú dell’urgenza di alcune domande che le storie stesse sollecitano.

Come rovesciare il problema chiuso, dominato dai poli del “loro” sradicamento e della “nostra” ostilità - e dello scontro sul modello culturale che esso comporta - nel tema aperto delle prospettive di scambio, di mescidazione e d’impresa nei comuni territori di vita e di lavoro? Come rendere evidente e operativo il fatto che vi è un valore in sé nelle esperienze che ci vengono raccontate, che questo valore umano è intrinsecamente ricco sul piano sociale ed economico, e che il viaggio “da un mondo all’altro” porta con sé saperi, relazioni, idee preziose per il nostro comune domani? Come apprendere, insieme, a trasformare la potenza dell’“aperto” che le instabilità globali impongono, in un orizzonte di pace, di benessere e di autentica sicurezza? Come ascoltare, capire, progettare le dinamiche di connessione e innovazione nascoste nei giacimenti imprenditivi che migranti e rifugiati portano con sé e tra noi?

Se a tali domande, le storie racchiuse in questo libro e i lavori di analisi che le accompagnano avranno saputo dare rilievo, il proposito dei loro estensori potrà dirsi parzialmente realizzato. Poiché esse non sono rivolte a un’indistinta platea ma ci interrogano tutti, uno per uno, e interrogano con particolare urgenza quei soggetti - il mondo delle istituzioni, della politica e dell'impresa - che possiedono i mezzi per tradurle in risposte efficaci.
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