"Casa Gramsci" a Torino relegata in un locale nel retro di un hotel
Redazione Tiscali
« La memoria si sa è labile, quella italiana lo è ancora di più: Gramsci con tutte le sue lucide e rivoluzionarie intuizioni resta tra i più studiati intellettuali del mondo, del quale non fa parte con ogni evidenza l'Italia.»Tiscali.it, 26aprile 2016 (c.m.c.)


Antonio Gramsci senza pace. Dopo la polemica parlamentare che ha accompagnato il riconoscimento di "Casa Gramsci" di Ghilarza, in Sardegna, quale "monumento nazionale", ecco che un altro motivo di discussione intorno alla figura del grande pensatore sorge a Torino. Il filosofo e politico sardo - tra i più studiati al mondo - nella città piemontese risiedette per i suoi studi superiori e universitari e lì ebbe inizio la sua importante esperienza politica. La casa dove visse per lungo tempo, in ristrettezze economiche ben descritte nelle sue biografie, potrebbe diventare una casa museo. Ma nelle camere dove il giovane pensatore alloggiò, studiò, elaborando teorie rivoluzionarie, e patì il freddo sono oggi adibite ad albergo. "Solo la deriva culturale e politica", scrive Massimo Novelli sul Fatto Quotidiano, "ha fatto sì che un'istituzione della sinistra come la Fondazione piemontese Antonio Gramsci, possa considerare un 'nuovo luogo della cultura' una sorta di negozietto neppure troppo visibile, come luogo Gramsciano". 

Un hotel dove Gramsci si formò
La futura sede della Fondazione si trova tra via Maria Vittoria e via San Massimo, nel retro dell'hotel di proprietà della NH spagnola. Che per gentile concessione permette ai promotori, che ben si accontentano loro malgrado di santificare all'illustre ex inquilino niente meno che un sottoscala. 

La "casa gramsciana"
Lo spazio angusto e nascosto rispetto ai flussi culturali cittadini verrà inaugurato domani, giorno in cui ricorre la morte dell'autore dei "Quaderni dal carcere" (1891-1937). In uno spazio ristretto Gramsci e la sua rivoluzione passata per la fondazione del Partito comunista italiano e pubblicazioni quale L'Ordine Nuovo, L'Unità e i già citati "Quaderni", per citarne alcuni, appare oggi relegato negli scaffali polverosi del piccolo locale come pezzo d'antiquariato, scrive ancora il Fatto. Ciò che uno dei più grandi intellettuali italiani produsse, anche a costo del terribile carcere fascista - il confino a Ustica, la prigione di San Vittore, di Regina Coeli e infine di Turi - che gli costò la salute e poi la vita, sembra non trovino pace nemmeno oggi. 

Gramsci tra i più studiati al mondo
E, oltre al danno la beffa: fu solo per la sollevazione popolare che lo stesso hotel non prese il nome di "Gramsci", semmai oltraggio peggiore si potesse pensare. Ma la memoria si sa è labile, quella italiana lo è ancora di più: Gramsci con tutte le sue lucide e rivoluzionarie intuizioni resta tra i più studiati intellettuali del mondo, del quale non fa parte con ogni evidenza l'Italia.
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