25 aprile 1945. La storia non è ancora finita
Eddyburg
Piccolaantologia  2016 per non pensare chericordare oggi il 25 aprile 1945 sia una formalità o un gioco (m.c.g.)





AntonioGramsci
Odio gli indifferenti
Odio gli indifferenti. Credo chevivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non esserecittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, èvigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.

Sandro Pertini
Messaggio di fine anno agli Italiani,
1979
Dietro ogni articolodella Carta Costituzionale stanno centinaia di giovani morti nella Resistenza. Quindi la Repubblica è una conquista nostra e dobbiamodifenderla, costi quel che costi.

Gianni Rodari
Compagni fratelli Cervi
1955
Sette fratelli comesette olmi,
alti robusti come una piantata.
I poeti non sanno i loro nomi,
si sono chiusi a doppia mandata :
sul loro cuore si ammucchia la polvere
e ci vanno i pulcini a razzolare.
I libri di scuola si tappano le orecchie.
Quei sette nomi scritti con il fuoco
brucerebbero le paginette
dove dormono imbalsamate
le vecchie favolette
approvate dal ministero.

Ma tu mio popolo, tu che la polvere
ti scuoti di dosso
per camminare leggero,
tu che nel cuore lasci entrare il vento
e non temi che sbattano le imposte,
piantali nel tuo cuore
i loro nomi come sette olmi:
Gelindo,
Antenore,
Aldo,
Ovidio,
Ferdinando,
Agostino,
Ettore ?

Nessuno avrà un più bel libro di storia,
il tuo sangue sarà il loro poeta
dalle vive parole,
con te crescerà
la loro leggenda
come cresce una vigna d'Emilia
aggrappata ai suoi olmi
con i grappoli colmi
di sole.

Salvador Allende
1973
 
È possibile che ci annientino, ma il domani apparterrà al popolo,apparterrà ai lavoratori. L'umanità avanza verso la conquista di una vitamigliore.

Viva ilCile! Viva il popolo! Viva i lavoratori! Queste sono le mie ultime parole e hola certezza che il mio sacrificio non sarà vano. Ho la certezza che, per lomeno, ci sarà una lezione morale che castigherà la vigliaccheria, la codardia eil tradimento.

W.G. Sebald
Gli emigrati (tit. orig. Die Ausgewanderten, 1994)
Distruggete anche l’ultima cosa, ma non il ricordo.

Martin Niemöller
Bertold Brecht
1931
Prima di tutto vennero a prenderegli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavanoantipatici.
Poi vennero a prendere gliomosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché nonero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno aprotestare.



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Il 25 Aprile 1945 l'Italia si riscattò dall'asservimento al nazismo. Oggi più che mai è necessario il monito di Bertold Brecht: «E voi, imparate che occorre vedere e non guardare in aria; occorre agire e non parlare. Questo mostro stava una volta per governare il mondo! I popoli lo spensero, ma ora non cantiam vittoria troppo presto il grembo da cui nacque è ancora fecondo». Con queste parole si apre il Museo Monumento al Deportato di Carpi,
Alessandro Robecchi
il Fatto quotidiano, 25 aprile 2018. Non è facile far comprendere chi non ha vissuto quegli anni come la nostra libertà di oggi e la tensione verso l'uguaglianza vivono ancora in noi grazie a ciò che allora si riuscì a fare. È ben più facile dimenticare che molti uomini e donne, chiamati "partigiani" morirono per noi
Annalisa Camilli
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