Cancellato il Parco della Laguna Nord
Simone Bianchi
«Ambientalisti delusi: “C’è una grande confusione tra strumento e necessità di salvaguardia”». Articoli di Simone Bianchi ed Enrico Tantucci, La Nuova Venezia, 16 marzo 2016 (m.p.r.)



«IDEOLOGIA PIÙ FORTE
DEL TURISMO SOSTENIBILE»

di Simone Bianchi

La possibile perdita di una realtà come il Parco della Laguna Nord a molti sta andando di traverso. Soprattutto tra chi per anni si era battuto per la sua istituzione. La giunta comunale, in realtà, non ha fatto altro che ottemperare a quanto Brugnaro aveva promesso in campagna elettorale. Nella sezione relativa all’ambiente - “Per la tutela dell’ambiente, del paesaggio e degli animali” - il sindaco si impegnava infatti al «blocco e ritiro del progetto del Parco della Laguna Nord». Ora che l’impegno si è concretizzato, però, c’è chi non è affatto contento. «Sicuramente c’erano cose più urgenti da fare rispetto a questa, ma sembra che fosse il primo pensiero del sindaco visto che era nel suo programma di governo», attacca Alessandra Taverna, presidente dell’Istituzione Parco della Laguna Nord. «Ovviamente l’istituzione è sempre stata altra cosa rispetto al Parco, e ci è già però stato chiesto di fare il bilancio preventivo per il 2017. Abbiamo i soldi ma sparisce il Parco? C’è grande confusione tra strumento e necessità di salvaguardia. Si vede il Parco come qualcosa di costoso e problematico, invece dispiace l’abbandono in cui è stata lasciata la laguna in questi mesi. Come Istituzione abbiamo sempre lavorato in modo precario ma lo abbiamo fatto. Non so come finirà, non esprimo giudizi politici, ma decidere questo senza definire nulla sul futuro della stessa Istituzione non lo comprendo. E poi, perché le remiere dovrebbero essere contrarie al parco?». Infine il commento dei Vas (Verdi ambiente e società) veneziani. «Abbiamo fatto una grande battaglia sul Parco, c’era il tempo per capire di più la situazione senza prenderla così di petto. E c’è grandissimo rammarico dopo anni di impegno per portare a casa un Parco che ora con un colpo di spugna si vuole cancellare. Ancora una volta prevalgono le scelte ideologiche sul turismo sostenibile e sulla tutela ambientale».


BRUGNARO ABOLISCE
IL PARCO DELLA LAGUNA
di Enrico Tantucci
«Per il sindaco ci sono troppi vincoli. Cancellata la pianificazione urbanistica e la tutela di oltre 16 mila ettari di ecosistema»

Detto fatto: addio al Parco della Laguna. Già nell’ottobre scorso in consiglio comunale era stata bocciata la mozione del consigliere della Lista Casson, Nicola Pellicani, che chiedeva di discutere del futuro del Parco. «Troppi vincoli», secondo il sindaco Luigi Brugnaro - che aveva fatto dell’abolizione uno dei punti della sua campagna elettorale - con lo strumento di pianificazione urbanistica della laguna nord voluto dalla giunta Orsoni e già in quell’occasione l'assessore all’Urbanistica Massimiliano De Martin aveva annunciato l’intenzione della Giunta di abolire sia il Parco che l'Istituzione. Ora, nell’ultima seduta di Giunta, l’addio al Parco della Laguna con il “governo” degli oltre 16mila ettari di ecosistema lagunare e la relativa tutela, sparisce, con una delibera che cancella la pianificazione urbanistica del Parco e riporta tutto come prima. E fioccano le prime proteste. 
«La giunta comunale, secondo quanto promesso da Brugnaro in campagna elettorale - dichiara il presidente della Municipalità di Marghera ed ex assessore all’Ambiente, Gianfranco Bettin - ha cancellato, o sta per cancellare, il Parco della Laguna Nord, istituito dopo molti anni di discussioni dal Comune di Venezia nel 2014, con l’adesione della Municipalità del centro storico e isole, della Provincia e della Regione Veneto, oltre che di fitta serie di associazioni ambientaliste, culturali, di impegno sociale, di categoria economiche. Il Parco avrebbe rappresentato una nuova e solida occasione di sviluppo sostenibile e di tutela delle tradizioni culturali e degli ambienti naturali della laguna, sperimentando modalità dello stesso sviluppo turistico diverse e opposte rispetto al modello invasivo e stravolgente oggi dominante a Venezia. È un’occasione perduta, per l’economia e per l’ambiente. Ora speriamo che la giunta non riapra l’inceneritore di rifiuti, chiuso dal Comune sempre nel 2014». 
Per Monica Sambo, consigliere comunale del Pd, «per quanto riguarda il Parco della Laguna oggi si scrive una brutta pagina tutta basata su pregiudizi e per un mero tornaconto elettorale. Cancellando il parco si butta un lungo lavoro di concertazione con categorie e cittadinanza, si tagliano le potenzialità di un progetto che poteva offrire opportunità a questi territori, senza che venga definita una prospettiva utile al rilancio locale. Il parco poteva essere un Ente gestito dai cittadini, strumentale alla tutela ambientale, alla salvaguardia dei lavori tradizionali, alla promozione dei prodotti tipici e del turismo sostenibile, facilitatore per migliorare la vivibilità e la residenzialità dell’area urbanizzata delle isole della Laguna Nord. Un interlocutore autorevole per i cittadini e punto di riferimento amministrativo in grado di portatore le istanze locali nella loro specificità in chiave metropolitana ed europea. Il Sindaco non ha nessuna visione di città e di prospettiva ma prende decisioni “alla giornata” unicamente a fini elettorali. Per rispondere alla scelta del sindaco circa l'eliminazione del Parco della Laguna riteniamo che lo stesso, diversamente da quanto sostenuto, non sarebbe stato un “carrozzone” perché non avrebbe comportato costi aggiuntivi per l’amministrazione, in quanto avrebbe assorbito personale già esistente».
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