Area dei Pili, sì al progetto di Brugnaro
Enrico Tantucci
«Brugnaro, da sindaco, andrà avanti con la realizzazione del parcheggio ai Pili - come prevede la convenzione con il Comune - o si fermerà, come promesso in campagna elettorale? Da Ca’ Farsetti, per ora, nessuna risposta». La Nuova Venezia, 9 febbraio 2016

«Se sarò sindaco, nell’area dei Pili non sarà realizzato né sviluppato alcun intervento». È una delle dichiarazioni fatte da Luigi Brugnaro, prima della sua elezione, riguardo agli interessi della sua società Porta di Venezia spa, proprietaria di alcune aree proprio all’imbocco del Ponte della Libertà. È però di questi giorni la determina dirigenziale che approva il progetto esecutivo redatto da Berro & Sartorio Ingegneria srl e commissionato da Porta di Venezia che si riferisce al tratto iniziale della pista ciclabile - che passa appunto sui terreni di proprietà della società di Brugnaro - che dovrebbe unire Venezia alla terraferma lungo il ponte della Libertà. Un intervento per cui è già stato stanziato un milione di euro dal Comune per la sua realizzazione. 
La determina fa riferimento alla deliberazione di giunta del 29 novembre 2013 che ha approvato la convenzione stipulata per questi terreni dei Pili tra il Comune e Porta di Venezia (firmatario allora per la società Derek Donadini, attuale vicecapo di gabinetto del sindaco). La convenzione prevede la possibilità di realizzare nell’area dei Pili parcheggi a cielo aperto per circa 460 posti-auto con relative attività commerciali annesse, in cambio appunto della cessione di una porzione di spazio a titolo gratuito per consentire il passaggio della nuova pista ciclabile nel tratto che va dal sottopasso del Parco Vega al Ponte della Libertà. L’accordo, di carattere provvisorio, ha una durata di sette anni, ma è già previsto nella convenzione che possa essere prorogato. 
La destinazione precedente dell’area era a verde pubblico. Brugnaro aveva acquistato dal Demanio anni fa le aree - circa 40 ettari - per 5 milioni di euro e la sua idea iniziale era di far nascere nella zona un palasport da 10 mila posti disponibile non solo per eventi sportivi, ma anche culturali, come musical o concerti. Ma l’idea non si era mai tradotta in realtà anche per la complessità della sua realizzazione e i problemi e i costi legati alle bonifiche dei terreni. Una precedente intesa raggiunta con il Comune prevedeva la realizzazione di una sottostazione per la fornitura di energia elettrica per la linea del tram che corre non lontano dalla zona, poi saltata. Ma la stessa area è invece diventata indispensabile per il Comune per il passaggio della pista ciclabile destinata a unire Mestre e Venezia, correndo lungo il ponte della Libertà. Per la progettazione della pista il Comune avrebbe dovuto rivolgersi a un professionista e per evitare la spesa ulteriore e i tempi lunghi di una procedura di esproprio sui terreni di Brugnaro, con possibili contenziosi con la sua società, si era appunto raggiunto un accordo. 
Porta di Venezia cederà dunque gratuitamente al Comune le aree necessarie per il passaggio della pista ciclabile e farà eseguire a sue spese tutte le fasi di progettazione della nuova infrastruttura, come è avvenuto. In cambio, su un’area di circa 1.500 metri quadri, adiacente a un'altra dove già sorge un parcheggio per auto di proprietà della stessa società, saranno attrezzati gli spazi per ospitare circa 60 posti-auto. Un’altra area molto più grande - di circa 16.600 metri quadri - utilizzata in precedenza come parcheggio di autobotti e cisterne destinate alla movimentazione dei prodotti petroliferi in uscita dalla raffineria Eni, dovrebbe diventare un altro parcheggio gestito da Porta di Venezia per la sosta di motocicli, auto, camper e per un punto di noleggio bici, ricavando circa 400 nuovi posti-auto. Previsto anche un servizio di bar e ristoro e un punto di informazioni. Nascerebbe così un altro parcheggio "precario" ai bordi della città storica, che rischia, però, di diventare permanente. 
La domanda è: Brugnaro, da sindaco, andrà avanti con la realizzazione del parcheggio ai Pili - come prevede la convenzione con il Comune - o si fermerà, come promesso in campagna elettorale? Da Ca’ Farsetti, nonostante esplicita richiesta di un commento sulla questione, per ora nessuna risposta.
Non ha partecipato al voto il sindaco Luigi Brugnaro per un’altra delibera approvata di recente dalla giunta che riguarda una sua società, la Scuola Grande della Misericordia spa, che ha avuto in concessione - con l’onere di recuperarlo, con project financing da circa 9 milioni e mezzo di euro - l’omonimo complesso sansoviniano di Cannaregio, da lui “inaugurato” poche settimane prima del voto delle amministrative, ma di fatto ancora chiuso al pubblico. Approvato su proposta dell’assessore ai Lavori Pubblici Francesca Zaccariotto un progetto di variante, che prevede una modifica delle reti impiantistiche dell’edificio, cambiamenti nel distributivo interno per l’uso polivalente del cinquecentesco edificio, consolidamenti strutturali e murari e soluzioni migliorative per gli interventi di restauro sulle superfici dipinte, sulle murature, sulle parti lapidee e a stucco. I nuovi interventi sul complesso della Scuola Grande della Misericordia - realizzati con fondi della società di Brugnaro - sono già stati approvati dalla Soprintendenza.
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