Immigrati clandestini retromarcia del governo sull’abolizione del reato
Tommaso Ciriaco
Ciò che colpisce più della determinazione reazionaria di Angelino Alfano sono i velami d'ipocrisia nei quali Matteo Renzi cerca di dissimulare il suo disprezzo per i principi più elementari del diritto e dell'umanità. La Repubblica, 9 gennaio 2016


Il reato di immigrazione clandestina non si tocca, almeno per il momento. È Matteo Renzi a stabilire la linea, dopo alcune tensioni con Angelino Alfano, e a mandare temporaneamente in soffitta l’ipotesi di un decreto legislativo. Ed è proprio il ministro dell’Interno, contrario a mettere mano alla legge, a farsi portavoce della brusca frenata. «Evitiamo di trasmettere all’opinione pubblica dei messaggi negativi per la percezione di sicurezza – è l’invito del responsabile del Viminale - in un momento particolarissimo per l’Italia e l’Europa». Parole che non soddisfano comunque la Lega, pronta a promuovere eventualmente anche un referendum per difendere il reato voluto dal governo Berlusconi.

Secondo il premier, il nodo è soprattutto di comunicazione. Perché se è vero che «la logica vorrebbe la scelta della depenalizzazione», e altrettanto vero che «nella componente sicurezza l’elemento psicologico è molto importante». Da qui la scelta di congelare ogni decisione e rimandare alla prossima settimana, «sulla base di una valutazione di opportunità politica e senza toni barricaderi».
Proprio i toni scelti dal Carroccio, a dire il vero, esacerbati dalle notizie che arrivano da Colonia.E infatti gli slogan padani richiamano le aggressioni di fine anno: «Ma si accorgono di cosa sta succedendo nel mondo? - si sgola Matteo Salvini - Questi sono matti! La Lega farà le barricate, in Parlamento e poi nelle piazze con un referendum, contro questa vergogna». Il leghista evoca «espulsioni a valanga» e mette in dubbio quanto promesso dal ministro: «Scommetto un caffè che il prode Alfano calerà le braghe entro una settimana». 

Eppure, il titolare dell’Interno ripete che il rinvio appare l’unica soluzione possibile: «Questa vicenda non è materia di un singolo partito. Si sono levate voci molto autorevoli che affermano ragioni tecnicamente valide a sostegno di una abrogazione - ammette - ma motivi di opportunità fin troppo evidenti mi inducono a ribadire che è meglio non attuare la delega». Agli antipodi della Lega si schiera invece Sinistra Italiana. «Il reato di immigrazione clandestina - sostiene il capogruppo alla Camera Arturo Scotto - è sbagliato e inefficace. Va abolito».

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