Il cemento che avanza sotto la villa di Palladio
Francesco Erbani
L'ultimo scandalo e l'ultima denuncia di malgoverno del territorio e del patrimonio culturale che registriamo su eddyburg nel 2015. Sappiamo già che dovremo continuare a farlo nel 2016. Speriamo di diventare più numerosi e più determinati, perciò più efficaci. La Repubblica, 31 dicembre 2015


Il suo nome è Valletta del Silenzio, per il senso di pace che questo lembo di paesaggio veneto custodisce sotto La Rotonda, la villa disegnata da Andrea Palladio fra il 1565 e il 1569. Continuerà a chiamarsi così anche quando verrà smontato il cantiere aperto nell’ottobre scorso e che trasformerà una stradina di campagna in una strada con marciapiedi, dissuasori anti velocità e pali d’illuminazione, affiancandole un parcheggio, una pista ciclabile, un’area per il pic-nic? E, dovessero arrivare altri finanziamenti, aggiungendo alcune attrezzature per attività di didattica ambientale, compreso un edificio? Gli interrogativi inquietano cittadini e associazioni che inviano esposti al ministero per i Beni culturali, alla sottosegretaria Borletti Buitoni, all’Unesco e al Comune di Vicenza, artefice dell’iniziativa. Protestano contro un intervento nato per migliorare l’accessibilità alla villa palladiana, e perciò finanziato dal Mibact, e risoltosi invece — questa la denuncia — in una sistemazione stradale che non riguarda le visite al monumento e che serve soprattutto chi abita in questi luoghi, chi frequenta un campo di calcio lì vicino e che, soprattutto, rischia di stravolgere un paesaggio fatto di natura e di architettura, trasformandolo in una sciatta periferia urbana.

Tante contestazioni per una strada rimessa in sesto e qualche posto macchina? Certo, replicano gli esponenti delle due associazioni più impegnate, Civiltà del verde e Osservatorio urbano territoriale: «Questo pezzo di campagna è la culla dell’ispirazione da cui è scaturita l’opera palladiana ». La villa e il paesaggio circostante, insistono gli ambientalisti citando Denis Cosgrove, uno dei più importanti studiosi palladiani, «sono parte della medesima scenografia».

L’intervento, segnalano le associazioni, investe un’area protetta dall’Unesco che da qualche anno è sconvolta. A poche centinaia di metri svetta il mastodontico insediamento di Borgo Berga, il cui cantiere è stato sequestrato dalla Procura, che ha indagato l’ex responsabile dell’ufficio urbanistico, ora direttore generale del Comune di Vicenza, Antonio Bortoli (per paradosso, la Procura ha sede in uno degli edifici di Borgo Berga). Di fronte, poi, sotto il monte Berico, e sotto la villa Valmarana ai Nani, con affreschi dei Tiepolo, dovrebbe spuntare un tunnel a due piani, stradale in alto, canale scolmatore in basso (la zona è a rischio idrogeologico).

E ora si mette mano alla stradina sotto La Rotonda. Un primo progetto che interessava la Valletta del Silenzio era stato curato nel 2001 da Bruno Dolcetta, professore a Venezia (a detta delle associazioni, «un ottimo esempio di restauro paesaggistico»). Ma nell’aprile 2013 il Comune presenta un altro progetto al Mibact per usufruire di un finanziamento di 130mila euro destinato a una migliore accessibilità ai siti protetti dall’Unesco. Si propone di costruire un parcheggio, di allargare la strada e di costruire marciapiedi e pista ciclabile.

A gennaio del 2015 però la scena cambia. La parte di finanziamento destinata alla strada cresce del 30 per cento, da 83 a 110mila euro. Quella per il parcheggio, che doveva essere il cuore del progetto per ottenere il contributo, scende da 51 a 22mila euro, il 50% in meno. Al Comune spiegano che un parcheggio è già stato realizzato con soldi regionali. Ma allora, insistono le associazioni, si sono chiesti soldi per garantire un parcheggio ai visitatori e invece si è sistemata una strada che serve i residenti della zona. Come d’altronde ha spiegato l’assessore ai lavori pubblici del Comune, Cristina Balbi, che più volte ha rassicurato chi abita vicino alla Rotonda sulle intenzioni dell’amministrazione: migliorare la loro mobilità.

Ultima questione sollevata dalle associazioni. Presentando al Mibact la variante al progetto nel gennaio del 2015, il Comune sostiene che i progetti definitivi «sono già stati ultimati e acquisiti i relativi pareri». Compreso quello della Soprintendenza: che è positivo, con qualche lieve prescrizione, che però risulta essere arrivato solo il 21 ottobre del 2015, a cantiere già aperto.

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