Il patto repubblicano annulla il Front National
Luana De Micco
Dopo queste elezioni, niente sarà più come prima. Il FN continua a tessere la sua rete sul territorio. In molti consigli regionali, dove i socialisti si sono ritirati, sarà la sola opposizione. Ha dimostrato di poter mobilitare nuovi elettori sui temi della crisi migratoria e della sicurezza». Il Fatto Quotidiano, 14 dicembre 2015 (m.p.r.)

Il fronte repubblicano ha fatto scudo al Front National ieri sera al ballottaggio delle elezioni regionali in Francia. Marine Le Pen è uscita sconfitta dalle urne su tutta la linea: dopo essere arrivata in testa al primo turno in sei regioni, dopo aver sfiorato lei stessa la presidenza della macroregione del Nord, la leader dell’ultradestra resta a mani vuote e non ha vinto da nessuna parte. A fare la differenza è stato il tanto atteso risveglio cittadino.
È la paura dell’ultradestra a vincere nelle urne come era stato nel 2002, quando i francesi si erano uniti per barrare la strada dell’Eliseo al patriarca del FN, Jean-Marie Le Pen. I Repubblicani di Sarkozy prendono il controllo delle macroregioni del Nord-Pas de Calais, dove Xavier Bertrand ha battuto Marine Le Pen con il 57,70% dei voti contro 42,30%, e della Provenza-Costa Azzurra, dove Christian Estrosi ha vinto contro la nipotina Le Pen, Marion, 53,50% contro 46,50%. Il voto dei socialisti, che si erano ritirati e avevano invitato a votare Sarkozy, è stato determinante. 
I Repubblicani hanno trionfato anche nell’est, in Alsazia-Lorena, battendo la stella nascente del FN, Florian Philppot, nonostante l’ammunitamento del socialista “ribelle”Jean-Pierre Masseret, che disobbedendo agli ordini dei vertici aveva mantenuto la sua lista, facendo probabilmente la scelta giusta.  Il PS, che usciva perdente dal primo turno, ha resistito e conservato cinque regioni. Porta a casa una vittoria strategica, ma perde la regione-capitale dell’Ile-de-France, dove il testa a testa tra Valerie Pecresse e Claude Bartolone è stato serrato. 
Dopo queste elezioni, niente sarà più come prima. Il FN continua a tessere la sua rete sul territorio. In molti consigli regionali, dove i socialisti si sono ritirati, sarà la sola opposizione. Ha dimostrato di poter mobilitare nuovi elettori e potrà continua a navigare sui temi della crisi migratoria e del sicurezza. Lo ha detto Manuel Valls che il «pericolo dell’estrema destra non è scongiurato». Dopo l’assordante silenzio del primo turno, il premier ha preso subito la parola e ha richiamato tutti alle proprie responsabilità: «Stasera non ci sono trionfalismi - ha detto - Smettiamola con i giochetti politici. I responsabili politici di ogni fazione devono imparare a costruire insieme». 
Da parte sua Nicolas Sarkozy, che si giocava tutto ieri sera, anche l’investitura all’Eliseo, resta ancora in corsa: «L’unità nel partito - ha detto - e il rifiuto di ogni compromesso con l’estrema destra ha permesso questo risultato. Questi principi devono restare nostri anche in futuro». Per i Républicains la campagna presidenziale è già iniziata. Dal feudo di Hénin-Beaumont, Marine Le Pen, accolta da un pubblico esultante, ha ringraziato i più di 6 milioni di “patrioti” che hanno votato per lei. Non sono mai stati così tanti: «Siamo entrati nel bipartitismo –ha detto –La scissione ormai non è più tra destra e sinistra, ma tra mondialisti e patrioti». E ha attaccato i socialisti, primo fra tutti proprio Valls, che l’hanno “calunniata”, ha detto, “diffamata”, lungo tutta la campagna.
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