Votato il superamento della Legge Obiettivo. Adesso serve vigilare perché diventi realtà.
Anna Donati
Un successo inaspettato della ragione nella Commissione ambiente della Camera.  Se fossero coerenti adesso dovrebbero abolire lo "Sblocca Italia", 4 ottobre 2015


Finalmenteun autentico passo in avanti per la cancellazione della Legge Obiettivo: laCommissione Ambiente della Camera dei Deputati ha votato un emendamento a primafirma Realacci (presidente della Commissione e storico ambientalista) cheprevede “l’espresso superamento” della legge 443/2001 nell’ambito della LeggeDelega per la completa riscrittura del Codice Appalti.

Nella sedutadi Commissione era presente anche il Ministro Delrio, che in diversi interventiaveva auspicato il superamento di una norma inefficace ed inefficiente e che haespresso parere favorevole all’emendamento.

Da mesi IlParlamento sta discutendo il recepimento di tre direttive europee ( n. 23/14,24/14 e 25/14) in materia di appalti e concessioni e  la revisione completa del Codice Appalti del2006. Il testo contiene una Legge Delega che dà la facoltà al Ministro Delrio direcepire le tre Direttive  entro il 18aprile 2016 e di riscrivere il codice appalti entro il 31 luglio 2016.

Iltesto  è stato già approvato dal Senato  e contiene senza dubbio molte cose utili edopportune, come il potenziamento dell’Autorità Anticorruzione, una strettasulle varianti e la centralità del progetto, la riduzione delle stazioniappaltanti, l’incremento dei poteri di vigilanza pubblici sul contraentegenerale, un incremento del sistema di messa a gara delle opere delleconcessionarie. (anche se dal 100% di messa a gara già fissato dal Senato, laCommissione della Camera ha abbassato ad 80%). Cosi come la norma sulleconcessionarie, gare e rischio operativo ancora non va bene, per indurre gare etrasparenza nella gestione.

Ora conl’inserimento alla Commissione Ambiente della Camera del criterio per ilsuperamento della Legge obiettivo, il testo viene migliorato, grazie anche alprezioso lavoro di tessitura e riscrittura della relatrice Raffaella Mariani.

Il testoapprovato è piuttosto articolato e completo:  oltre al superamento della Legge obiettivo443/2001 prevede anche l’aggiornamento del Piano Generale dei Trasporti e dellaLogistica del 2001, la riprogrammazione delle risorse alle opere sulla base deicriteri individuati nel “Documento Pluriennale di pianificazione (DL 228/2011)”nonché l’applicazione delle procedure di valutazione ambientale strategica(VAS) e di Valutazione di impatto ambientale (VIA).

L’ultimaparte del testo prevede “norme transitorie per gli interventi per i quali visiano obbligazioni giuridiche vincolanti” e la ridefinizione della “famosa”struttura tecnica di missione del Ministero. 

Come direche la strada per uscire dalla legge Obiettivo non sarà semplice, dato cheormai parliamo di una mostruosa lista di 419 opere per un valore di 383miliardi,  di cui decine di opere hannogià il progetto definitivo e spesso anche il soggetto realizzatore(Concessionarie, RFI, Anas, imprese private). Del resto anche la prima selezione adottata dal Governo  nell’ambito del DEF per 25 opere prioritarie contienediversi progetti sbagliati  come la TAVMilano-Genova e la Torino Lione, le autostrade Pedemontana Lombarda e quellaVeneta.

Proprio perquesto la scelta  di cancellare la leggeobiettivo è indispensabile ed opportuna, per tornare a ragionare di politicadei trasporti entro cui collocare la lista delle opere utili, per restituire aiterritori la possibilità di decidere sui progetti,  per eliminare definitivamente tante autostradeinutili come la Orte-Mestre  o il TibreParma-Verona, per restituire centralità alle opere per la riqualificazione ed iservizi delle  città, la vera priorità,per applicare la VAS sulla pianificazione delle infrastrutture.

Certamente aquesto prezioso risultato hanno contribuito in tanti.  Le battaglie storiche di  associazioni ambientaliste come WWF,Legambiente ed Italia Nostra, i Verdi ed i Comitati sul territorio contro legrandi opere inutili. Ma anche il fatto che la legge non abbia prodottorisultati, abbia agevolato tangenti ed inchieste della magistratura e cheun’autorevole figura come il presidente dell’Autorità Anticorruzione RaffaeleCantone l’abbia definita “criminogena”. Un sostegno è arrivato anche laraccolta di firme estiva del movimento di Civati “Possibile” che tra gli ottoreferendum aveva anche la cancellazione della legge obiettivo,  quesito elaborato insieme a Green Italia.

Adesso iltesto della Legge Delega deve superare il parere di altre commissioni e poiandare in Aula per il voto definitivo. Infine tornare al Senato per l’approvazionedefinitiva. E poi passare  allariscrittura dei testi dei decreti attuativi.

Come direche se un primo passo importante è stato fatto, la strada da percorrere è lungae carica di insidie. Come ci dimostra il voto recente dell’Aula della Camerapreteso da NCD per riaprire il dossier sul Ponte sullo Stretto di Messina, unadelle opere simbolo della Legge Obiettivo di Berlusconi.

La vigilanzacontinua dunque perché la cancellazione della Legge Obiettivo diventi unasolida realtà.

2 ottobre2015




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