Rossi contro Renzi: per una politica di sinistra?
Paolo Baldeschi
Enrico Rossi, governatore della Regione Toscana, ha annunciato di volere sfidare Matteo Renzi per la segreteria del partito nel 2017...(continua a leggere)


EnricoRossi, governatore della Regione Toscana, ha annunciato di volere sfidareMatteo Renzi per la segreteria del partito nel 2017. Si potrebbe pensare chesia solo una mossa tattica. Oppure no. Per quel che conosco di Rossi, sono piùpropenso a prendere sul serio le sue intenzioni, salvo poi ripensamenti. Ma lanotizia è interessante in sé: un'alternativa di sinistra a Renzi, con un Rossi cheannuncia: «di avere un progetto da inseguire: quello di una sinistra chenon veda in Renzi il proprio nemico». Che Renzi veleggi verso destra e siacontinuatore politico di Berlusconi, credo sia al di là di ogni dubbio. 

Unalegge elettorale e una riforma costituzionale che diano tutti i poteri all'esecutivoera un obiettivo di Berlusconi e, prima ancora, di Licio Gelli. L'occupazionedei centri di potere e delle società controllate dallo Stato da parte di amicie paesani corrisponde alla stessa presa berlusconiana con gli uomini diPublitalia. La detassazione della casa, che implicherà uno spostamento delreddito dal lavoro al patrimonio, segue la politica di Arcore. E anche lecontinue comparsate in Tv e ovunque sia possibile mettersi in mostra hanno lastessa logica di conquistare il cuore del popolo della Tv commerciale e del Grandefratello; anche questa è politica.

Ma, allora, cosaintende Rossi per 'sinistra', se è d'accordo sulla riforma del Senato,d'accordo sull'Italicum, d'accordo con la legge "Sblocca Italia" e la"riforma Madia", se ha solo qualche riserva sulla detassazione pertutti della Tasi? Una politica di sinistra, non della vecchia sinistraimpersonata da Bersani e da D'Alema, ma di una sinistra moderna e innovatrice,Rossi la può fare proprio nella Regione da lui governata e questa politicasarebbe il miglior viatico per la sua candidatura alla guida del Pd (o diquello che sarà nel futuro). Può iniziare subito: la prima cosa da fare ècancellare il sottoattraversamento della Tav nel sottosuolo di Firenze, operapericolosa e criminogena. 

La seconda: dare priorità al Parco agricolo della Pianae porre su un piano di assoluta chiarezza il progetto del nuovo aeroporto diFirenze, con una seria valutazione di costi e benefici (per la collettività); opponendosiai tentativi di eludere le regole e le norme poste a garanzia dei cittadini; promuovendo,come da impegno preso, un vera partecipazione del pubblico. Potremmo aggiungere- sempre come politica di sinistra - il necessario ripensamento di molte altre grandiopere, a partire dagli inceneritori, quello previsto a Case Passerini verrà adaggravare le già critiche condizioni ambientali della Piana. Se questa fosse la'sinistra' di Rossi, anticipatrice di una futura politica nazionale, ilgovernatore toscano guadagnerebbe molti voti alle primarie che designeranno ilprossimo segretario, molti consensi dei cittadini che militano nei comitati e nelleassociazioni ambientaliste.


E' evidenteche il 'non voto' che ha offuscato i presunti trionfi elettorali di Renzi e diRossi dovrà necessariamente trovare uno sbocco politico. Al di là degliannunci, la gente guarda all'agire pratico. Ad esempio, a Livorno, il SindacoNogarin sta mostrando come si può unire ragionevolezza a sviluppo. No alfaraonico nuovo ospedale, sì a ristrutturare quello esistente. Inutile unfondale di 20 metri nel nuovo porto per un traffico navale non previsto néprevedibile; ecc.. Si può innovare senza diventare schiavi del colossale edispendioso (ma profittevole per l'establishment). Chi dissente fermamente dalleprese di posizione e dalle intemerate di Grillo e della sua cerchia a livellonazionale non può, tuttavia, non riconoscere che, a livello locale, ilmovimento Cinque stelle è l'unico attore - Sel purtroppo è fuori gioco - che fauna politica di sinistra. A meno che non la faccia Rossi.
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