Renzi: «Il governo salverà Venezia»
Alberto Vitucci
Grande feeling con Brugnaro, un’ora di faccia a faccia a porte chiuse. Il sindaco: "Ho grande fiducia, non ha fatto promesse ma ci aiuterà"». Dio prima li fa e poi li accoppia: in comune anche la cultura. La Nuova Venezia, 17 ottobre 2015

VENEZIA Il governo salverà Venezia. E il rilancio dell’Italia ripartirà dalla cultura [sic]. Il premier Matteo Renzi sbarca in laguna e offre l’assist al sindaco Luigi Brugnaro. «Non ci fa velo il risultato elettorale», dice, «il nostro ruolo istituzionale è di essere pronti e disponibili. Il governo farà la sua parte». Prima volta a Venezia dopo la campagna elettorale di primavera, in cui il Pd aveva sostenuto Felice Casson. Ma è andata diversamente da quello che il centrosinistra si augurava. E a Ca’ Farsetti adesso governa l’imprenditore Luigi Brugnaro. Che è riuscito dove non erano riusciti i suoi predecessori. E ha portato a Ca’ Farsetti, sede del municipio veneziano, il presidente del Consiglio per spiegargli l’emergenza Venezia. Oltre un’ora di incontro a porte chiuse. Poi Renzi affronta i giornalisti.
«Per risolvere il deficit del Comune lavoreremo insieme al sindaco. Non entro nel merito, per i dettagli c’è tempo». Brugnaro incassa e si apre in un grande sorriso: «Sono più fiducioso di ieri», dice, «il premier era molto preparato sulla nostra vicenda, ci ha ascoltato con attenzione. Non ha fatto promesse ma siamo molto soddisfatti». Il dossier consegnato dal sindaco di Venezia la settimana scorsa a palazzo Chigi nelle mani del sottosegretario Claudio De Vincenti prevedeva un pacchetto di richieste per affrontare la crisi del Comune e il rischio default. 
Finanziamenti e modifiche del Patto di Stabilità ma provvedimenti strutturali come la possibilità di mettere tasse locali e di sbloccare crediti e burocrazia per il rilancio di Marghera. E i quadri che Brugnaro vuol vendere? «C’è una bella discussione tra Brugnaro e Franceschini, non mi voglio intromettere». «Cosa ci darà il governo? Non importa il colore del gatto, basta che prenda i topi», scherza Brugnaro visibilmente soddisfatto. Il saluto alla giunta schierata, poi oltre un’ora di colloquio nello studio rosso di Ca’ Farsetti con foto di rito sul balcone. Un fatto che non ha precedenti negli ultimi anni. L’ultimo premier a visitare Ca’ Farsetti era stato Romano Prodi ai tempi del sindaco Paolo Costa. 
Renzi era arrivato a Tessera intorno alle 17 di ieri pomeriggio, mezz’ora di ritardo sulla tabella di marcia. In motoscafo a San Giobbe, accompagnato dal prefetto Cuttaia e dal sindaco, per visitare il nuovo «campus» universitario realizzato da Ca’ Foscari. Strutture industriali dismesse come l’ex Macello e il Molino Passuello che adesso vivono nuova vita. Il premier sbarca sulla riva e si offre per un selfie con gli studenti. «Ho incontrato un sangiobbino», racconta, «mi ha detto che qui c’era la sua casa. C’era in lui l’atteggiamento giusto: rimpianto, ma anche orgoglio per quello che questa zona è diventata». 
«Ca’ Foscari è un esempio a livello mondiale», ha detto Renzi davanti ai professori schierati, in testa il rettore Michele Bugliesi, «l’Italia può diventare una superpotenza mondiale in fatto di cultura». Il sindaco parla del rilancio di una città in crisi. Cita il modello Boston, dove gli studenti vengono da tutta l’America e poi diventano i «nuovi abitanti» della città. «Così dovrà succedere per Venezia». «Che avrà sempre», gli fa eco il premier, «un valore straordinario ed evocativo. Non è soltanto lo scrigno del passato ma l’identità del nostro futuro». Renzi parla e scherza, riscuote consensi. Cita le riforme («Nessuno ci credeva e siamo all’ultimo miglio)», rassicura i docenti. «L’Università avrà risorse aggiuntive e non sostituive». Applausi. Poi a visitare il nuovo campus. Non soltanto aule ma verde, biblioteca e residenza universitaria. In prima fila anche i rettori che negli ultimi anni hanno contribuito a realizzare l’opera. Carlo Carraro, Pierfrancesco Ghetti, Paolo Costa, Giovanni Castellani. 
Renzi si ferma ad ascoltare un professore che gli spiega come recuperare ore di insegnamento «a costo zero». Lo conosceva bene il premier? «No», risponde il professore, ma mi ha ascoltato con attenzione». È il Renzi style, che il presidente applica anche ai veneziani e agli studenti che incontra a San Giobbe. In serata il presidente si è spostato a palazzo Ducale per partecipare alla cena di gala nella Sala del Maggior Consiglio con i quaranta ambasciatori e ministri del’Onu. Tema, l’ambiente e l’innalzamento del livello dei mari.

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