Profughi. guerra, terrorismo
Silvio Buzzanca
Ambigue dichiarazioni di Sergio Mattarella e opportuno intervento di Massimo Cacciari: «Dire che una terza guerra mondiale possa derivare dal terrorismo è una affermazione ridicola». La Repubblica, 20 agosto 2015


MATTARELLA: «DAI TERRORISTI
NUOVI CONFLITTI GLOBALI»

di Silvio Buzzanca
Mattarella al Meeting: fanatiche distorsioni della fede possono preparare la terza guerra mondiale
Richiamo all’“umanità nell’accogliere i profughi disperati”. “Fermezza contro i trafficanti di uomini

«Il terrorismo alimentato anche da fanatiche distorsioni della fede in Dio sta cercando di introdurre nel Mediterraneo, in Medio Oriente, in Africa i germi di una terza guerra mondiale». Sergio Mattarella invia agli organizzatori del Meeting di Rimini che parte oggi, dedicato al dialogo frale religioni, un messaggio tutt’altro che formale. Il capo dello Stato, infatti, interviene nel vivo del dibattito di questi giorni su guerra, immigrazione e accoglienza dei profughi.

Mattarella, dopo avere lanciato l’allarme sullo scontro armato, scrive infatti che «dalla capacità di dialogo, di comprensione reciproca, di collaborazione tra le religioni monoteiste dipenderà la pace nel mondo». E in questo processo, prosegue il presidente della Repubblica, «sta a noi prosciugare l’odio, far crescere la fiducia e la cooperazione, mostrare i vantaggi della pace». E in Europa «può svilupparsi ildalogo fra le religioni monoteiste già all’interno delle nostre società, divenute plurali e multietniche». 

Per Mattarella un altro momento fondamentale di questo percorso è l’accoglienza ai migranti. Scrive infatti il capo dello Stato che «l’umanità che dimostreremo nell’accogliere i profughi disperati, l’intelligenza con cui affronteremo i fenomeni migratori, la fermezza con cui combatteremo i trafficanti di esseri umani saranno il modo con il quale mostreremo al mondo la qualità della vita democratica». Parole che non piacciono a Matteo Salvini. «Mattarella chiede “umanità” per i profughi. Ma un po’ di umanità per gli italiani massacrati da clandestini e tasse, no?», scrive il leader leghista. Replica il deputato pd Matteo Colaninno: «In queste ore così delicate, mi auguro che le parole del presidente Mattarella costituiscano un punto di riferimento imprescindibile».


CACCIARI:«UN'IPOTESI REALE»
intervista di Giovanna Casadio a Massimo Cacciari


Siamo su un vulcano, l’eversione è solo una parte del problema

«Dire che una terza guerra mondiale possa derivare dal terrorismo è una affermazione ridicola». Massimo Cacciari, il filosofo ex sindaco di Venezia, affronta la questione da un’altra angolatura. Aggiunge che la chiusura davanti ai flussi di migranti invocata da Salvini, è prima di tutto «irrealistica».


Cacciari, lei non condivide l’allarme del presidente Mattarella?
«Lo condivido nel senso che penso che stiamo vivendo su un vulcano. Ma sono le grandi potenze, ancorché integrate e interdipendenti – l’economia Usa e quella cinese ad esempio, la Russia che rivendica un suo ruolo imperiale e entra in conflitto con l’America – che possono scatenare conflitti di interessi. Crescono i pericoli e gli squilibri e nessuno può escludere che si arrivi a un punto in cui qualcuno può pensare che l’unica soluzione sia bellica ».

E il terrorismo che viene dal mondo musulmano?
«È il 10% del problema. Va detto che per l’Isis non è più possibile parlare di terrorismo, perché lì si tratta di uno Stato che conduce la guerra anche con armi terroristiche. Direi che prima di parlare di terrorismo, occorre che questo vada definito».

La democrazia occidentale racconta di società aperte. Ma la reazione di Salvini e dei populisti è chiedere di chiudersi.
«Sono utopie reazionarie. A Salvini prima ancora delle questioni morali è da contestare l’irrealismo totale della sua posizione. Una utopia regressiva. Nel mondo attuale è totalmente impossibile chiudersi, i flussi dei migranti sono inevitabili. Sono da governare certo. I discorsi di Salvini e della Le Pen si contraddicono solo con una strategia europea».

Nel giorno della decapitazione del capo archeologo di Palmira, la paura di un terrorismo islamico alle porte è ancora più forte?
«Siamo davanti a questioni di natura diversa. Il problema delle migrazioni è epocale e va affrontato con una politica di integrazione e accoglienza. Il terrorismo non c’entra nulla. C’è poi un movimento amplissimo di rivendicazione di maggiore autonomia forza e potenza da parte della totalità del mondo musulmano conseguenza di madornali errori commessi dall’Occidente. Ma ora sarebbe persino riduttivo limitarci a denunciare i nostri errori. Il mondo musulmano sta cercando di recuperare la colossale catastrofe subita tra Ottocento e Novecento. Un movimento di risarcimento. Revanscista, diremmo. Era nella natura delle cose che accadesse e sta avvenendo in modi diversi, perché i Fratelli musulmani non sono l’Isis».

Una guerra mondiale potrebbe derivare da questo?
«No. Potrebbe derivare solo da un attacco di alcune di queste potenze o di alcuni di questi movimenti a Israele e questo potrebbe scatenare un conflitto di proporzioni mondiali. Impossibile? Non è impossibile».
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