Gailbraith:«L’Europa si vergogni ha ricattato la Grecia e l’ha resa disperata»
James Galbraith
E' sempre più chiaro: non si supera il  ferreo neoliberismo europeo di Merkel e dei suoi alleati o succubi se ci si affida a un solo paese. L'impegno non deve essere volto a criticare Tsipras perchè non ha voluto salvare i greci dalla catastrofe ,ma a  far sì che si sveglino anche gli sfruttati degli altri paesi. La Repubblica, 16 agosto 2015

 «Il piano approvato con tanta fanfara è una vergogna per l’Europa e per l’intera comunità internazionale ». L’irritazione di James Galbraith, economista dell’università del Texas, supera ogni immaginazione. «Leggete il documento approvato. E’ una menzogna fin dalla prima riga: “La Grecia – c’è scritto – ha chiesto aiuto ai suoi partner europei per risolvere i suoi problemi“. Niente di più falso. La Grecia è stata ricattata, spinta alla disperazione e poi costretta ad approvare un piano del genere, che va contro il volere del suo popolo espresso col referendum».

Professore, non le sembrano un po’ forti, per usare un eufemismo, questi giudizi?
«Macché. Lo scopo, quasi dichiarato, della Germania e del potere costituito in Europa, era dimostrare che non c’è alternativa alla linea politico- economica prevalente, e che nessun Paese si può permettere di deviare perché viene schiacciato. Era sbarazzarsi di Syriza, e forse ci sono riusciti. Ma, la prego, continui a scorrere con me il documento...».

Andiamo avanti, allora.
«Stiamo sempre sulle prime righe. C’è scritto che l’accordo servirà per ritrovare la crescita, per creare posti di lavoro, per ridurre le disuguaglianze e scongiurare i pericolo di instabilità finanziaria. Sono sconcertato. I risultati saranno esattamente l’opposto. Rilegga punto per punto e s’immagini il risultato opposto. La crescita sarà abbattuta, il lavoro diminuirà, le diseguaglianze si accentueranno, eccetera ».

Però come negare che l’instabilità della Grecia costituisca un problema?
«Ma certo. Però il modo per risolverlo era tutt’altro. Lo sanno tutti: andava finanziato un grande piano di investimenti in Grecia senza inseguire una solidità fiscale che comunque era perduta, solo allora si poteva pensare alla crescita. Ora tutto diventa più difficile. Ma l’ha letto il paragrafo successivo?

Ancora?
«Legga con me. Il successo del piano richiederà “ ownership” delle misure da parte del governo greco. Vuol dire che Atene sarà padrona delle sue azioni e le deciderà liberamente. “Il governo perciò è pronto a prendere tutte le misure che riterrà opportune a seconda delle circostanze”. Quale menzogna. Per colmo d’ironia poche righe più sotto c’è scritto: “Il governo si impegna a consultarsi e concordare con l’Ue, l’Fmi e la Bce tutte le azioni rilevanti”. Eccola qui, la verità: a comandare sarà la Troika».

Perché Tsipras ha accettato?
«Perché non aveva scelta. Voleva tenere la Grecia nell’euro ma era ricattato dalla Bce che minacciava di confiscare tutti i risparmi bancari e lasciare il Paese sul lastrico».
(e.occ.)
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