L’Idroscalo come Central Park
Fabio Tamburini
Gli operatori privati iniziano con il dovuto anticipo a mettere in campo strategie territoriali di area vasta, mentre la politica metropolitana annaspa e i cittadini non ci capiscono nulla. Corriere della Sera Milano, 26 luglio 2015, postilla (f.b.)

La Sea presenta al sindaco Giuliano Pisapia un progetto che trasformerebbe l’Idroscalo in una sorta di Central Park milanese. Un rilancio in vista della ristrutturazione di Linate e, soprattutto dell’arrivo della linea 4 della metropolitana. Chi ha avuto modo di vederlo ne è rimasto colpito: il rendering, cioè la rappresentazione grafica del progetto di come potrà diventare l’Idroscalo si presenta davvero bene. Chi non ha dubbi è Pietro Modiano, presidente di Sea — la società aeroportuale milanese a cui fanno capo gli scali di Linate e Malpensa — che ha trovato modo di presentarlo al sindaco di Milano, Giuliano Pisapia.
Linate sarà stazione della linea metropolitana 4, in costruzione, di colore azzurro, che arriverà poco distante dal lago e lo renderà facilmente raggiungibile dal centro di Milano e dall’intera città in tempi brevi. Così Modiano ha preso a cuore la faccenda, arrivando a sognare una sorta di Idroscalo formato Central Park, il polmone verde di New York, uno dei parchi cittadini più famosi al mondo.
Certo Central Park è in pieno centro, nella Uptown, circondato dai quartieri residenziali dei grattacieli, mentre l’Idroscalo è in periferia, subito a ridosso dei confini della città. Ma la linea 4 del metrò farà il miracolo creando le premesse per la trasformazione. L’Idroscalo è, da sempre, punto di riferimento per chi cerca tregua dal caldo estivo e per gli appassionati di sport acquatici. Ma è apprezzato soprattutto da un pubblico ristretto e, tutto sommato, resta poco condiviso dall’intera città di Milano. Anche perché è poco raggiungibile, confinato nella zona Est, riservato a chi vi arriva in auto.
Grazie alla nuova linea della metropolitana sarà così ancora per poco e il progetto, tenuto riservato, punta a una operazione di rilancio dell’intera area. Sulla carta, per la verità, Sea è coinvolta solo marginalmente perché gestisce una piccola parte dei terreni interessati, tra l’altro ottenuti in concessione perché di pertinenza aeroportuale. Le aree fanno capo soprattutto ai Comuni di Segrate e Peschiera Borromeo, ma sono parte integrante della nuova Città metropolitana, di cui il sindaco di Milano è primus inter pares , primo tra pari. È chiaro che il futuro di l’Idroscalo non riguarda la gestione Pisapia, avviato verso fine mandato. Ma è facile prevedere che sarà terreno di confronto per la campagna elettorale e può rappresentare l’occasione per un grande progetto di sviluppo.
Di sicuro s’intreccerà con la ristrutturazione di Linate, molto amato e molto frequentato dai milanesi ma bisognoso d’interventi di manutenzione e miglioramento. Naturalmente sono opere costose, anche se gli investimenti non risultano ancora quantificati. Una possibilità, che piacerebbe molto a Modiano, è cogliere l’occasione per procedere in entrambe le direzioni. Milano, in fondo, si merita sia un aeroporto cittadino più attraente, sia un lago formato Central Park per la città. Speculazione permettendo.

postilla
In attesa di rientrare anche noi comuni mortali nel novero degli eletti, di « Chi ha avuto modo di vederlo – il progetto, e - ne è rimasto colpito», possiamo solo sottolineare l’assurdità, in parte sottolineata anche dall’articolo, di interessi particolari che si muovono alla coerente scala metropolitana, mentre sia le amministrazioni che i cittadini continuano, con varie motivazioni e colpe specifiche, a guardare coi paraocchi di confini municipali e non solo. Così si scopre che quanto già cantato da Jannacci cinquant’anni fa come zona periferica di Milano continua ad apparire lontana e misteriosa landa, che con un rendering (sic) qualcuno può tranquillamente trasformare in Central Park, termine che a Milano suona a dir poco sinistro se si ricorda che a usarlo fu il famigerato sindaco Albertini a proposito di un praticello spelacchiato e semiprivatizzato in mezzo all’orgia di metri cubi detta City Life. L’Idroscalo è invece un magnifico parco, che si inserisce in una fascia intermedia fra zone aeroportuali, altre zone compromesse da un confuso sviluppo suburbano (i tre grossi cul-de-sac residenziali all’americana contigui ma disposti su tre comuni diversi e gli office park Mondadori e IBM), e importanti superfici oggi agricole e a cave, il cui governo è indubbiamente strategico se si vuole evitare la saldatura autostradale e suburbana definitiva del nord metropolitano. E invece ci ritroviamo con un rendering, per giunta sconosciuto e visibile solo a qualche gruppo di privilegiati. Che diavolo sarà quel Central Park? Un Luna Park? L’ennesima trasformazione urbana con la scusa delle «strutture per il tempo libero attrezzate»? Vorremmo saperlo, ma a quanto pare le terze file della politica a cui è stato dato l’onere del «governo metropolitano» non possono o magari non vogliono dircelo (f.b.)
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