Toscana, guerra sul paesaggio Pd diviso e Regione in stallo sul via libera al nuovo piano
Francesco Erbani
Business is businessRischia lo stravolgimento il provvedimento dell’assessore Anna Marson che tutela le Alpi Apuane minacciate dalle cave e le coste La sottosegretaria Borletti: “Il Mibact potrebbe non approvarlo”». La Repubblica, 13 marzo 2015

E il paesaggio? Nel gran rumore di soprintendenti che cambiano sede e nell’attesa che arrivino i super direttori di venti musei, in molti s’interrogano: e il paesaggio? La riforma del ministero per i Beni culturali avvia i motori, ma il paesaggio non sembra al centro degli interessi. In Toscana — un paesaggio italiano esemplare — in questi giorni si scaricano pericolose tensioni. Qui è in approvazione il piano paesaggistico messo a punto nell’assessorato di Anna Marson, urbanista, docente a Venezia.

Ma il testo originale più procede verso il varo più viene stravolto da emendamenti provenienti dal partito di maggioranza, il Pd (e in particolare dalla componente renziana) che in commissione vota di concerto con Forza Italia. Il presidente Enrico Rossi ha tentato una mediazione, che non ha sortito grandi effetti. La battaglia politica è serrata. Condizionata anche dalla campagna per le elezioni regionali di maggio. Ogni votazione riserva sorprese. Volano le accuse di «voler ingessare il territorio » e di «bloccare lo sviluppo». Sono state modificate persino le cosiddette “schede d’ambito”, le descrizioni, cioè, delle caratteristiche salienti di alcuni territori, e si è messo in evidenza, per esempio, il “valore identitario delle cave di marmo”. Ma una disciplina rigorosa per le attività di cava, tale da non manipolare il paesaggio delle Alpi Apuane, è proprio uno dei punti cardine del piano. Contro la quale disciplina si sono mobilitati coloro che invece vorrebbero estrarre quanto più possibile, squarciando montagne anche in aree protette.

I punti controversi sono tanti. In pericolo le dune e altre zone costiere, denunciano gli ambientalisti. Dove si parla di “evitare” certi interventi, si preferisce “limitare”. E poi: quanto il piano deve essere prescrittivo, quanto cioè esso deve dettare regole e non solo indicazioni di massima? Senza contare la salvaguardia di una caratteristica tipica del paesaggio rurale toscano, in specie dei vigneti, fatto di tante tessere diverse e sempre più minacciato da grandi estensioni uniformi.

Il Codice per i beni culturali (approvato fra 2004 e 2008) stabilisce che i piani paesaggistici siano redatti insieme dalle Regioni e dal Mibact, cioè dalle soprintendenze. I piani sono uno strumento fondamentale per conoscere un territorio, per evidenziarne i valori, ma soprattutto per stabilire che cosa si può fare e che cosa no. Ad essi devono adattarsi tutti gli altri documenti urbanistici, compresi i piani comunali. La riforma del Mibact, però, mette a soqquadro le soprintendenze, che ora tengono insieme arte, architettura e, appun- to, paesaggio, e declassa le direzioni regionali, che prima erano protagoniste della copianificazione.

Il futuro appare incerto. Ma il presente non è migliore. Di piani paesaggistici approvati ce n’è uno solo, quello della Puglia, faticosamente redatto sotto la guida di Angela Barbanente, assessore e docente a Bari, e dell’urbanista Alberto Magnaghi. Sono stati individuati come beni paesaggistici meritevoli di tutela masserie, pascoli, lame, gravine. E ci si è dati regole per la rimettere in sesto le aree degradate.

«Siamo maledettamente indietro», ammette Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretario del Mibact con delega al paesaggio. «Abbiamo uno strumento unico, ma è poco amato». Poco amato proprio mentre altri rischi incombono per le procedure accelerate e commissariate previste per le Grandi Opere dallo Sblocca Italia. Ma neanche il ministero ha sciolto i suoi nodi. Il Codice stabilisce che esso debba fissare «le linee fondamentali dell’assetto del territorio nazionale per quanto riguarda la tutela del paesaggio». Ma queste linee non sono mai state elaborate.

Nel fuoco delle polemiche di questi giorni Marson insiste sui punti-chiave del suo piano, sul bisogno di «superare il concetto della sola tutela» e di passare a «codificare nuove regole ». Altro punto qualificante: il piano non deve occuparsi solo dei paesaggi eccellenti, di cui la Toscana può menar vanto, «ma anche dei paesaggi delle periferie, delle campagne urbanizzate, delle lottizzazioni, delle zone industriali degradate, dei bacini fluviali a rischio».

La Toscana è il suo paesaggio, insiste Marson. E un paesaggio non è solo attrattività turistica, «ma un valore aggiunto per diverse iniziative economiche». Alcuni esempi: le zone rurali ricche di casali di altissima fattura; diversi sistemi di città e di borghi che attirano imprenditoriali innovativi; e poi la rete di cantine, «un esempio di ritorno alla magnificenza civile degli insediamenti industriali del primo Novecento».

Cosa succederà? Il voto è previsto la prossima settimana. Cosa farà Anna Marson? «Dirò in aula quel che penso, e se vogliono, mi cacceranno ». «Valuteremo il piano che uscirà dal Consiglio regionale, sperando che non venga stravolto», interviene Ilaria Borletti, «il ministero lo approverà solo se sarà conforme al Codice ».
Sullo stesso tema
Paolo Baldeschi
Scritto per eddyburg: denuncia e analisi di un'ulteriore legge «ad civitatem» di invenzione renziana la cui vittima è ancora Firenze.
Tomaso Montanari
Enrico Rossi e Dario Nardella non discutono nel merito le decisioni del Tar che ha bocciato l'aeroporto nella piana, si sono limitati a dire: il potere lo abbiamo noi. Prima o poi pagheranno un prezzo.
Anna Marson
I ratti del PD toscano proseguono nel rosicchiare la migliore delle leggi di contrasto al consumo di suolo emanata in Italia. La rottamazione del territorio e del ruolo delle istituzioni sembra l'impegno maggiore del partito di Renzi.
Ultimi post
Eddyburg
Sono passati due anni dalla scomparsa di Edoardo Salzano. Un urbanista che non ha mai smesso di analizzare le trasformazioni urbane. Un intellettuale libero e coraggioso che con determinazione guardava avanti e non si arrendeva davanti alle ingiustizie. Un maestro. Lo ricordiamo ripubblicando uno dei suoi scritti, ancora profondamente attuale, sul mestiere dell'urbanista.
Eddyburg
Un iniziativa per ragionare sulla questione della casa a cinquant’anni dall’approvazione della prima legge per l’edilizia residenziale pubblica. Il progressivo abbandono delle politiche di edilizia residenziale ha determinato nuove disuguaglianze, aggravato i problemi pregressi, amplificato i divari territoriali, che il Covid ha accentuato e reso ancora più evidenti. Vogliamo discuterne in questo seminario organizzato in due sessioni, che riprende le vertenze che portarono all’approvazione della legge, racconta la parabola inversa delle politiche pubbliche fino al loro sostanziale azzeramento, per poi ricollegarsi all’attualità toccando attraverso alcuni casi emblematici della questione della casa in Italia.
Eddyburg
Cliccando nella barra in alto potete accedere a tutti gli articoli inseriti in oltre diciotto anni di attività e impegno per una cultura dell'abitare fruire e governare il territorio che sia suscettibile di assicurare condizioni di vita soddisfacenti sotto il profilo dell'equità e della libertà di accesso ai beni comuni, della capacità e possibilità di partecipare al governo della cosa pubblica. E' ancora una versione provvisoria del sito, perciò alcune cose funzionano male o presentano degli errori. Ci stiamo adoperando per sistemare tutto nel più breve tempo possibile.
Eddyburg
Il programma definitivo della prima edizione dei seminari di eddyburg
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della I Sessione del convegno “Eddy Salzano: le tappe di un percorso politico e culturale per una città più giusta” con gli interventi di Mauro Baioni, Giulio Tamburini, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Roberto Camagni, Anna Marson, Maria Pia Guermandi, Giancarlo Storto, Giancarlo Consonni, Paolo Baldeschi.
CopyrightMappa del sito
© 2021 Eddyburg