Hotel vicino al mare l’ultima trattativa del Piano paesaggio
Simona Poli
Singolari affermazioni: il lavoro della commissione consiliare non può essere vanificato: ma se non conoscevano la legge?  Il difficile tentativo del presidente Rossi di mediare tra il lupo e l'agnello. Marson resiste, auguri. Non è in gioco solo laToscana. La Repubblica, 20 marzo 2015

IL LIMITE di trecento metri dal mare non basterà. Gli ampliamenti degli alberghi lungo le coste non sarà consentito neppure a quella distanza, se oggi passerà a Roma la cosiddetta “linea Marson”, l’assessore toscano che ha firmato la prima versione del Piano del paesaggio che da martedì è in revisione al ministero dei Beni culturali. Per Enrico Rossi oggi sarà il quarto giorno consecutivo a Roma dedicato all’ultimo atto politico della legislatura.
Il governatore chiuso in una stanza del ministero dei Beni culturali con Marson e i tecnici di Dario Franceschini, sta rileggendo ad alta voce punto per punto il Piano che andrà in consiglio regionale per il voto definitivo il 25 marzo. Oggi pomeriggio il governatore tornerà di nuovo dal ministro per gli ultimi aggiustamenti al testo che saranno esaminati nel weekend e confrontati con i vincoli contenuti nel Codice dei beni culturali. Lunedì Franceschini dovrebbe dare il via libera al documento che in consiglio approderà in una versione decisamente “riveduta e corretta” rispetto a quella che era uscita dall’ultima seduta della commissione Ambiente, dove erano stati approvati gli emendamenti firmati da Ardelio Pellegrinotti e Matteo Tortolini del Pd.

Due i punti più controversi su cui Rossi è dovuto intervenire per cercare un compromesso onorevole tra l’impianto rigoroso della Marson e le modifiche dei Democratici, considerate ormai troppo “spinte” anche dallo stato maggiore del Pd toscano. Il primo riguarda le strutture ricettive vicine al mare: se sulle spiagge ogni tipo di allestimento non rimovibile era già vietato, adesso il ministero sembra orientato a bloccare anche eventuali aumenti di volume anche di hotel a trecento metri dalla riva, un limite che interessa in particolare gli operatori della Versilia. E l’altro capitolo in discussione, forse il più delicato, è quello delle cave di marmo sulle Apuane. Sopra i 1.200 metri non saranno permessi ampliamenti delle attività in funzione se non a certe condizioni e sembra difficile che possa passare la novità delle riaperture di miniere dismesse e abbandonate. Su questo le polemiche erano già state molto vivaci in consiglio e l’assessore Marson si era detta contraria alla modifica del Piano.

Rossi continua a inseguire una mediazione. Su twitter spiega che «nessuna cancellazione del lavoro fatto nella commissione » sarebbe stato fatto e parla di una «revisione degli elaborati, una risistemazione delle sue parti e un’ultima verifica di conformità al Codice dei beni culturali. Insomma nessuna smentita per nessuno ma un lavoro serio e collaborativo». Rossi posta anche una foto in cui si vede la stanza in cui il Piano viene letto ad alta voce.

Raccontano che Franceschini abbia fatto pure una battuta su tutta questa mobilitazione sul Piano, rivolgendosi a Marson: «Assessore, lei ha messo d’accordo Settis, Asor Rosa, Repubblica e Corriere della Sera. A questo punto cosa può fare un ministro?», ha detto sorridendo. «Ho le mani legate».
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