"Gli errori dell'Assessore Marson. Non è stata capace di dialogare e trovare sintesi con il Consiglio Regionale"
Ardelio Pellegrinotti
A illustrazione dell'articolo di Paolo Baldeschi inseriamo la commovente  lamentazione di un autorevole rappresentante del PD toscano. Questa critica da destra dell'operato di Marson ci sembra interessante perché esprime bene l'ideologia (post-berlusconiana, si potrebbe dire) di quella parte politica. Il Tirreno, 31 marzo 2015

La Marson non è stata un buon Assessore. E’ stata artefice in 5 anni di due atti importanti come la modifica della Legge 1/2005 sull’urbanistica, (ora Legge 65 del 2014) e del Piano Paesaggistico. La prima è stata in gran parte modificata e il secondo è proprio lei a riconoscerlo parzialmente. La proposta di legge sull’urbanistica, ex 1/2005 era infarcita di principi ideologici e di complicazioni tali da far impazzire tecnici comunali, professionisti e tutta la gente normale, rendendo quasi impossibili le programmazioni urbanistiche locali e la realizzazione delle cose più semplici. Solo grazie agli emendamenti presentati dal Pd e dalle minoranze in commissione, è stato possibile approvare quel testo, rendendo gestibile nella pratica quella legge, che continua ad avere difetti proprio per l’impostazione con cui era partita. Sulle attività temporanee siamo dovuti ri-intervenire con una proposta di legge di cui io sono stato il primo firmatario, per raddoppiare i tempi delle concessioni e consentire di ampliare le stagione turistica per i balneari, e per le attività turistiche in genere.
La Marson parla di imboscate sul Piano. Il sottoscritto, in rappresentanza del gruppo regionale Pd, è sempre stato sempre disponibile a discutere e trovare soluzioni ai problemi. Sono andato a Firenze di sabato e anche di domenica a cercare intese sulle modifiche con lei e il suo staff. Purtroppo però, più volte abbiamo finito le riunioni, con testi o articoli condivisi che la mattina erano stati cambiati. A domanda sul perché venivano cambiate le cose concordate, rispondevano che loro dovevano rispondere all’assessore, come non esistesse un Consiglio Regionale. 
Vogliamo entrare nel merito del Piano proposto? Questo piano redatto Centro Interuniversitario di Scienze del Territorio è costato alla Regione € 1.140.000. Ha visto coinvolti giovani ricercatori universitari, ma anche esperti di alto livello che ci sono costati € 260.000. Il territorio toscano è stato suddiviso in 20 ambiti e per ognuno è stata scritta una scheda. Gran parte di queste contenevano errori (e se c’è bisogno posso fare degli esempi) che abbiamo cercato di correggere con i nostri emendamenti nati dalle osservazioni presentate. 
Sono emersi divieti e incongruenze, come il divieto di costruire i depuratori negli alvei dei fiumi, l’impossibilità di costruire attività artigianali lungo le autostrade, ostacoli per i viticoltori, i vivaisti o le coltivazioni olivicole, blocco di tutte le attività temporanee dei balneari, blocco degli adeguamenti degli alberghi già esistenti vicino al mare ed infine un percorso di chiusura delle cave sulle alpi Apuane. Il nostro lavoro di Commissione è stato di togliere questi impedimenti, trasformando il Piano in un atto condivisibile, votabile e votato. 
Certo, i nostri emendamenti sono andati incontro anche agli interessi di chi investe, si mette in gioco e crea lavoro. Per l’Assessore il profitto è il diavolo, l’economia è uno spiacevole disturbo, la gente che lavora crea danni a prescindere. Per noi, no. Lei vede in tutte le attività degli uomini solo criticità. L’unica attività che si salva è quella agrosilvopastorale nella valli montane, non sapendo, o facendo finta di non sapere, che ci sono leggi europee che rendono impossibile economicamente, in quelle aree, macellare una bestia, fare il formaggio o aprire un laboratorio di trasformazione alimentare. Non è stata capace di dialogare e trovare sintesi con il Consiglio Regionale, che ha cambiato le sue proposte ed ha dimostrato anche disprezzo della democrazia, non avendo avuto il coraggio di esporre il proprio pensiero durante il dibattito consiliare alla pari con gli altri, come educazione e regolamenti comandano, ma solo dopo, a bocce ferme.

Ardelio Pellegrinotti è segretario della 6ª Commissione Ambiente Regione Toscana
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