Prende forma la bonifica di Bagnoli
Vera Viola
«Ad oggi le aree di Bagnoli sotto sequestro della magistratura si estendono per 120 ettari, e riguardano la colmata, i siti del Parco dello Sport e del Turtle Point (entrambi ultimati con risorse pubbliche e mai inaugurati)». Il Sole 24 Ore, 24 febbraio 2015

Napoli. L’atteso accordo di programma per far ripartire la bonifica di Bagnoli prende forma: il custode giudiziario dell’area industriale dismessa, Maurizio Pernice, ha definito un testo che ha inviato al Comune di Napoli.

L’accordo in realtà si attiene - come spiega Pernice che è anche dg dell’Ambiente - alle indicazioni della Procura della Repubblica in seguito al sequestro delle aree per irregolarità della bonifica finora eseguita. In pratica, si vuole rendere più efficiente la messa in sicurezza della barriera e della falda acquifera nell’area della colmata. A questo scopo sarà commissionato a Sogesid un progetto per mettere successivamente a gara gli interventi previsti. In secondo luogo, si dà il via alla caratterizzazione dei terreni: il piano verrebbe affidato a Ispra e la caratterizzazione a Sogesid. Per tutte queste attività, che sono di preparazione alla bonifica vera e propria, verrà utilizzata una parte (si spera piccola) dei 48 milioni, unica dote di Bagnoli da tempo nei cassetti e non ancora spesa.

Ad oggi le aree di Bagnoli sotto sequestro della magistratura si estendono per 120 ettari, e riguardano la colmata (su cui vi è una dura vertenza tra Comune e Fintecna oggi al Consiglio di Stato dopo il ricorso del Comune), i siti del Parco dello Sport e del Turtle Point (entrambi ultimati con risorse pubbliche e mai inaugurati). Mentre sono stati dissequestrati circa 60 ettari. Interessa un’area di 20 ettari il recente decreto per risanare i siti inquinati da amianto che ha destinato a Bagnoli un finanziamento di 20 milioni, affidati al Comune.

Intanto, si anima la discussione “commissario sì, commissario no”. Il governo Renzi, nello Sblocca Italia che si occupa anche di Bagnoli, ha di fatto esautorato il Comune, a seguito peraltro del fallimento della Stu Bagnolifutura e ha previsto la nomina di un commissario ad acta e di un soggetto attuatore. Ma dalla data dell’annuncio, ad agosto, ad oggi nessuna nomina è andata in porto. Nel frattempo il Comune non perde occasione per chiedere di rinunziare alla nomina del commissario.

Nomina che ieri invece è stata sollecitata da un esponente dello stesso governo Renzi, il sottosegretario Umberto Del Basso De Caro: «I tempi sono più che maturi - ha detto - all’approvazione dello Sblocca Italia a novembre e alle polemiche del sindaco di Napoli, penso sia giusto far seguire il nome di un commissario».
Riferimenti
Su eddyburg ampia rassegna su Bagnoli. Si veda, tra gli altri, di Vezio De Lucia Bagnoli negata e la raccolta Bagnoli: i molti veleni della colmata, di Giovanni Losavio, Bagnoli. Due profili d'illeggitimità
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