Il paesaggio. Il dialogo ha una faccia
Dario Parrini
Il Corriere fiorentino ha ripreso, il 12 febbraio, l'articolo che Paolo Baldeschi aveva scritto per eddyburg. Dario Perrini, segretario regionale per la Toscana, ha replicato con una lettera pubblicata il giorno successivo dal medesimo giornale. La pubblichiamo a nostra volta, con un breve commento di Baldeschi. Torneremo presto sull'argomento

Caro direttore, dispiace che Paolo Baldeschi, verso il quale, come lui sa, provo sentimenti di autentica stima, cada in un grosso equivoco, nel suo intervento sul Corriere Fiorentino di ieri, sul mio commento alle dichiarazioni del sottosegretario Borletti Buitoni.

Prima di tutto, trovo gratuita l'attribuzione di intenti maschilistici alle mie parole. Non c'è niente di meno vero. Rivendico poi il metodo e il merito della mia posizione.

La legge urbanistica e il piano del paesaggio della Toscana sono provvedimenti importanti. Io penso che il contributo ad essi fornito dal dibattito in Consiglio regionale sia stato positivo e di rilievo. E penso che positive siano state le modifiche effettuate in Consiglio regionale a seguito delle osservazioni dei sindaci e delle categorie economiche. Penso, infine, che anche nell'ultima fase dell'iter consiliare la commissione e l'aula svolgeranno il loro ruolo con spirito costruttivo e grande equilibrio.

Per questo ho trovato inopportuno l'intervento del sottosegretario. Mi è sembrato un tentativo di mettere sotto tutela un'assemblea rappresentativa che su questo fronte si è mostrata più volte lungimirante. Baldeschi sa bene, e lo ricorda, quale sia la storia delle mie posizioni in materia di tutela ambientale e paesaggistica. Proprio perché ritengo di poter parlare di questi temi con cognizione di causa e proprio perché credo nella possibilità di difendere rigorosamente l'ambiente promuovendo contemporaneamente lo sviluppo economico, dico che non dobbiamo commettere l'errore di confondere la tutela col vincolismo astratto e cadere in eccessi prescrittivi come quelli per fortuna rimossi durante l'iter consiliare dell'atto in questione.

Dico inoltre che di ogni legge dovremmo sempre tracciare, cosa che spesso non si fa, una Vib, una valutazione di impatto burocratico. Cioè dovremmo continuamente domandarci se i sacrosanti obiettivi che perseguiamo li stiamo perseguendo col minimo costo burocratico indispensabile o col massimo costo burocratico immaginabile. Non so se questo punto di vista sia renziano o meno. Non mi interessa. Basta che sia di buonsenso. E a me sembra lo sia.

Commento

Le posizioni di Dario Parrini in materia di ambiente e paesaggio sono state di intelligente tutela, almeno fino a quando è stato Sindaco di Vinci. Proprio per questo, una volta diventato segretario del Pd toscano, da lui ci si sarebbero aspettate decise prese di posizione in difesa del Piano paesaggistico, in particolare sulla questione Apuane, dove non sono in gioco sviluppo e occupazione, bensì le rendite di posizione di imprese che intendono continuare a sfruttare un patrimonio di tutti senza regole e senza alcun rispetto di paesaggio e ambiente. Non mi sembra che ciò sia avvenuto, ma forse ancora non è troppo tardi.
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