Da che parte sta il PD toscano nel conflitto tra tutela e distruzione del paesaggio?
Edoardo Salzano
Aproposito dei temi affrontati da segretario toscano del PD nella sua replica aun articolo del nostro opinionista Paolo Baldeschi. Vi si parla di burocrazia edi Alpi Apuane, di paesaggio e di interessi, di coerenza e d'ipocrisia


La lettera che il segretario del PD toscano, ha spedito al Corriere fiorentino in replica all’articolo scrittoda Paolo Baldeschi per eddyburg, (ripreso  il 23 febbraio dal quotidianofiorentino),  ha già avuto una puntualerisposta  dal nostro collaboratore suqueste pagine.  Esso si presta  però  a qualcheconsiderazione di carattere più generale sul ruolo che quel partito stasvolgendo in Toscana, e su quello che i diversi attori stanno giocando. Vogliointervenire in proposito con un’osservazione e alcune brevi domande.

L’osservazione
Afferma Parrini: «Di ognilegge dovremmo sempre tracciare, cosa che spesso non si fa, una Vib, unavalutazione di impatto burocratico. Cioè dovremmo continuamente domandarci se isacrosanti obiettivi che perseguiamo li stiamo perseguendo col minimo costoburocratico indispensabile o col massimo costo burocratico immaginabile. Non sose questo punto di vista sia renziano o meno. Non mi interessa. Basta che siadi buonsenso. E a me sembra lo sia».

Il riferimento del segretario del PD toscano allaburocrazia sembra del tutto allineato con il “senso comune”, e non con il “buonsenso”: per riferirci  alla distinzione gramsciana: con la visionedel mondo inculcata dall’ideologia dominante, e non dal personale pensierocritico.  

Cerchiamodi essere chiari, e di comprendere  perche cosa, in un regime democratico, serva la burocrazia. Essa  serve a dare le indispensabili basi tecnicaall’azione pubblica, a conoscere prima di decidere, a esprimere la volontàdelle decisioni politiche in modo coerente ed efficace, a definire regole certee chiare, a vigilare sulla loro attuazione e a consentire al potere giudiziariodi intervenire quando vengono violate. 

Proprio per l’importanza della sua funzionein un regime democratico, nei paesi in cui il “pubblico” funziona (GranBretagna, Francia, Germania) la burocrazia pubblica gode della massimaconsiderazione, autorevolezza, prestigio, ed  è invece ridotta a un ruolo servilenelle autocrazie..

Èovvio che la burocrazia è  invececonsiderata un ostacolo per qualunque operatore economico  che anteponga i propri interessi a quellidella collettività. Così come  è unostacolo  per ogni politico, sia essoeletto dal popolo o nominato dal suo boss, che anteponga gli interessi suoi odella sua parte a quelli della collettività e  veda quindi nella burocrazia un ostacolo alpieno dispiegamento della sua discrezionalità.

Laconcezione della burocrazia che  Parrinirivela nella sua lettera  non è peraltroriducibile al “renzismo". Essa discende dall’ideologia  globale che si è affermata come dominantenell’ultimo trentennio, e di cui Matteo Renzi esprime (per ora) il coronamentonella provincia italiana. 

Si tratta infatti di un’ideologia che ha cominciatoad affermarsi, in Italia ben prima dell’impadronimento da parte di Renzi dellespoglie della vecchia sinistra: dal giorno in cui “destra” e “sinistra” furonoconcordi nel ritenere che la governabilità sia preferibile alla democrazia eche quest’ultima possa, e a volte debba,  essere sacrificata alla prima.

Chi èavvezzo a guardare alla cittá da un punto di vista non meramente “tecnico”, matenendo conto delle relazioni di potere,  ne ha visto l’inizio nella decisione di farscegliere i segretari comunali direttamente dai sindaci, e nel progressivotrasferimento di poteri dagli organi collegiali (e quindi pluralisti) delleistituzioni a quelli  ristretti o divertice (quindi oligarchici o monocratici). Il buon Matteo è solo (per ora)l’espressione finale del ciclo apertosi, in Italia quando aveva appena smesso ipantaloncini corti.

Nelcaso specifico del Pit toscano  c’è dadire solo che Parrini non sembra averlo letto con attenzione. Il piano non solo non introduce nuovi procedimenti (senon quando i piani comunali dovranno adeguarsi al piano), ma porterà, seapprovato con la validazione del ministero, a diverse significativesemplificazioni per i cittadini e gli operatori economici. Il vero obiettivosono quindi i vincoli, che si vorrebbero abolire.

La domanda.
Èvero o non è vero che nella sesta commissione consiliare, i consiglieri del PD (loro, nonaltri) hanno proposto al Consiglio regionale, come ultimo"emendamento" al piano paesaggistico, l'eliminazione di qualsiasilimitazione dell'attività di escavazione sulle Apuane e più in generale latrasformazione di tutte le “direttive” rivolte agli enti locali in “indirizzi”?

Quest’ultimaproposta è del tutto aberrante. Coincide con la delega piena di cospicuiinteressi pubblici, collettivi, comuni, all’imperio delle convenienze private. Ridurrei “comandi” che la Regione  trasmette aicomuni in semplici suggerimenti significherebbe annullare l’efficacia del piano. L’approvazione formale di quellaproposta degli esponenti del PD coinciderebbe con la sepoltura della politicadi tutela avviata dall’assessore Marson e dal presidente Rossi.

Se le nuove norme della Regione toscanafossero in tal modo stravolte bisognerebbe concludere  che solo il velo dell’ipocrisia resterebbe aseparare i sedicenti difensori del piano dai suoi più tenaci, e onesti,avversari.



Sullo stesso tema
Anna Maria Bianchi
A parole dicevano di voler cambiare l'Italia, ma non appena insediati -
Ilaria Boniburini e Edoardo Salzano
Il 26 marzo la giunta comunale di Venezia ha approvato il ricorso al Tar contro i provvedimenti di tutela di Venezia del Mibac, continuando la sua inarrestabile corsa allo sfruttamento economico della città, ignorando le mobilitazioni cittadine e le proteste del mondo scientifico.
Ultimi post
Eddyburg
Cliccando nella barra in alto potete accedere a tutti gli articoli inseriti in oltre diciotto anni di attività e impegno per una cultura dell'abitare fruire e governare il territorio che sia suscettibile di assicurare condizioni di vita soddisfacenti sotto il profilo dell'equità e della libertà di accesso ai beni comuni, della capacità e possibilità di partecipare al governo della cosa pubblica. E' ancora una versione provvisoria del sito, perciò alcune cose funzionano male o presentano degli errori. Ci stiamo adoperando per sistemare tutto nel più breve tempo possibile.
Eddyburg
Il programma definitivo della prima edizione dei seminari di eddyburg
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della I Sessione del convegno “Eddy Salzano: le tappe di un percorso politico e culturale per una città più giusta” con gli interventi di Mauro Baioni, Giulio Tamburini, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Roberto Camagni, Anna Marson, Maria Pia Guermandi, Giancarlo Storto, Giancarlo Consonni, Paolo Baldeschi.
Redazione di Eddyburg
L'incontro ha come scopo la presentazione della versione italiana del toolkit anti-gentrification di Sandra Annunziata, e vedrá la partecipazione di esperti e rappresentanti dei movimenti di lotta per la casa che discuteranno assieme del manuale e della sua applicazione nel contesto italiano. Sarà possibile seguire l'evento in streaming live sulla pagina facebook di ETICity
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della II Sessione del convegno "Una comunità di intenti" con testimonianze di Maria Cristina Gibelli, Marco Borghi, Federica Ruspio, Tomaso Montanari, Ilaria Agostini, Anna Maria Bianchi, Maria Paola Morittu, Elisabetta Forni, Piero Cavalcoli, Lidia Fersuoch, Oscar Mancini, Paolo Cacciari e Ilaria Boniburini.
CopyrightMappa del sito
© 2021 Eddyburg