Veryplagio. Che vergogna
Tomaso Montanari
La vergogna d'essere italiani non ha mai fine. La vergogna di essere parte di un popolo che sopporta di essere governato da simili menti, culture, gusti. La Repubblica online, blog "Articolo 9"

Si chiama verybello.it l'ultima, campale, disfatta culturale del Ministero per i Beni culturali.

Se anche fosse stata un''idea' originale, usare un titolo da film di Natale per battezzare il portale della cultura italiana durante Expo sarebbe stata una scelta inutilmente degradante. Un angloitalico grottesco per un sito che non ha nemmeno la versione inglese. Ma la cosa incredibile è che non è un'idea originale, ma un imbarazzante plagio dal sito di verybella.it, che è la «prima linea di make-up e style per bambine». E davvero si vorrebbe sapere quanto si è fatto pagare, per questo plagio, l'anonimo creativo. Chissà se sarà la Corte dei Conti a cercare una risposta. Resta l'imbarazzo cocente: per un Paese che comunica il proprio patrimonio culturale con le stesse strategie e le stesse parole con le quali si vendono i cosmetici per bambine. E, più o meno, con lo stesso progetto educativo.

Di fronte all'ondata di disappunto, il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini avrebbe potuto scusarsi. E magari licenziare il creativo-plagiaro. Invece il ministro ha twittato: «In 6 ore 500.000 accessi a verybello.it! Come speravamo grande pubblicità da ironie, critiche e cattiverie sul web... Verygrazie!». Non volevo crederci. Me l'ha girato un'amica, aggiungendo: «a questo punto, visto il successo, il governo registrerà anche i siti culturali "spaghettiandmeatballs", "mammamia" e "mafiaboys". Anche per questo tipo di motivi, noi ci siamo trasferiti a Zurigo».

E se invece di andarcene noi, ci decidessimo finalmente a trasferire altrove questa classe 'dirigente'. S'intende, con un caloroso veryprego!
Postilla
«'Classe dirigente'»? Apprezzo l'ironia delle virgolette. Ma avrei aggiunto verycacca
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