Lo sviluppo bloccato dalla gallina prataiola
Giorgio Todde
Come al solito le isole producono metafore perfette. Ed è accaduto in questi giorni che la metaforica gallina prataiola abbia, per effetto delle norme europee a partire dalla direttiva Habitat, determinato il fermo del cantiere stradale... >>>


Come al solito le isole producono metafore perfette. Ed èaccaduto in questi giorni che la metaforica gallina prataiola abbia, pereffetto delle norme europee a partire dalla direttiva Habitat, determinato,solo nei mesi in cui si riproduce, il fermo del cantiere stradale in un trattodella Sassari Olbia. Insomma, gli uffici regionali non hanno fatto altro cheapplicare una giusta norma, visto che la specie è in via di estinzione ed èscomparsa dal resto d’Italia.

Apriti cielo! La gallina è stata accusata dei morti nellavecchia strada, di essere contro lo sviluppo, di danneggiare l’economia delcosiddetto Nord Sardegna. Il sindaco di un paese lungo il quale passa la stradaha detto di essere assediato da una parte da un Sito comunitario che proteggela prataiola e da un’altra parte da un sito che protegge la lucertola diBrediaga (dal nome di un erpetologo russo) e che la gallina e la lucertola glibloccano lo sviluppo.

Chiaro come la vicenda tragi-comica identifichil’atteggiamento di un’intera comunità e forse di un’intera nazione chedell’importanza vitale della biodiversità sembra - salvo nobili e sempre piùnumerose eccezioni - impiparsene.

Chi ha una concezione catastale del Creato soffoca nella suapiccola quota di cielo e terra. E gli animi catastali si sono scaldati per lavicenda grottesca della gallina prataiola, quella che “blocca” il progressodella Sardegna. Ma grottesca, s’intende, non è la gallina.

Sostenere che l’eterna Sassari Olbia si fermi per colpadelle galline offende tutti. Già, perché se si dà colpa alle galline delritardo delle opere pubbliche si finirà per dire che i treni sardi sono lenti acausa dei cinghiali nei binari e che, accidenti, se non ci fossero galline ecinghiali saremmo dei fulmini di guerra. E oltretutto creare una relazione trala gallina, gli uffici regionali che rispettano le norme e i morti della stradaè un falso malizioso e volgare.

In questi giorni, si sa, il Servizio che cura le valutazioniambientali ci ha ricordato che in un sito di interesse comunitario si devonointerrompere per un po’ le attività di un cantiere stradale perché minaccianouna specie protetta. E lo ha fatto in base alla direttiva europea Habitat e a uninsieme di norme comunitarie che sono legge nel nostro Paese e tutelano labiodiversità senza la quale non esisterebbe la nostra specie e neppure Sassarie Olbia.

E invece piovono maledizioni e invettive cafone contro le regoleapplicate dagli uffici.

I Siti di Interesse Comunitario come quello in cui vive lagallina anti-sviluppo sono di solito ritenuti una risorsa nei paesi civili chene vanno perfino orgogliosi. E le procedure di valutazione ambientale unostrumento prezioso. Ma non da noi. Qui se la prendono con la gallina ostruzionistaperché gli blocca l’economia che, se non fosse per la gallina, sarebbe unesempio, un trionfo, una meraviglia.
Da noi le valutazioni ambientali sono considerate una piagabiblica e la loro applicazione una schiavitù che disturba gli affari. Eppure dall’Europaci arrivano con i POR cifre enormi. 

Nel 2007-2013 l’isola ha ricevuto 1miliardo e 360 milioni anche per l’ambiente. Per il 2015 riceveremo 600milioni. E ce li danno ancora solo se rispettiamo le leggi. Però qua sipretendono i quattrini e contemporaneamente si reclama piagnucolando la libertàdi fare quello che si vuole.
E il lamento - caratteristica della nostra comunità checerca i torti perfino tra le galline anziché vederli in noi stessi - arriva perfinodall’assessore ai lavori pubblici, sfinito dalle regole e imbronciato con chiapplica le norme. 

Immancabile, ovviamente, il pianto dei sindaci che farannouna fiaccolata sulla Sassari Olbia contro la prataiola. Tutti con le manilegate dalle leggi. Ah, se li lasciassero fare. Però assessori e sindaci, benché più tutelati della gallina,passano. E le leggi restano.

No, non è la gallina che impedisce il buon governo e neppurele regole. Casomai è la renitenza alle regole. E la sfida non è tra l’uomo e lagallina ma nel far vivere l’uomo e la gallina contenti. Dunque molto meglio unagallina oggi, avremo le uova e magari l’influente gruppo di potere dellegalline crescerà sino a impadronirsi dei comuni e del governo regionale.

Infine un pensiero per l’assessore, quello all’ambiente, chedovrebbe fare la guardia alla gallina però tace mentre potrebbe spiegare allemammane del web e ai piccoli chimici della tastiera che le direttive europeesull’ambiente, recepite dai nostri governi, sono legge, in barba a vari gallilocali che della legge hanno un’idea personalizzata e a misura di sé.

Parte di questi articolo è stato inviato contemporaneamente a La Nuova Sardegna


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