Stop T-tip dilaga in Europa
Monica Di Sisto
«Da Helsinki a Granada, da Brest a Bucharest, migliaia di persone hanno protestato contro le liberalizzazioni selvagge previste dal T-tip ma anche dai suoi omologhi Ceta, TiSA». Comune.info, 7 ottobre 2014

1.100 eventi in 22 Paesi, e oltre 50 città mobilitate in tutta Italia: dalla Valtellina a Monopoli, poi Firenze, Torino, Roma, Napoli e Milano, dove membri del parlamento europeo, di quelli di molti Paesi asiatici, insieme ad un centinaio di attivisti, sindacalisti, contadini e cittadini che partecipavano al Forum dei Popoli di Asia ed Europa hanno dato vita ad un flash mob di protesta. La Giornata Europea d’azione contro T-tip, il Trattato transatlantico di liberalizzazione di commercio e investimenti tra Usa e Ue ha riscosso un grande successo in tutta Europa e deve suonare come un segnale d’allarme alla Commissaria europea designata al commercio Cecilia Malmström, che condurrà a breve le trattative, ma anche per il governo italiano, tra i più zelanti sostenitori del trattato come presidenti di turno dell’Unione.
Per questo la Campagna Stop T-tip Italia ha convocato il 14 ottobre a Roma, alle 15,30 in piazza Madonna di Loreto, un presidio di contestazione al seminario cui Renzi ha invitato i ministri al Commercio d’Europa e i negoziatori d’Europa e Usa, a discutere con Marcegaglia, Marchionne e imprese varie le sorti meravigliose e progressive legate al T-tip.

Da Helsinki a Granada, da Brest a Bucharest, migliaia di persone hanno protestato contro le liberalizzazioni selvagge previste dal T-tip ma anche dai suoi omologhi Ceta (negoziato e pressoché concluso tra Ue e Canada), TiSA (la liberalizzazione globale dei servizi lanciata in chiave anti Paesi emergenti) e T-tip (l’attacco Usa ai mercati del Pacifico). A Londra un lungo striscione è stato tirato giù da Westminster Bridge, a Parigi lo “squalo” delle privatizzazioni ha attraversato le vie del centro seguito da migliaia di attivisti, e iniziative simili si sono moltiplicate a vista d’occhio fino alle ultime ore, confermando che un numero crescente di cittadini e organizzazioni è pronto a una resistenza ostinata contro questa operazione di trasferimento di potere politico dalle mani dei cittadini a quelle di un gruppo ristrette d’imprese e di élites di potere per via commerciale.

La diretta sui social network è stata martellante: in questa pagina del sito europeo si possono trovare un gran numero dei twitter postati ieri dai diversi presidi, e ricostruire la convulsa giornata dell’11 Ottobre raccontata anche sul sito della Campagna italiana www.stop-ttip-italia.net e sul suo profilo facebook. A partecipare al flash mob italiano molti parlamentari europei, tra i quali Eleonora Forenza, Lola Sanchez ed Helmut Scholz, il loro capogruppo al Gue-Ngl, ma anche parlamentari asiatici come il grande economista filippino altermondialista Walden Bello, oggi protagonista della battaglia istituzionale nel suo Paese. «Tutti questi trattai sono diversi ma hanno lo stesso obiettivo – ha sottolineato intervenendo all’iniziativa -: istituzionalizzare i diritti delle corporations facendoli prevalere su quelli degli Stati e dei loro cittadini. Sono azioni animate da un atteggiamento ideologico, quasi di fede nei confronti del progetto neoliberista come massima espressione dei valori, e non solo degli interessi, dell’Occidente. Il neoliberismo è come un vampiro – ha concluso Bello – pensavamo che fosse completamente screditato e sepolto dalla crisi del 2009, e invece è risorto perché è resiliente. Ma siamo pronti a colpirlo lungo tutte le sue reincarnazioni: subordinare il mercato alla società e all’ambiente, è quello che chiediamo, per cui lotteremo, senza arrenderci mai».
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