Quei “comitatini“ che disturbano Renzi
Domenico Finiguerra
«Il decreto Sblocca Italia è munito di una splendida e meravigliosa “arma letale” un specie di jolly spazza comitatini: la dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza dell’opera prevista. I Comitatini, intanto, si sono dati appuntamento per il 15 e 16 ottobre a Montecitorio“. Il Fatto Quotidiano, 13 ottobre 2014

Come annunciato apriamo una parentesi per approfondire il pessimo Sblocca Italia.
Il decreto che il tweet premier ha partorito, insieme soprattutto al ministro Lupi, sotto la dettatura ideologica del partito del cemento e delle lobbies del petrolio, dell’energie e degli inceneritori.

Era partito da lontano Matteo Renzi. Qualche mese fa annunciava la propria determinazione a sbarazzarsi dei tanti comitatini che si oppongono nel paese al modello di sviluppo da lui perfettamente incarnato. L’ha fatto ovviamente con un bel colpo mediatico. A un paese stanco ed in crisi profonda, ha indicato i comitatini come un intralcio per le sue riforme e per la sua energia: “È impossibile andare a parlare di energia e ambiente in Europa se nel frattempo non sfrutti l’energia e l’ambiente che hai in Sicilia e in Basilicata.

«Io mi vergogno di andare a parlare delle interconnessioni tra Francia e Spagna, dell’accordo Gazprom o di South Stream, quando potrei tranquillamente raddoppiare la percentuale del petrolio e del gas in Italia e dare lavoro a 40 mila persone e non lo si fa per paura delle reazioni di tre, quattro comitatini».

Ecco fatto. “Volete il lavoro? Volete energia? Io sono rapido e potrei fare questo, quello e quest’altro, ma ci sono i comitatini che me lo impediscono!”

Partiamo da qui. Partiamo da quello che lo Sblocca Italia, prima ancora di vomitare asfalto e cemento sulle campagne e di penetrare con trivelle la terra e il mare tanto amato da viaggiatori e poeti, deve portare a casa come una premessa necessaria, un lavoretto preliminare: azzerare la partecipazione dei cittadini e dei sindaci per imporre - seguendo una logica verticale, dall’alto verso il basso - tutte le “pillole” di devastazione e saccheggio di territorio e bellezza.

Il decreto è munito di una splendida e meravigliosa “arma letale” un specie di jolly spazza comitatini: la dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza dell’opera prevista. Ciò significa che utilizzando il jolly si partirà veloci con l’esproprio e ogni opposizione sarà rimossa, ogni contestazione tacitata, e se i comitatini o i sindaci continueranno a mettersi di traverso, saranno guai. Sono interventi strategici, sono per il bene del Paese. E se qualcuno si oppone interviene la celere. L’Italia sarà un’enorme Val di Susa? Lo vedremo.

I Comitatini, intanto, si sono dati appuntamento per il 15 e 16 ottobre a Montecitorio.
Sullo stesso tema
Giancarlo Storto
Nel solco del piano casa di Berlusconi, prosegue la riproposizione di interventi derogatori ai piani urbanistici da parte di esponenti del partito democratico. Questa volta, attraverso un innesto al decreto sblocca-cantieri, di cui Carteinregola.it pubblica un'analisi critica. (m.b.)
Ilaria Agostini
perUnaltracittà, 19 febbraio 2019. Le ragioni di un'iniziativa di tutela delle città storiche, più che mai necessaria negli anni in cui cancellare la memoria è la premessa per l'asservimento completo di ogni valore al profitto. Qui l'articolo e riferimenti. (e.s.)
Mauro Baioni
Dieci anni fa una norma sciagurata ha consentito di impiegare gli oneri di urbanizzazione per finanziare ogni tipo di spesa corrente. Ora, meritoriamente, non si può più. La Corte dei Conti ci aiuta a fare il punto.
Ultimi post
Eddyburg
Sono passati due anni dalla scomparsa di Edoardo Salzano. Un urbanista che non ha mai smesso di analizzare le trasformazioni urbane. Un intellettuale libero e coraggioso che con determinazione guardava avanti e non si arrendeva davanti alle ingiustizie. Un maestro. Lo ricordiamo ripubblicando uno dei suoi scritti, ancora profondamente attuale, sul mestiere dell'urbanista.
Eddyburg
Un iniziativa per ragionare sulla questione della casa a cinquant’anni dall’approvazione della prima legge per l’edilizia residenziale pubblica. Il progressivo abbandono delle politiche di edilizia residenziale ha determinato nuove disuguaglianze, aggravato i problemi pregressi, amplificato i divari territoriali, che il Covid ha accentuato e reso ancora più evidenti. Vogliamo discuterne in questo seminario organizzato in due sessioni, che riprende le vertenze che portarono all’approvazione della legge, racconta la parabola inversa delle politiche pubbliche fino al loro sostanziale azzeramento, per poi ricollegarsi all’attualità toccando attraverso alcuni casi emblematici della questione della casa in Italia.
Eddyburg
Cliccando nella barra in alto potete accedere a tutti gli articoli inseriti in oltre diciotto anni di attività e impegno per una cultura dell'abitare fruire e governare il territorio che sia suscettibile di assicurare condizioni di vita soddisfacenti sotto il profilo dell'equità e della libertà di accesso ai beni comuni, della capacità e possibilità di partecipare al governo della cosa pubblica. E' ancora una versione provvisoria del sito, perciò alcune cose funzionano male o presentano degli errori. Ci stiamo adoperando per sistemare tutto nel più breve tempo possibile.
Eddyburg
Il programma definitivo della prima edizione dei seminari di eddyburg
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della I Sessione del convegno “Eddy Salzano: le tappe di un percorso politico e culturale per una città più giusta” con gli interventi di Mauro Baioni, Giulio Tamburini, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Roberto Camagni, Anna Marson, Maria Pia Guermandi, Giancarlo Storto, Giancarlo Consonni, Paolo Baldeschi.
CopyrightMappa del sito
© 2021 Eddyburg