Patrimonio all’italiana. Azzerare tutti per colpirne una
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La logica delle tirannidi è questa: sbarazzarsi da chi difende interessi che non sono quelli di chi comanda. E la tutela del patrimonio comune, oggi, è solo un intralcio al Fare: a Palermo come a Roma. Il Fatto Quotidiano, 13 agosto 2014

La Sicilia è l'unica regione d’Italia dove le soprintendenzedipendono direttamente dalla Giunta Regionale. Come sa chiunque conosca ilpaesaggio e il patrimonio storico, archeologico e artistico siciliani, i fruttidi questa scelta sono stati terrificanti. E non è un problema di coloripolitici: il problema è aver spostato troppo vicino al territorio il centrodecisionale, causando un corto circuito permanente tra interessi economici,amministrazione e politica. La giunta Crocetta, purtroppo, non fa eccezione.

Alla vigilia di ferragosto, il Dipartimento dei benculturali e dell’identità siciliana ha comunicato l’avvio di un “procedimentodi riesame degli incarichi di preposizione ai Servizi Soprintendenze” . Insostanza vengono congelati tutti i soprintendenti siciliani: ufficialmente acausa di alcuni singoli contenziosi, che inciderebbero sulla legittimitàdell’intero assetto del sistema. In realtà, tutti sanno che il vero obiettivodi questo inedito azzeramento generale è Beatrice Basile, soprintendente diSiracusa: tanto fedele ai valori della Costituzione (che dovrebbe valereperfino in Sicilia) da esser d’intralcio a chi vorrebbe cementificare ancoraquel territorio ferito.

Recentemente un singolare sit-in di costruttori della zonaha chiesto di sostituire alla Basile il suo predecessore, l’architetto OrazioMicali: che in effetti è stato poi rimesso in sella, salvo doverne velocementescendere per una condanna di primo grado per i reati di abuso d’ufficio e falsoideologico, commessi mentre ricopriva un incarico di dirigente presso laSoprintendenza di Messina

È a questo punto che, pur di compiacere costruttori epolitici di assai dubbia fama, la Regione giunge ad azzerare tutti isoprintendenti, per colpirne una. Una situazione tanto grave da indurre apensare che l’autonomia della Sicilia in fatto di Beni culturali debba finireprima possibile. A meno che non passi l’idea di Renzi: che vorrebbe importare aRoma il modello siculo, mettendo tutte le soprintendenze italiane in questacondizione. Ecco ciò che ci aspetterebbe.
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