La svolta decisionista. Settis:«Renzi è un figlio padrone»
Salvatore Settis

«Quelli del PD dicono soltanto questo: ma Renzi ci fa vincere! E che te ne fai di una vittoria se non hai idee da promuovere, uno stile da affermare, una visione della vita da illustrare?» Salvatore Swttis intervistato sa Antonello Caporale. Il Fatto quotidiano, 14 giugno 2014


Matteo Renzi appartiene alla schiera dei “figli-padroni”. Un figlio-padrone fa più simpatia di un padre-padrone, non è mica Andreotti? È giovane, teorico di quella che si chiama la grande sveltezza. È infatti sveglio e svelto, ma resta che simpaticamente comanda come un padrone.

Un renziano le risponderebbe così: Salvatore Settis è pura archeologia, è il simbolo della sinistra chic, elitaria e perdente.
Ho dispiacere di non apprezzare la speranza che cova in così tanti animi. Purtroppo quando guardo alla sostanza delle cose mi convinco che la mia diffidenza affonda in un terreno fertile.
Iniziamo allora a dire che il continuo, insopportabile richiamo alla volontà popolare è il frutto di una possente alterazione della realtà. Ha lo stesso stampo del trucco berlusconiano sul mandato del popolo. Ho fatto due conti: il 40,8 per cento degli italiani ha votato Pd. E pure ammesso che siano tutti voti per Renzi, dal primo all’ultimo, verifico che il primo partito è di chi si è rifiutato di votare: ha il 41,32 per cento. Se aggiungo astenuti e nulle, assisto al miracolo rovesciato. Renzi ha ottenuto il 40,8 per cento del 50 per cento che ha votato. Dunque possiede tra le sue mani il favore del 20,62 per cento degli italiani. È questo venti per cento una maggioranza strabiliante? Una moltitudine senza pari? A me appare molto più drammatico per la democrazia che la maggioranza degli italiani si sia rifiutata di consegnarsi a questa politica.

Nonostante i suoi calcoli siano corretti le si potrebbe opporre che la cifra assoluta è comunque elevatissima, mai toccata finora.

Resta che in termini reali non raggiunge il 21 per cento. E resta che questa concezione dell’investitura come di un mandato a fare quel che si vuole è la limpida proiezione dell’idea berlusconiana del comando.

Salviamo qualcosa a questo Renzi.
Ottimo comunicatore, ha l’anagrafe davanti a sè. Ma con tutto il rispetto la giovane età non sembra coniugata a una competenza straordinaria. E da quel che vedo anche i suoi collaboratori , malgrado l’anagrafe, non paiono godere di conoscenze particolari, non mostrano attitudini portentose.

E dove mette la speranza, il governo della speranza, la possibilità che questo giovane premier cambi l’Italia e lo faccia per il meglio?
Invidio chi ha speranza e chi la ripone in lui. Trovo che sia poco per costruire tutto questo palazzone di fiducia. Trovo che finora i fatti non esistano, ma solo slogan. Che i problemi più duri per l’Italia, la corruzione e l’evasione fiscale, siano lì nella loro dolorosa integrità. Penso che questo consenso trasversale non sia un esclusivo merito di Renzi quanto il frutto della nullità dei suoi antagonisti. Il premier è veloce e scattante. E qui mi fermo. Siamo alla teoria della grande sveltezza, dizione molto appropriata

Anche molto determinato il premier. Ha visto come ha fatto fuori i dissidenti del Senato?
Renzi dovrebbe ricordarsi con quale agilità e spregiudicatezza la sua parte politica promosse la riforma del titolo V della Costituzione. La cambiò di fretta e furia e s’è visto com’è andata a finire: mi pare che adesso siano decisi a rimetterci mano. La Costituzione può essere cambiata. Ma ha bisogno di una prudenza maggiore, un equilibrio superiore e un garbo istituzionale, un’attenzione alle minoranze indispensabile perchè la Carta fondamentale sia sentita da tutti come la tavola su cui fondare la convivenza civile. Ma qui e di nuovo siamo al concetto berlusconiano dell’investitura popolare. Mi hanno votato e faccio come mi pare. Un falso doppio.

Il Pd sembra vicino al suo premier.
Lei dice? A me pare di no. Magari lo teme. È un atteggiamento silente, non un sostegno convinto, nè noto una condivisione della strategia. La sinistra dovrebbe fare quel che non ha mai fatto: autocritica vera e dura. Dalla caduta del muro di Berlino in poi ha sbagliato ogni previsione. Ed è stata dentro alla cultura del ventennio berlusconiano. Ricordiamoci gli otto inutili anni del governo di centrosinistra. Ha mai sentito un pensiero autocritico? Una riflessione su quel che è successo? Nulla.

Adesso hanno vinto
Infatti dicono soltanto questo: ma Renzi ci fa vincere! E che te ne fai di una vittoria se non hai idee da promuovere, uno stile da affermare, una visione della vita da illustrare?
Sullo stesso tema
Alessandro Gilioli
«Se usciamo dalla logica del ring e del chi "ha vinto", è stato interessante vedere, dietro quei due signori, tutta la crisi della democrazia contemporanea: un sistema di autogoverno dei cittadini che la cultura occidentale ha elaborato in diversi secoli, con molta fatica e molto sangue, e che adesso attraversa una crisi epocale». L'Espresso online, blog "Piovono rane", 1° ottobre 2016
Pietro Raitano
Per la prima volta da quando l’uomo è sulla Terra, la sua presenza si è rivelata talmente invadente -e capace di modificare la Natura- che è stato coniato un termine per indicare l’era geologica attuale: Antropocene. Prima che sia troppo tardi, dobbiamo reagire con rigore: la nostra generazione ha il dovere -e il diritto- di cambiare le cose.
Pavlos Nerantzis
La sinistra radicale greca ha come suo leader un politico serio e capace di convincere e vincere. La scommessa della Grecia è una speranza per l'Europa e per l'Italia, e un augurio per l'anno che inizia domani.
Ultimi post
Eddyburg
Cliccando nella barra in alto potete accedere a tutti gli articoli inseriti in oltre diciotto anni di attività e impegno per una cultura dell'abitare fruire e governare il territorio che sia suscettibile di assicurare condizioni di vita soddisfacenti sotto il profilo dell'equità e della libertà di accesso ai beni comuni, della capacità e possibilità di partecipare al governo della cosa pubblica. E' ancora una versione provvisoria del sito, perciò alcune cose funzionano male o presentano degli errori. Ci stiamo adoperando per sistemare tutto nel più breve tempo possibile.
Eddyburg
Il programma definitivo della prima edizione dei seminari di eddyburg
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della I Sessione del convegno “Eddy Salzano: le tappe di un percorso politico e culturale per una città più giusta” con gli interventi di Mauro Baioni, Giulio Tamburini, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Roberto Camagni, Anna Marson, Maria Pia Guermandi, Giancarlo Storto, Giancarlo Consonni, Paolo Baldeschi.
Redazione di Eddyburg
L'incontro ha come scopo la presentazione della versione italiana del toolkit anti-gentrification di Sandra Annunziata, e vedrá la partecipazione di esperti e rappresentanti dei movimenti di lotta per la casa che discuteranno assieme del manuale e della sua applicazione nel contesto italiano. Sarà possibile seguire l'evento in streaming live sulla pagina facebook di ETICity
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della II Sessione del convegno "Una comunità di intenti" con testimonianze di Maria Cristina Gibelli, Marco Borghi, Federica Ruspio, Tomaso Montanari, Ilaria Agostini, Anna Maria Bianchi, Maria Paola Morittu, Elisabetta Forni, Piero Cavalcoli, Lidia Fersuoch, Oscar Mancini, Paolo Cacciari e Ilaria Boniburini.
CopyrightMappa del sito
© 2021 Eddyburg