Liguria: Spartizione tra regione e comuni per distruggere il territorio
Paolo Baldeschi
Come ottenere il consenso dei Comuni e lasciare laRegione libera di trasformare a piacimento il territorio? Ce lo spiega.. .>>> 


Come ottenere ilconsenso dei Comuni e lasciare la Regione libera di trasformare apiacimento il territorio? Ce lo spiega la "Proposta di adeguamento dellalegge urbanistica della Liguria" (febbraio 2014), che, con alcune limitatema significative integrazioni alla LR n. 36 del 1997, se approvata, raggiungel' obiettivo.

Vediamo come. Agliartt. 11 e 16 bis viene introdotta una innovazione cruciale: la Regione inambiti o aree o per interventi definiti dal Piano Territoriale Regionale (PTR)può promuovere, adottare e approvare progetti urbanistici o edilizi regionaliimmediatamente prevalenti sulle previsioni degli strumenti di pianificazioneterritoriale di livello metropolitano, provinciale e comunale. I progetti sonodi esclusiva competenza della Giunta, mentre il Consiglio non ha voce incapitolo, né tanto meno gli enti locali e i cittadini di cui non si prevedealcuna forma di partecipazione. La Giunta potrà così decidere in esclusiva su inceneritori,impianti di smaltimenti di rifiuti, centrali di produzione energetica, bretellestradali, ma anche porti, ospedali, carceri: insomma, tutto quello che nonrientra direttamente nelle grandi opere della legge obiettivo.

E i Comuni?Devono subire (ammesso che sia vero) i progetti della Giunta, ma allo stessotempo riacquistano una pressoché totale autonomia nella pianificazione localecon due semplici mosse. La prima: mentre nella legge vigente le prescrizioni delPTR dovevano essere recepite da Province e Comuni, pena l'esercizio di poterisostitutivi, questa fondamentale clausola è scomparsa nella Proposta. Non èchiaro, perciò, cosa avverrà qualora i Comuni non adeguino disciplina oprevisioni del Piano urbanistico comunale (PUC) entro il termine fissato.Qualcosa di simile si è verificato Toscana, dove la Regione può opporsi solodebolmente a un piano comunale in contrasto con il Piano di indirizzoterritoriale ed è impotente se questo viola la legge di governo del territorio:ciò che ha motivato una rabbiosa resistenza dei Comuni alla nuova leggeurbanistica approvata dalla Giunta regionale,  che detta loro regole più stringenti.

Altrettantoimportante è la seconda mossa: né Regione né Provincia, né Città metropolitanaeserciteranno più alcuna forma di controllo sul Piano urbanistico operativo(PUO), lo strumento conformativo degli usi del suolo in cui si coagulano gliinteressi privati e le pressioni speculative. Se ora la Provincia può annullareun PUO non conforme alle prescrizioni regionali o provinciali, in futuro leistituzioni sovraordinate si troveranno inermi rispetto a un Piano operativoche ignori le disposizioni del PTR, del Piano provinciale e dello stesso Pianocomunale. L'esperienza toscana - analoga per le condizioni di permissività aiComuni - ha visto Piani strutturali pieni di buone intenzioni e Piani operativi(in Toscana, "Regolamenti urbanistici") che ne raddoppiavano dimensionamentie carichi urbanistici o introducevano varianti contestuali quando nonsurrettizie, senza che la Regione potesse (ammesso che volesse) esercitarealcun intervento di opposizione.

Le strategiedella precedente amministrazione regionale toscana e di quella attuale dellaLiguria si sostanziano in un patto politico in cui alla Regione spettano leiniziative e gli accordi con i poteri forti (con lo Stato, con le banche, conla grande imprenditoria), mentre ai Comuni spetta di gestire e trovare il consensodi un "battaglione edilizio" che, nonostante tutto, vede nellacementificazione del territorio l'unica via di arricchimento. Il fatto che laLiguria crolli sotto il peso delle grandi opere, delle attrezzature impattantie inutili (per la collettività) e per un'imprenditoria di retroguardia cheintende occupare ogni residuo suolo disponibile, evidentemente non turba gliamministratori regionali.


La nuova leggedella Toscana - già commentata su eddyburg - e la nuova legge della Liguria, sonoperciò due maniere radicalmente differenti di intendere il governo delterritorio, la partecipazione dei cittadini, la necessità di contenere ilconsumo di suolo. Due modelli opposti per la nuova legge urbanistica statale.Affidata questa al premier Renzi e al ministro Lupi, vi sono pochi dubbi suiquale modello prevarrà.
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