Aria pesante per gli F35
Andrea Fabozzi
Difesa. Pronto da settimane, viene diffuso il documento dei deputati Pd della commissione difesa. E smonta i caccia Usa: costano troppo e non garantiscono i posti di lavoro. Al Quirinale si prende tempo per decidere i tagli. Il manifesto, 20 marzo 2014



Il docu­mento era pronto da set­ti­mane sulla scri­va­nia del capo­gruppo del Pd alla camera, Roberto Spe­ranza. Che solo mar­tedì sera ha deciso di farlo cono­scere a tutti i depu­tati demo­cra­tici: ne dovranno discu­tere in assem­blea entro fine mese. Per il momento le «con­si­de­ra­zioni con­clu­sive» fir­mate dai depu­tati Pd della com­mis­sione difesa sono dirom­penti. C’è la richie­sta di «rin­viare ogni atti­vità con­trat­tuale» rela­tiva ai cac­cia F35, in vista di «un signi­fi­ca­tivo ridi­men­sio­na­mento» del pro­gramma di acqui­sto. E c’è soprat­tutto, come anti­ci­pato dal mani­fe­sto, la sco­perta di oltre un miliardo di spese per arma­menti «nasco­ste» al bilan­cio della difesa, e finite nei capi­toli di altri mini­steri. In pra­tica, rive­lano i depu­tati Pd, la spesa per i sistemi d’arma sta già sfo­rando la per­cen­tuale del bilan­cio della difesa con­si­de­rata otti­male dagli stessi Stati mag­giori. Tagliare si può, vedremo se Mat­teo Renzi saprà farlo.

Ad aprile la com­mis­sione difesa scri­verà l’ultima parola di que­sta «inda­gine cono­sci­tiva sui sistemi d’arma», decisa otto mesi fa come com­pro­messo tra le allora lar­ghe intese per evi­tare che il Pd seguisse Sel e Cin­que stelle nella richie­sta di can­cel­la­zione del pro­gramma F35. Prima l’assemblea dei depu­tati demo­cra­tici si espri­merà sul docu­mento. Nel gruppo Pd non man­cano i soste­ni­tori dell’accordo con la Loc­kheed Mar­tin per il cac­cia ame­ri­cano. Ma c’è anche una com­po­nente, spe­cial­mente cat­to­lica, che spin­gerà per con­fer­mare le indi­ca­zioni che adesso sono diven­tate pub­bli­che. Alla fine deci­de­ranno le ragioni di bilan­cio più che quelle del paci­fi­smo e della Costi­tu­zione (l’F35 è un aereo esclu­si­va­mente d’attacco) o tec­ni­che (nei test l’aereo sta accu­mu­lando insuc­cessi). Tra quest’anno e il pros­simo si può recu­pe­rare circa un miliardo non dando seguito ai pro­grammi di acqui­sto con la Loc­kheed. Soldi pre­ziosi, tenendo conto che gli altri che dovreb­bero arri­vare dalla difesa sono assai alea­tori, come i pro­venti della sem­pre annun­ciata sven­dita delle caserme.

Con il Pd su que­ste posi­zioni, assieme a Sel e M5S, non ci sareb­bero pro­blemi per bloc­care gli F35 in com­mis­sione difesa. L’obiettivo però è arri­vare a una mozione in aula che impe­gni il governo allo stop. E potrebbe per­sino non bastare, visto il brac­cio di ferro che gli Stati mag­giori e diret­ta­mente il pre­si­dente della Repub­blica hanno ingag­giato da tempo con il par­la­mento sulla tito­la­rità a deci­dere sugli inve­sti­menti nei sistemi d’arma. La legge del 244 del 2012 ha resti­tuito alle camere l’ultima parola. Ieri il Con­si­glio supremo della difesa dal Qui­ri­nale ha preso sì atto della neces­sità di rispar­miare, ma ha riman­dato le scelte con­crete alla reda­zione di un «Libro bianco» della difesa, la cui cura è affi­data al mini­stero. E mar­tedì la mini­stra Pinotti ha raf­fred­dato gli entu­sia­smi: non è detto, ha spie­gato, che i risparmi arri­ve­ranno dagli F35.

Nel docu­mento del Pd, però, non ci sono solo ragioni eco­no­mi­che con­tro il pro­gramma ame­ri­cano. Ma almeno altri otto buoni motivi per can­cel­lare le com­messe. Si va dal fatto che «non sono garan­titi signi­fi­ca­tivi ritorni indu­striali» alle con­si­de­ra­zioni sull’embargo impo­sto dagli Usa sulla tec­no­lo­gia sen­si­bile. Inol­tre, quanto al sito ita­liano di mon­tag­gio, «l’occupazione che si gene­rerà non può con­si­de­rarsi aggiun­tiva a quella già attual­mente impie­gata nel set­tore aero­nau­tico, ma solo par­zial­mente sosti­tu­tiva». Con­si­de­ra­zioni di buon senso, con­tro le quali si è già alzato il fuoco di sbar­ra­mento: pro­prio ieri uno stu­dio della Pri­cewa­te­rhouse garan­tiva che l’assemblaggio degli F35 in Ita­lia, a Cameri, può creare tra i 5 e i 6mila posti di lavoro. Si tratta di uno stu­dio com­mis­sio­nato dalla Lockheed.

Oltre ai cac­cia, i depu­tati della com­mis­sione difesa del Pd invi­tano a ripen­sare il pro­gramma dell’esercito Forza Nec, altri­menti noto come «sol­dato digi­tale». Il fante ita­liano del futuro risulta essere pro­get­tato (appalto Selex) senza alcuna pre­oc­cu­pa­zione di inter­con­net­ti­vità con le forze armate dei paesi alleati, Nato e Ue. Meglio fer­mare que­sto inve­sti­mento (20 miliardi) fino a quando «i diversi sistemi nazio­nali saranno in grado di dia­lo­gare tra loro». Quanto alle spese per gli arma­menti nel loro com­plesso, come detto, guar­dando nei capi­toli del mini­stero dello svi­luppo econ­mico, si sco­pre che sono ben oltre il 25% dei 14 miliardi desti­nati alla fun­zione difesa. Ci sono mar­gini per recu­pe­rare più di un miliardo. E più di tutto si dovrebbe poter ispar­miare in futuro. Se, come pro­pone il docu­mento, si costi­tuirà anche in Ita­lia un’Autorità di con­trollo sulla spesa per gli arma­menti. Posto che i depu­tati Pd denun­ciano il «feno­meno ricor­rente della pre­senza di figure api­cali del mondo mili­tare che vanno ad assu­mere posi­zioni di rilievo al ver­tice delle indu­strie della difesa». Su tutte Fin­mec­ca­nica, pre­sie­duta oggi dall’ex capo del Sismi De Gen­naro e dall’ex capo di stato mag­giore della difesa Venturoni
Sullo stesso tema
Alessandro Gilioli
«Se usciamo dalla logica del ring e del chi "ha vinto", è stato interessante vedere, dietro quei due signori, tutta la crisi della democrazia contemporanea: un sistema di autogoverno dei cittadini che la cultura occidentale ha elaborato in diversi secoli, con molta fatica e molto sangue, e che adesso attraversa una crisi epocale». L'Espresso online, blog "Piovono rane", 1° ottobre 2016
Pietro Raitano
Per la prima volta da quando l’uomo è sulla Terra, la sua presenza si è rivelata talmente invadente -e capace di modificare la Natura- che è stato coniato un termine per indicare l’era geologica attuale: Antropocene. Prima che sia troppo tardi, dobbiamo reagire con rigore: la nostra generazione ha il dovere -e il diritto- di cambiare le cose.
Pavlos Nerantzis
La sinistra radicale greca ha come suo leader un politico serio e capace di convincere e vincere. La scommessa della Grecia è una speranza per l'Europa e per l'Italia, e un augurio per l'anno che inizia domani.
Ultimi post
Eddyburg
Cliccando nella barra in alto potete accedere a tutti gli articoli inseriti in oltre diciotto anni di attività e impegno per una cultura dell'abitare fruire e governare il territorio che sia suscettibile di assicurare condizioni di vita soddisfacenti sotto il profilo dell'equità e della libertà di accesso ai beni comuni, della capacità e possibilità di partecipare al governo della cosa pubblica. E' ancora una versione provvisoria del sito, perciò alcune cose funzionano male o presentano degli errori. Ci stiamo adoperando per sistemare tutto nel più breve tempo possibile.
Eddyburg
Il programma definitivo della prima edizione dei seminari di eddyburg
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della I Sessione del convegno “Eddy Salzano: le tappe di un percorso politico e culturale per una città più giusta” con gli interventi di Mauro Baioni, Giulio Tamburini, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Roberto Camagni, Anna Marson, Maria Pia Guermandi, Giancarlo Storto, Giancarlo Consonni, Paolo Baldeschi.
Redazione di Eddyburg
L'incontro ha come scopo la presentazione della versione italiana del toolkit anti-gentrification di Sandra Annunziata, e vedrá la partecipazione di esperti e rappresentanti dei movimenti di lotta per la casa che discuteranno assieme del manuale e della sua applicazione nel contesto italiano. Sarà possibile seguire l'evento in streaming live sulla pagina facebook di ETICity
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della II Sessione del convegno "Una comunità di intenti" con testimonianze di Maria Cristina Gibelli, Marco Borghi, Federica Ruspio, Tomaso Montanari, Ilaria Agostini, Anna Maria Bianchi, Maria Paola Morittu, Elisabetta Forni, Piero Cavalcoli, Lidia Fersuoch, Oscar Mancini, Paolo Cacciari e Ilaria Boniburini.
CopyrightMappa del sito
© 2021 Eddyburg