40 anni: buon compleanno Parco Ticino
Laura Guardini
Età decisamente adulta e tutti i motivi per un bilancio complesso dell'area di tutela fra le più importanti d'Europa, specie per il contesto metropolitano in cui si colloca. Corriere della Sera Lombardia, 13 gennaio 2014, e link a un dossier documentato di Eddyburg (f.b.)

MILANO — Era nata da poco, appena quattro anni, anche la Regione, che aveva il suo primo presidente, Piero Bassetti: nel gennaio di quarant’anni fa — tempi di domenica a piedi causa crisi petrolifera e di campagna per il referendum sul divorzio — la giovanissima Lombardia votò la nascita del parco fluviale più grande d’Europa, che al suo inizio comprendeva 30 Comuni ed oggi è arrivato a 47, con oltre 4.000 mila abitanti complessivi. Alle 18.30 di oggi, al Teatro Lirico di Magenta, il via alle celebrazioni, con il presidente della Regione Roberto Maroni e l’assessore all’Ambiente Claudia Terzi ospiti del consiglio di gestione al gran completo e del presidente Gian Pietro Beltrami. Ricordi e propositi: come si conviene alla ricorrenza.

Ci sarà l’avvocato Achille Cutrera, primo firmatario, nel 1972, della raccolta di adesioni (ne servivano 5 mila, furono superate le 20 mila, con tanti notai «volontari» per autenticare le firme): con Giulia Maria Mozzoni Crespi e Pier Fausto Bagatti Valsecchi avevano guardato all’esempio dei grandi parchi fluviali statunitensi. Nel 2011, quando passò la nuova legge regionale sui parchi, si disse pronto a firmare di nuovo per difendere il Ticino: «E continuo a pensare che questa legge dia troppo potere alla Regione togliendone ai Comuni. Ora la dirigenza del Parco è espressione del Pirellone, non credo vada bene». Ma in atmosfera di festa vince lo spirito di collaborazione: e così sarà proprio l’avvocato Cutrera a scrivere pagine importante del libro celebrativo dedicato a questi quattro decenni.

Se oggi — esattamente come fu all’inizio — i propositi di salvaguardia del corridoio biologico che accoglie 5 mila specie viventi si scontrano con i progetti di ampliamento di Malpensa, il presidente del Parco non ha però dubbi: «Se riescono a farci capire — a me e ai sindaci — perché dovrebbe servire una terza pista quando le prime due sono usate al 40%, forse... Ma così possiamo solo chiedere la revisione del Masterplan». Anzi: «A quarant’anni si è nel pieno delle forze — dice Beltrami che a sua volta ricorda di essere stato tra i primi firmatari per l’istituzione dell’area protetta da 90 mila ettari —. Il Parco può anche essere battagliero». Intanto «oggi pensiamo al nostro Ticino, e a tutti quelli che si sono avvicendati alla guida del Parco. E ci prepariamo ad Expo 2015 e ad un futuro di turismo lento, senza chiedere un centesimo allo Stato e aprendo, con gli ostelli, ad un’ospitalità low cost che non rinuncia alla qualità».

Dal Parco Sud, dove fa il consigliere comunale a Buccinasco, parla anche Fiorello Cortiana, già senatore con il centrosinistra e prima, vent’anni fa, assessore regionale verde al Territorio. Nel ‘94, nel pieno del contrasto con la Lega che chiedeva di ridimensionare il Parco, caldeggiava la fusione con l’area protetta piemontese sull’altra sponda del fiume azzurro. Oggi ripete questo auspicio, ricorda che Ticino, Parco Sud e Adda Sud possono «fare sistema» anche sotto l’egida dell’Unesco, ampliando la riserva Mab e ripete l’invito: «Più coinvolgimento degli enti locali, meno Regione». Ma in atmosfera di compleanno, anche i toni del dibattito sono quasi festosi.

Link: elaborato circa quindici anni fa per il sito web Polis, quando Eddyburg era ancora di là da venire, un Dossier ricco di documenti originali ricostruisce la genesi del Parco Ticino e una serie di eventi e idee che lo hanno accompagnato fino ai primi anni 2000
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