Bagnoli Città della scienza: non sulla spiaggia pubblica
Eddyburg
Una denuncia e un appello  del Comitato "Una spiaggia per tutti" e dell'"Assise Cittadina per Bagnoli"per la salvaguardia di un bene prezioso cui i cittadini di Napoli non sono disposti a rinunciare. Per aderire vedi in calce

Il recupero ad uso pubblico del litorale di Bagnoli corre un serio rischio. Da alcuni mesi autorevoli esponenti della fondazione Idis sostengono pubblicamente di avere raggiunto con il Comune di Napoli un accordo per la riedificazione dei fabbricati di Città della Scienza distrutti dal rogo del 4 marzo scorso; gli edifici verrebbero ricostruiti “com’erano e dov’erano”, a meno di una piccola area marginale che sarebbe trasformata in giardinetto con vista sul mare e graziosamente concessa alla fruizione della cittadinanza, la quale potrebbe accedervi tramite due accessi pedonali attrezzati dalla fondazione. Tale accordo, secondo fonti giornalistiche, dovrebbe essere formalizzato il 19 novembre a Roma durante un incontro tra Idis, Comune e Governo. Il sindaco De Magistris continua ad proclamare di aver raggiunto un “compromesso soddisfacente”, sul quale però non fornisce alcuna delucidazione, ed ha ribadito durante la recente seduta monotematica su Bagnoli del Consiglio Comunale che spetterà a tale organo l’ultima parola in merito. Appare tuttavia strano che su una questione così delicata non ci sia stata una discussione pubblica e che il ruolo del consiglio debba ridursi ad approvare o rigettare, a scatola chiusa, un accordo definito dal Sindaco in altre sedi.

Affermiamo senza mezzi termini che l’approvazione di un tale accordo, indipendentemente dalla sede dove eventualmente dovesse avvenire, costituirebbe un atto gravissimo sia per le sorti dell’ex area industriale di Bagnoli che per le procedure democratiche di governo del territorio.

E’ bene precisare subito che la riqualificazione di Bagnoli è imprescindibilmente legata al recupero del suo lungomare per la pubblica balneazione ossia alla realizzazione di quella grande spiaggia cittadina a cui napoletani anelano da oltre un secolo. A questo fine mirava la legge per il primo finanziamento della bonifica di Bagnoli, la 582/96, stabilendo al comma 14 dell’articolo 1 l’obbligo di ripristinare la morfologia naturale della costa. Nella stessa direzione andava la Variante al PRG per l’area occidentale del 1998, disponendo di demolire e riedificare in altra sede gli edifici siti a valle di via Coroglio, per realizzare un arenile continuo da Nisida a la Pietra. Questo sacrosanto obiettivo, sostanzialmente recepito nel 2005 dal Piano Urbanistico Attuativo per Bagnoli-Coroglio, è stato recentemente ribadito dal Consiglio Comunale di Napoli, che il 25 settembre 2012 ha approvato con larghissima maggioranza (praticamente all’unanimità) una delibera d’iniziativa popolare, sottoscritta da oltre13mila cittadini napoletani, la quale impegna la Giunta ed il Sindaco a compiere una serie di atti per destinare ad uso balneare gratuito il tratto di litorale tra Nisida ed il confine comunale con Pozzuoli.

Purtroppo nessuna amministrazione pubblica ha finora tradotto questi provvedimenti in azioni concrete; tuttora il lungomare di Bagnoli, ancorchè inquinato da sostanze pericolose come quelle sparse sui fondali e negli arenili o nella famigerata colmata a mare, è sottoposto ad un processo di privatizzazione strisciante, imperniata prevalentemente sugli interessi dei concessionari balneari privati e della fondazione Idis. Com’è noto, un accordo di programma ha imposto nel 1997 che il trasferimento dei volumi di Città della Scienza siti a valle di via Coroglio, previsto dalla Variante, avvenisse solo alla data di ammortamento dei finanziamenti pubblici erogati per la loro ristrutturazione. Dopo l’incendio che ha distrutto tali fabbricati, evento sulle cui oscure motivazioni la magistratura tuttora indaga, la fondazione Idis ha promosso una campagna martellante per assicurarsene la ricostruzione in loco, malgrado logica e diritto andassero in un’altra direzione. Il Comune, che sembrava in un primo momento deciso a trasferire la struttura nel rispetto delle norme urbanistiche, si è successivamente attestato su una posizione attendista, se non addirittura conciliante, verso le richieste dell’Idis.

Ben si comprende l’interesse particolare della fondazione Idis a mantenere un affaccio diretto sul mare, benchè esso sia marginalmente o per nulla collegato alle sue attività istituzionali. Molto meno comprensibile è l’esitazione del Comune ad affermare il prevalente interesse generale a recuperare integralmente alla balneazione quel prezioso tratto di costa dove Napoli può ancora sperare di riavere la sua spiaggia. Lo stesso interesse generale che dovrebbe spingerlo a verificare quale bonifica abbia effettuato l’Idis sui suoli dell’ex Montecatini dov’è insediata Città della Scienza, come anche gli effetti ambientali del recente incendio, prima di prendere in considerazione ogni ipotesi di riuso dell’area. Appare poi una beffa che il Governo (all’epoca presieduto da Mario Monti) abbia saputo reperire in poche settimane oltre 20 milioni di euro per la ricostruzione di Città della Scienza, mentre solo un anno prima aveva tagliato senza scrupoli 50 milioni di euro destinati al ben più importante obiettivo della bonifica del mare di Bagnoli.

La poca chiarezza che aleggia sulla questione autorizza i peggiori sospetti, come quello che si stia barattando l’intoccabilità di Città della Scienza e la rinuncia a rimuovere la colmata a mare con l’erogazione di qualche finanziamento per la riqualificazione dell’area di Bagnoli.

E’ quindi necessario affermare senza equivoci che avallare le pretese dell’Idis significherebbe violare tutte le disposizioni precedentemente richiamate, facendo strame delle procedure democratiche e sabotando il fondamentale obiettivo di restituire ai napoletani una spiaggia pubblica balneabile degna di questo nome. La ricostruzione in loco dei fabbricati distrutti autorizzerebbe tutti gli edifici e le funzioni che attualmente insistono sull’area destinata a spiaggia dagli strumenti urbanistici a rimanere dove sono: al posto di un arenile pubblico attrezzato secondo un disegno unitario di qualità, rimarrebbe l’attuale spezzatino di manufatti scadenti ed attività commerciali private. Verrebbe inoltre incoraggiata la volontà dell’Idis di completare il suo originario progetto e realizzare sul pontile dell’ex Montecatini un approdo per le Vie del Mare, con il conseguente traffico di barche ed aliscafi che comprometterebbe definitivamente il ripristino della balneazione in quell’area.

Va invece ribadito che le attività di Città della Scienza allocate nei fabbricati distrutti dall’incendio possono e devono trovare nuova sede in un’area adeguata da individuare a monte di via Coroglio, secondo le previsioni della Variante al PRG per l’area occidentale, essendo tragicamente quanto ineluttabilmente venuta meno ogni esigenza di ammortamento. La risposta adeguata ad un atto criminale come quello che ha colpito gli edifici di Città della Scienza non può consistere certo nell’avvalorare scelte contrarie a quelle norme di governo del territorio che la città si è data da tempo ma nella celere e puntuale individuazione di autori, mandanti e ragioni del gesto da parte della magistratura.

Per questo chiediamo al Sindaco, alla Giunta ed al Consiglio Comunale di impegnarsi formalmente affinché in nessuna sede di confronto istituzionale venga rimessa in discussione la scelta, sancita nelle leggi nazionali e negli strumenti urbanistici comunali, di rimuovere sia la colmata a mare che tutti gli edifici siti a valle di via Coroglio per realizzare un arenile ininterrotto da Nisida a La Pietra, da destinare a spiaggia pubblica cittadina.

Le adesioni possono essere inviate all'indirizzo  di "una spiaggia per tutti"


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