Quel ramo della Tangenziale di Milano che volge al Pedemonte
Fabrizio Bottini
Perché limitarsi alla nuova Tangenziale Esterna di Milano? In Regione Lombardia già si preme per andare oltre, per estendere i tentacoli fino al Resegone di manzoniana memoria

C'è un'idea, chiamiamola così, per allargare i confini della metropoli edificata fin dove fisicamente possibile. Come spiega meglio nei dettagli il comunicato ufficiale qui di seguito:

Comunicato Stampa
Prolungamento tangenziale Est da Usmate/Velate a Olginate
Consiglio Regionale approva ordine del giorno al Piano regionale di Sviluppo

E' stato oggi approvato nell'aula del Pirellone un ordine del giorno al PRS che invita la Giunta regionale a "valutare il prolungamento della Tangenziale Est da Usmate Velate, dove attualmente inizia l'infrastruttura, fino a Olginate (LC), confrontandosi anche con le istituzioni coinvolte." Firmatario del provvedimento è il consigliere regionale della Lega Nord, Antonello Formenti.
"Il prolungamento della Tangenziale Est fino a Olginate - ha spiegato Formenti - potrebbe risolvere parecchi problemi di viabilità e di sicurezza stradale, nonché ridurre le inevitabili ripercussioni a livello di inquinamento ambientale e acustico per il territorio coinvolto. Si tratta inoltre di un'opera di notevole importanza per una migliore fruizione della futura Pedemontana per quanto riguarda le zone del meratese e del casatese."
"Sottolineo infine - conclude Formenti - che i sindaci del territorio hanno già espresso parere favorevole al prolungamento della Tangenziale Est attraverso i territori da loro amministrati , collaborando anche in maniera attiva con la Provincia di Lecco per la realizzazione di un progetto di massima."


Paiono proprio Qui, Quo, Qua, ma bisogna segnarsi i nomi: Raffaele Straniero (PD), Mauro Piazza (Pdl) e Antonello Formenti (Lega). Tutti convinti che il già demente secondo anello di tangenziali che sta sbancando il territorio attorno a Milano sia solo l'inizio della trionfale futura saturazione a colpi di mattoni di quanto resta fra i margini dell'area metropolitana e le pendici delle Prealpi. Poi forse lasceranno il campo ai paladini dei trafori trans-resegonici, ma per adesso tengono il campo coi loro sedicenti progetti faccia di bronzo. Che ideona, prolungare il braccio di collegamento della Tangenziale Est con la Pedemontana, oggi attestato sulla linea della vecchia SS36 fino allo sbocco dell'Adda dal lago, a Olginate, ovvero già ampiamente in vista delle montagne. Poi si tratterà solo di continuare nella medesima logica, gettando il cuore degli altri oltre l'ostacolo, e via verso l'Europa in un tunnel di sciocchezze alla leggera!

Il Resegone visto da "dietro"
Come se già non bastasse il ramo di tangenziale esistente che si prolunga da Vimercate, ad alimentare la dispersione insediativa, proprio nell'area in cui anni fa si provava ad arginare il consumo di suolo con la cosiddetta Dorsale Verde, riflesso sbiadito della greenbelt metropolitana meridionale milanese. Lì si sono aggrappati tutti i soliti appetiti delle amministrazioni locali per il nuovo complesso chicchessia, che ci porterà prosperità e benessere eccetera. E invece serve solo a soffocare quel po' di respiro momentaneamente arrivato con la nuova arteria. Ma niente paura, ci sono Qui, Quo, Qua a proporre il nuovo ramo dell'autostrada urbana, perché ormai di città compatta e continua si tratta, dal core metropolitano a Lecco, nonostante i palpiti localisti e ruralisti di chi va a caccia di voti a destra, e anche a sinistra a quanto pare.

Ma non c'è un rimedio, magari farmacologico, a questa totale mancanza di buon senso? In fondo, dovrebbe bastare un'occhiata a GoogleEarth dal telefonino, per far desistere dall'idea (chiamiamola così) chiunque. Evidentemente non basta. Di seguito, per crederci, uno scarabocchio del tracciato, sovrapposto al già mastodontico schema autostradale esistente e in progetto nel Nord Milano
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