L'Italia insorge contro la devastazione di Asolo
Lizzy Davies
Si spera che stavolta gli occhi internazionali puntati sul paesaggio italiano servano allo scopo. Ma bisogna proprio arrivare sempre a quello? The Guardian, 9 aprile 2013, postilla (f.b.) 

Titolo originale:  Italy roused to halt plunder of Asolo village – Traduzione di Fabrizio Bottini

Il piccolo centro di Asolo, nel nord-est italiano “città dei mille orizzonti” ha una bellezza cantata da secoli. Tra chi ci ha abitato si contano l'esploratrice Freya Stark o l'attrice Eleonora Duse. La amava così tanto il poeta Robert Browning, da intitolarle la sua ultima raccolta di versi: “Asolando”. Oggi però questo idillio rurale è al centro di un'aspra disputa per le trasformazioni edilizie, che vede opporsi da un lato l'amministrazione locale, e dall'altro politici e abitanti, che la accusano di mettere a rischio l'integrità di questa “perla diTreviso”.

Settimana scorsa la maggioranza, Lega Nord, ha reso noto un progetto di costruzione residenziale e uno industriale nell'area, quest'ultimo per una superficie di circa trenta ettari. Il sindaco Loredana Baldisser sostiene che sono necessari per lo sviluppo locale. Questo progetto di trasformazione, approvato mercoledì, ha fatto sollevare sia l'opposizione in consiglio alla giunta Baldisser che numerosi abitanti, che lo considerano una inutile e orribile espansione urbana in una zona nota per le sue bellezze naturali. Domenica si è svolta una manifestazione nella piazza centrale, ed è stata firmata da quasi 500 persone una petizione per fermare il progetto. L'ex sindaco di Asolo, Daniele Ferrazza, scrive sul documento “Per l'amore che provo verso questo angolo d'Italia, farò di tutto per difenderlo dall'aggressione dell'avidità di pochi insensibili alla storia e privi di scrupoli di coscienza”.

Laura Puppato, senatrice del Partito Democratico di centrosinistra eletta in Veneto, stigmatizza gli amministratori di Asolo per i loro tentativi di “cementificazione” della campagna: “Questa espansione urbana non ha alcun senso, mette a rischio una delle ultime zone intatte in un Veneto ormai preda di degrado urbanistico e miseria culturale” ha scritto sul Fatto Quotidiano. Le intenzioni dell'amministrazione locale di Asolo paiono contrastare con quanto dichiarato l'anno scorso dal presidente della giunta regionale veneta, pure della LegaNord, Luca Zaia, che aveva giudicato eccessive le trasformazioni insediative nella regione, chiedendone la fine. Auspicando una “nuova sensibilità” ambientale, la Puppato sostiene che Asolo può diventare invece simbolo della battaglia in tutto il paese contro un'edilizia che “divora” territorio..

“Chiunque sia sensibile alla bellezza deve mobilitarsi per contrastare quest'ultimo assalto e sostenere chi si oppone ad una teoria distorta dello sviluppo urbano” scrive. Anche un articolo da più venduto quotidiano del paese, il Corriere della Sera, giudica il progetto “assurdo”. Il rappresentanti locali del Movimento Cinque Stelle sono del medesimo parere. “Si sta distruggendo il nostro territorio” ha detto il rappresentante del partito Michele Ballan, definendo l'idea “assurda e devastante”.

A una sessantina di chilometri circa da Venezia, Asolo con le sue tortuose stradine e le sontuose ville rinascimentali attira ancora oggi molti turisti, così come in passato affascinava scrittori e artisti. La Stark, straordinaria giramondo britannico, ci passò lunghi anni della sua giovinezza, tornandoci poi a morire all'età di cent'anni. È sepolta nel cimitero di Sant'Anna. Browning, uno dei principali poeti vittoriani, subì profondamente l'influenza dell'ambiente di questa cittadina, ambientandoci nel 1841 la vicenda di Pippa Passes e trascorrendoci gli ultimi anni di vita. La raccolta Asolando venne pubblicata il giorno della sua morte nel 1889, e Robert Barrett Browning, figlio del poeta e di Elizabeth Barrett, è morto a Asolo nel 1912.

Postilla
Forse è il caso di sottolineare, come già fatto da Laura Puppato nel suo articolo, l'importanza del caso di Asolo e della sua risonanza internazionale, come punto di partenza di una più generale riflessione sul modello di sviluppo territoriale e socioeconomico del paese, dove l'aspetto particolare delle società locali come custodi del paesaggio diventa metafora di sostenibilità, non certamente da esaurire nei pur importanti aspetti estetici, culturali, letterari (f.b.)

Qui su Eddyburg anche gli articoli di Laura Puppato dal 
Fatto Quotidiano, di Gian Antonio Stella dal Corriere della Sera, e l'appello originale dell'ex sindaco Daniele Ferrazza
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