Car sharing, tocca ai privati in prima fila c’è Mercedes
Ilaria Carra
Come volevasi dimostrare, è ad uno stadio più che avanzato la transustanziazione del settore automobilistico: da favorire e affiancare. La Repubblica Milano, 24 ottobre 2012, postilla . (f.b.)
IL CAR sharing è cresciuto. Ma non abbastanza: per raggiungere gli standard delle altre capitali europee va potenziato. E così il Comune ha deciso: il servizio di auto in condivisione va liberalizzato. A costo di portarsi la concorrenza in casa, visto che Guida-Mi, il car sharing milanese, è gestito da Atm, partecipata al 100 per cento proprio da Palazzo Marino. Da tempo si fanno avanti operatori stranieri che vorrebbero sbarcare nel mercato milanese, e il tema ora è capire “come” farli entrare senza esporsi al rischio di ricorsi e carte bollate. Anche perché,in un’eventuale gara ancora da indire, secondo moltirumorsuno dei concorrenti sembrerebbe essere già in pole position.

Gli iscritti milanesi all’auto in affitto sono 5.343, e 135 le vetture. Un servizio che funziona, anche se ha ancora limiti come la prenotazione obbligatoria e la riconsegna tassativa dell’auto dove la si è prelevata. Ma secondo Amat, l’Agenzia per la mobilità del Comune, la domanda in città è molto più alta: ben 16mila i clienti potenziali, per i quali servirebbe una flotta di 600 auto. Sono questi i numeri che si prefigge di raggiungere Palazzo Marino, anche per abbattere l’alto numero di auto private: 55 per 100 abitanti, che però, dice l’Amat, la usano solo per il 3 per cento del tempo e per il resto la lasciano nel box o in strada.

Il rilancio del car sharing passerà allora dai privati. L’ipotesi più probabile è quella di una gara pubblica, obbligatoria per le amministrazioni che devono affidare un servizio. Oggi è Atm a gestireil car sharing milanese Guida-Mi, incluso nel contratto di servizio per il trasporto pubblico per un totale di circa un milione di euro sui 650 complessivi. Il senso dell’operazione-privati lo spiega l’assessore comunale alla Mobi-lità,Pierfrancesco Maran: «Dobbiamo risolvere problemi contrattuali perché la vecchia amministrazione ha creato una sorta di monopolio. Nonostante Atm abbia svolto un lavoro importante, utenti e prelievi sono molto bassi rispetto alle esperienze internazionali. La strada, dunque, è la liberalizzazione ».

Tra i primi a farsi avanti (e a detta di molti già “numeri uno” tra i candidati) ci sono i tedeschi di Car2go, marchio del gruppo Daimler Mercedes. Se GuidaMi di Atm punta a sostituirsi all’auto privata, i tedeschi sono più focalizzatisui rapidi spostamenti urbani: 29 centesimi al minuto per il noleggio, auto disponibili su strada e non nelle aree sosta, gestione tecnologica dei prelievi tramite smartphone (un’opportunità che Atm, da contratto, non avrebbe) e possibilità di riconsegnare la vettura dov’è più comodo. Un servizio finora molto utilizzato dagli under 35 che l’auto non ce l’hanno proprio, e che un po’ preoccupa Atm, che con il suo arrivo potrebbe perdere clienti. Ma a proporsi, dice il Comune, ci sono anche i francesi di Autolib’ e l’americana Zip Car. Da capire, nei prossimi mesi, se il privato entrerà come gestore unico o se sarà complementare al servizio offerto daAtm.

Postilla
Immagino qualche naso arricciato o sopracciglio alzato, da parte di chi in fondo pensa sono fatti loro, se la Mercedes (o magari la Rolls Royce) vogliono lanciarsi in qualche programmino collaterale rivolto a fotomodelle e designers appena usciti dal vernissage e con lo sfizio di un’alternativa al taxi, che si accomodino senza scocciare troppo, allineando in qualche angolo centrale di tendenza i loro baccelli ecologici dalle forme presumibilmente stravaganti, pronti a ingoiare succose carte prepagate legate ad altrettanto succosi conti correnti di nicchia. Ma proviamo invece a guardare i numeri: 16.000 famiglie già ora pronte a iscriversi sono una bella fettina della popolazione, cosa succederebbe se il servizio (i privati fanno così: va dove ti tira il portafoglio) iniziasse a diventare una rete? Se per esempio quelle file di auto cominciassero a materializzarsi, che so, nei nodi di interscambio metropolitani, e con la moltiplicazione scendessero anche le tariffe di abbonamento e noleggio? Facile previsione: un sacco di famiglie in più lascerebbero perdere l’auto in proprietà, quella che ti obbliga a pagare un capitale in ammortamento, assicurazione, manutenzioni obbligatorie, e magari pure a tenere quello scomodissimo box che costa come un monolocale e manco l’hai trovato sotto casa: devi prendere la bici per andarci in cinque minuti!
E naturalmente, se le agenzie pubbliche invece di temere la concorrenza del privato facessero al 100% il loro mestiere, e cioè pensare alla città: rafforzando i poli di interscambio, e riempiendo il vuoto ideale e fisico con assetti stradali adeguati, percorsi pedonali e ciclabili sicuri, politiche urbanistiche e di servizi coerenti. Anche questo, soprattutto questo, si chiama demotorizzazione, e poi magari, se ci sono i soldi, investiamo pure risorse in grandi linee di trasporto collettivo … (f.b.)

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