Eddytoriale 154 (16 agosto2012)
Eddyburg
La legge urbanistica italiana compie oggi settant’anni (ma entrò in vigore il 16 ottobre 1942). Vide la luce quando infuriavano i combattimenti a Stalingrado, stava per cominciare la battaglia di El Alamein e a Roma si sarebbe dovuta inaugurare la grande esposizione universale dell’E42. I settant’anni li dimostra tutti ma continua a stare in buona salute e, per quanto si può capire, resterà in vita ancora a lungo. Ha resistito alla caduta del fascismo, alla costituzione repubblicana, all’istituzione delle regioni, alle modifiche costituzionali del 2001. Eppure, a chiedere di sostituirla o di modificarla radicalmente si cominciò negli anni Cinquanta. L’avventura più drammatica l’ha vissuta nell’estate del 1964 quando il presidente della Repubblica Antonio Segni e il comandante generale dei carabinieri Giovanni De Lorenzo, d’accordo con autorevoli esponenti del mondo politico ed economico, tentarono addirittura un colpo di stato per impedire che fosse approvata la proposta di riforma presentata nel 1962 (altro anniversario che cade quest’anno) da Fiorentino Sullo, ministro democristiano sconfessato dal suo partito. Le uniche modifiche importanti alla legge del 1942 sono dovute a Giacomo Mancini (abile nello sfruttare il consenso dell’opinione pubblica scossa dalla frana di Agrigento che aveva svelato di che malaffare grondava l’attività edilizia non solo nella sventurata città siciliana) e a Pietro Bucalossi (per quello che resta della sua maltrattata riforma del 1977).

I lettori eddyburg sanno che con gli anni Ottanta è cambiato tutto, nella politica e nella società italiane peggio che altrove. Soprattutto in urbanistica. Se fino al decennio precedente i tentativi di modificare o sostituire la legge del 1942 erano stati animati da idee progressiste – di sinistra se volete – negli ultimi lustri si è verificato un vistoso cambiamento di scenario e le modiche proposte sono state e sono di segno regressivo, volte cioè a peggiorare la legge, a depotenziarla, a renderla più che mai funzionale agli interessi privati e speculativi.
Il caso più noto e clamoroso è quello della cosiddetta legge Lupi che nel 2006 è stata a un passo dalla definitiva approvazione. Un disegno di legge micidiale che cancellava il principio stesso del governo pubblico del territorio, sostituito dalla negoziazione con gli interessi privati. Nella primavera del 2006 la proposta era stata approvata dalla Camera (dalla maggioranza di centro destra, più 32 voti a favore espressi dall’opposizione di centro sinistra) e se non fu approvata dal Senato fu anche per merito di eddyburg che si scatenò. Raccogliemmo centinaia di firme contro; a cura di Cristina Gibelli e di Edoardo Salzano fu pubblicato un volumetto, La controriforma urbanistica, subito esaurito, presentato in molte città, e in audizione anche al Senato della Repubblica (per merito del vice presidente Sauro Turroni) dove la legge stava per essere definitivamente approvata. I senatori del centro sinistra restarono muti e la discussione coinvolse in particolare gli esponenti di Alleanza nazionale che accusammo di prestarsi ad affossare una legge prodotta in una stagione di cui essi erano in qualche modo gli eredi, una legge comunque caposaldo di modernità e di tutela dell’interesse pubblico. Ne nacque un’aspra discussione, ma infine i senatori di An chiesero di rinviare la discussione, che non fu possibile grazie all’anticipato scioglimento delle Camere, e la proposta Lupi finì in archivio.
Quella fu per noi un’occasione angosciosa. Siamo stati più o meno degnamente protagonisti di decenni di impegno a favore della riforma urbanistica, per accantonare e superare la legge del 1942, per nuove norme più moderne ed efficaci. Abbiamo finito con il sentirci obbligati a difendere quella legge con le unghie e con i denti, sapendo che dalla politica e dalle istituzioni di oggi possono venire solo peggioramenti. Così sono andate le cose.

Ps. In un prossimo intervento m’impegno ad estendere la riflessione dalla legge urbanistica del 1942 a quella sul paesaggio 1939, anch’essa fondamentale e fortunatamente longevo strumento di garanzia per il nostro territorio.

Vezio De Lucia
Sullo stesso tema
Ultimi post
Eddyburg
Un iniziativa per ragionare sulla questione della casa a cinquant’anni dall’approvazione della prima legge per l’edilizia residenziale pubblica. Il progressivo abbandono delle politiche di edilizia residenziale ha determinato nuove disuguaglianze, aggravato i problemi pregressi, amplificato i divari territoriali, che il Covid ha accentuato e reso ancora più evidenti. Vogliamo discuterne in questo seminario organizzato in due sessioni, che riprende le vertenze che portarono all’approvazione della legge, racconta la parabola inversa delle politiche pubbliche fino al loro sostanziale azzeramento, per poi ricollegarsi all’attualità toccando attraverso alcuni casi emblematici della questione della casa in Italia.
Eddyburg
Cliccando nella barra in alto potete accedere a tutti gli articoli inseriti in oltre diciotto anni di attività e impegno per una cultura dell'abitare fruire e governare il territorio che sia suscettibile di assicurare condizioni di vita soddisfacenti sotto il profilo dell'equità e della libertà di accesso ai beni comuni, della capacità e possibilità di partecipare al governo della cosa pubblica. E' ancora una versione provvisoria del sito, perciò alcune cose funzionano male o presentano degli errori. Ci stiamo adoperando per sistemare tutto nel più breve tempo possibile.
Eddyburg
Il programma definitivo della prima edizione dei seminari di eddyburg
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della I Sessione del convegno “Eddy Salzano: le tappe di un percorso politico e culturale per una città più giusta” con gli interventi di Mauro Baioni, Giulio Tamburini, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Roberto Camagni, Anna Marson, Maria Pia Guermandi, Giancarlo Storto, Giancarlo Consonni, Paolo Baldeschi.
Redazione di Eddyburg
L'incontro ha come scopo la presentazione della versione italiana del toolkit anti-gentrification di Sandra Annunziata, e vedrá la partecipazione di esperti e rappresentanti dei movimenti di lotta per la casa che discuteranno assieme del manuale e della sua applicazione nel contesto italiano. Sarà possibile seguire l'evento in streaming live sulla pagina facebook di ETICity
CopyrightMappa del sito
© 2021 Eddyburg