Un PRG da difendere e rilanciare
Alessandro Dal Piaz
Uno strumento vitale per il recupero della qualità urbana di Napoli, ma che non ha ancora espresso le sue potenzialità. La Repubblica, ed. Napoli, 19 luglio 2012 (m.p.g.)
È giustificato l’allarme delle associazioni ambientaliste sull’inclusione del Dipartimento di pianificazione urbanistica nella Direzione Ambiente del comune di Napoli? Si teme — pare — una confusione fra controllato e controllore: «Interesse speculativo e conservativo: sono in contrasto e non possono essere accentrati nelle stesse mani, dicono gli oppositori del provvedimento » (la Repubblica, 14 luglio, II di Cronaca).
A parte il dubbio circa l’identificazione dell’interesse speculativo con una delle due articolazioni degli uffici, mi sembra che si debba discutere anche — e prima — di altre cose. Tento di contribuire, in modo schematico per brevità.
Il Prg vigente ha il merito di aver costruito un convincente sistema di regole per la tutela, manutenzione, riqualificazione e valorizzazione sostenibile delle parti di territorio in cui si riscontrano pericolosità o si registrano valori storico-culturali, naturalistici e/o paesaggistici. È questo uno dei contenuti fondamentali della componente strutturale della pianificazione. Deve essere difeso e conservato anche nelle future strumentazioni per il governo del territorio.

L’altro contenuto fondamentale è di tipo strategico: quali trasformazioni si vogliono realizzare per migliori condizioni economico- sociali dei suoi cittadini? Pure per questo aspetto, il Prg ha assunto scelte rilevanti: l’incremento dei servizi e degli spazi pubblici; l’intermodalità dei trasporti basata sulla centralità del ferro; un sistema di grandi parchi, da Bagnoli ai Camaldoli e al Sebeto. Anche queste scelte vanno confermate.
Ma non possono ritenersi sufficienti. In primo luogo per i confini: si evoca di continuo la dimensione metropolitana, ma non si compie alcun passo concreto per uscire dal generico richiamo verbale. E poi per la consistenza e la qualità dell’apparato economico e dell’organizzazione sociale.
Napoli, quella vera, da Monte di Procida ai Regi Lagni a Nola e Castellammare, non può vivere di turismo e di costruzioni (comparto a cui appartengono anche infrastrutture e attrezzature pubbliche), specie nella crisi, che fra l’altro falcidia le finanze pubbliche. E l’edilizia nel Napoletano è troppo spesso speculativa aggressione ad ambiente e paesaggio. Occorre un grande rilancio produttivo di segno alternativo, soprattutto una pervasiva e articolata green economy: rinvio per brevità alla terza rivoluzione industriale di Jeremy Rifkin, che qui può trovare condizioni più che favorevoli se si dà vita a coesione sociale e cooperazione pubblico-privato. Ma occorre una forte regia istituzionale che indirizzi e coordini — anche nel breve termine operativo — le iniziative private secondo linee convergenti, se non proprio secondo un disegno unitario. Anche perché il disagio sociale è a Napoli esteso e profondo e di ciò si deve tenere costantemente conto (per fare un esempio, non servono tanto più case, quanto più case per i ceti a debole capacità finanziaria).

Il Prg ha oltre un decennio di vita e vige da otto anni, nei quali hanno avuto avvio numerosissime iniziative edilizio-urbanizzative di varia dimensione e portata, a riprova della falsità
dell’accusa di impostazione generalmente vincolistica. Il punto è che tali iniziative sono scaturite di volta in volta dalla specifica convenienza del privato di turno, su cui l’azione pubblica non è spesso andata oltre il controllo del rispetto della norma, in assenza di un’organica e complessiva prospettiva di sviluppo. E c’è da temere che le cose non stiano cambiando con la nuova giunta: gli interventi per la Coppa America, il progetto “insula” di Romeo, lo “stadio del tennis”, il nuovo stadio di calcio (fra l’altro tutto nei confini comunali, come se Napoli fosse un’isola).
Se di una cosa le riflessioni sulla sostenibilità hanno convinto, questa è la necessità di valutare preventivamente gli effetti di ogni intervento sia sotto il profilo ambientale che sotto quello sociale. Il governo del territorio non può che essere perciò integrato, articolato per orizzonti temporali differenziati, frutto di un’attività plurale e interdisciplinare, adeguatamente coordinata, condotta da competenti.

Non ha senso, dunque, contrapporre ambiente e pianificazione. Ha senso impegnarsi nella costruzione di strategie istituzionali adeguate per migliorare la vivibilità urbana e la sua base economica in una prospettiva di vera solidarietà sociale. E certo — a tali fini — occorre compiere ogni sforzo per non disperdere e per utilizzare al meglio competenze ed esperienze di grande valore, quali quelle pervenute al Dipartimento di pianificazione attraverso una lunga vicenda (ne sono stato testimone e inizialmente co-artefice) iniziata con il Piano quadro delle attrezzature e il Piano delle Periferie, consolidatasi con il Programma straordinario post-sisma e culminata con la redazione del Prg. È questa la priorità organizzativa da garantire.

Sullo stesso tema
Alex Zanotelli
Nigrizia, 31 Maggio 2018. Dopo anni di continue insistenze un comitato di cittadini è riuscito a ottenere la riutilizzazione per i senza tetto di una parte del monumentale Albergo dei poveri, realizzato nel 18° secolo .
Adriana Pollice
il manifesto, 3 febbraio 2018. «Je so' pazzo. Gli attivisti dell'Ex Opg ripuliscono l'edificio cinquecentesco, lasciato privo di manutenzione dai proprietari, per ospitare chi non ha una dimora fissa». Giustizia contro legalità formale. (m.p.r.)
Alessandro dal Piaz
Un'occasione d'oro per tentare di dare ordine, vivibilità e tutela delle qualità naturali e storiche del territorio e delle comunità che lo abitano. Ma si impegneranno su questo terreno le forze alternative ai «poteri forti dell’avidità speculativa e della sopraffazione»?
Ultimi post
Eddyburg
Sono passati due anni dalla scomparsa di Edoardo Salzano. Un urbanista che non ha mai smesso di analizzare le trasformazioni urbane. Un intellettuale libero e coraggioso che con determinazione guardava avanti e non si arrendeva davanti alle ingiustizie. Un maestro. Lo ricordiamo ripubblicando uno dei suoi scritti, ancora profondamente attuale, sul mestiere dell'urbanista.
Eddyburg
Un iniziativa per ragionare sulla questione della casa a cinquant’anni dall’approvazione della prima legge per l’edilizia residenziale pubblica. Il progressivo abbandono delle politiche di edilizia residenziale ha determinato nuove disuguaglianze, aggravato i problemi pregressi, amplificato i divari territoriali, che il Covid ha accentuato e reso ancora più evidenti. Vogliamo discuterne in questo seminario organizzato in due sessioni, che riprende le vertenze che portarono all’approvazione della legge, racconta la parabola inversa delle politiche pubbliche fino al loro sostanziale azzeramento, per poi ricollegarsi all’attualità toccando attraverso alcuni casi emblematici della questione della casa in Italia.
Eddyburg
Cliccando nella barra in alto potete accedere a tutti gli articoli inseriti in oltre diciotto anni di attività e impegno per una cultura dell'abitare fruire e governare il territorio che sia suscettibile di assicurare condizioni di vita soddisfacenti sotto il profilo dell'equità e della libertà di accesso ai beni comuni, della capacità e possibilità di partecipare al governo della cosa pubblica. E' ancora una versione provvisoria del sito, perciò alcune cose funzionano male o presentano degli errori. Ci stiamo adoperando per sistemare tutto nel più breve tempo possibile.
Eddyburg
Il programma definitivo della prima edizione dei seminari di eddyburg
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della I Sessione del convegno “Eddy Salzano: le tappe di un percorso politico e culturale per una città più giusta” con gli interventi di Mauro Baioni, Giulio Tamburini, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Roberto Camagni, Anna Marson, Maria Pia Guermandi, Giancarlo Storto, Giancarlo Consonni, Paolo Baldeschi.
CopyrightMappa del sito
© 2021 Eddyburg