De Lucia, requisitoria sull’urbanistica: “La città ama solo asfalto e cemento”
Roberto Fuccillo
Nell’intervista, il difficile cammino di Napoli, ancora in bilico fra rinascita e degrado. La Repubblica, ed. Napoli, 28 giugno 2012 (m.p.g.)
«Ecco, sarebbe bello che l’amministrazione riprendesse lo spirito di allora e scardinasse la subcultura che intanto si è affermata ». È un po’ una sorpresa. Vezio De Lucia, il padre del piano regolatore, nume tutelare di tutti coloro che vogliono difendere Prg e programmazione, torna a Napoli, invitato da Sel a un convegno sull’urbanistica che sembra fatto apposta per crocifiggere le ultime scelte dell’amministrazione arancione. Non che De Lucia salga sulla barca di de Magistris, però alla fine gli rivolge quasi un appello. E scassa, anche lui, il clima con una rivelazione pessimistica assai sulla città: «Mi sono reso conto che la proposta che facemmo per Bagnoli era in realtà estranea alla cultura di una città che preferisce l’“horror vacui”, che ha paura di godersi la bellezza e un posto in cui passeggiare, e dove invece contano solo il cemento e l’asfalto».

Una requisitoria che lascia sul tappeto anche «tanti geni», come li definisce l’ex assessore. Finiscono nel suo «sillabo» economisti come Mariano D’Antonio, «che sostiene che Napoli non può permettersi 120 ettari di parco, ovvero una cosa come Villa Borghese a Roma». Oppure «l’ex assessore regionale Cascetta: perché hanno cancellato la Metro fino a Bagnoli? Come diavolo ci si arriva ora?».

I guasti del passato sembrano deviare gli strali che parevano dover correre verso l’attuale giunta, peraltro rappresentata in aula dall’assessore Luigi De Falco. Ad aprire il fuoco su Palazzo San Giacomo ci pensa però Carlo Iannello, consigliere di “Napoli è tua”, molto in rotta di collisione con il sindaco. I casi da segnalare sono soprattutto il nuovo stadio e la famigerata Insula proposta dalla Romeo immobiliare. Due esempi di proposte non discusse da una amministrazione che Iannello definisce «disordinata». Si salva De Falco, lodato dagli intervenuti per aver posto il problema della non aderenza della delibera. Mentre De Lucia si dice totalmente d’accordo sui rilievi mossi da Iannello a Insula, che comprendono anche il patto perverso con il quale il Comune dovrebbe poi riconoscere degli introiti al privato in cambio dell’aumento di valore catastale che il suo intervento produrrà agli immobili. La conclusione politica spetta al padrone di casa, il segretario di Sel Peppe de Cristofaro: «Vogliamo dare il nostro apporto all’amministrazione, ma senza esimerci da critiche. E sull’urbanistica poniamo due questioni. Una di metodo, c’è troppo accentramento nelle decisioni. L’altra di merito, ovvero l’esigenza di tenere il piano regolatore come punto fermo».

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