La “realtà aumentata” nuova dimensione urbanistico-edilizia
Duncan Jefferies
Un’arma a doppio taglio, e insieme una nuova prospettiva sulle trasformazioni spaziali e la partecipazione e verifica di vari soggetti al processo decisionale. The Guardian, 18 maggio 2012, postilla
Titolo originale: Augmented reality adds a new dimension to planning decisions – Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini

Sull’urbanistica si scatenano le più accese discussioni pubbliche. Gli abitanti spesso non capiscono esattamente che tipo di trasformazione viene proposto, o quale effetto possa avere sull’area circostante una volta portato a termine. Iniziano a operare le ruspe, la trasformazione prende forma, e qualcuno lamenta che quella cosa non assomiglia affatto alle rappresentazioni artistiche viste. Si era magari pensato a un edificio di dimensioni medie, che adesso improvvisamente si trasforma in un incombente struttura commerciale che sbarra la vista dalla finestra della camera. Spesso alla radice del problema c’è il mancato coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni di trasformazione, e a volte si tratta di qualcosa di non intenzionale. E se tutti coloro che sono interessati a un progetto lo potessero verificare su un perfetto modello virtuale, direttamente sul telefonino o sul tablet? Un modello inserito nel contesto, verificabile da tutte le angolazioni? È quanto promette la nuova generazione di strumenti per l’urbanistica a “realtà aumentata” [ è la traduzione italiana di augmented reality proposta anche da Wikipedia, e mi adeguo, aggiungendoci rigorosamente le virgolette, anche se mi pare orrenda, e pure un po’ fuorviante n.d.t.].

Sommando informazioni digitali e mondo reale, il software per “realtà aumentata” costruisce un accurato contesto in cui si compongono area e progetto. Invece di doversi aggirare fra le complesse terminologie tecniche di un elaborato, o essere obbligati a formarsi un’opinione sulla base di schizzi artistici o modelli in scala, diventa possibile una specie di visita diretta al luogo della trasformazione, e con un clic si ottiene immediatamente una serie di impressioni sull’aspetto finale dell’edificato inserito nello spazio. Imprese e università stanno sperimentando la tecnologia. C’è un progetto europeo denominato Arturo concluso nel 2004, che consentiva a architetti e committenti di discutere progetti prima della realizzazione. Avveniva in base a modelli generati dal computer in “realtà aumentata”, su schermi che consentivano una lettura virtuale a tre dimensioni, modificando in tempo reale punti di vista e proporzioni. Un altro prototipo si chiama Urban Sketches e utilizza un’interfaccia a “realtà mista”. Consentendo alle parti interessate a una trasformazione di sfruttare contemporaneamente filmati dello spazio di trasformazione e strumenti di disegno. Con le nuove applicazioni per smartphone, gli strumenti urbanistici di “realtà aumentata” potranno andare oltre l’uso di macchine di lettura particolari.

Strumenti in corso di verifica

Il Centro di Ricerche Tecnologiche VTT in Finlandia è uno dei pionieri nell’uso di “realtà aumentata” su dispositivi mobili con fini urbanistici. Le sue applicazioni sono state sperimentate per il progetto della Torre Kämp nella zona di Jätkäsaari a Helsinki, e di un albergo nell’area industriale di Billnäs. “Abbiamo mostrato i progetti ai consiglieri comunali che dovevano decidere” spiega Charles Woodward, responsabile di ricerca per la “realtà aumentata” al VTT. “Quindi è un criterio di giudizio aggiunto”. Più piccola la trasformazione, più facile risulta inserire e comporre tutti i dati sullo spazio, spiega il professor Eckart Lange, direttore del Department of Landscape all’Università di Sheffield, che ha lavorato a visualizzazioni tridimensionali per oltre vent’anni. “Aiuta l’uso di semplice geometria”. Possono costituire un problema di software gli ostacoli visivi. “Ad esempio se ci sono alberi a nascondere in tutto o in parte la trasformazione da alcune angolazioni”.

Lange spera che le applicazioni di “realtà aumentata” per dispositivi mobili migliorino la partecipazione del pubblico alle trasformazioni urbanistiche. “Così potranno partecipare davvero alle decisioni facendo pesare la propria opinione, anche usando direttamente i medesimi strumenti per esprimerla”. La stessa idea su cui sta lavorando VTT, una nuova versione del software con cui i cittadini possano esprimere un voto. In teoria si potrebbe eliminare così l’obbligo di partecipare direttamente alle assemblee, per far pesare la propria opinione.

Le tecnologie non si limitano all’aspetto esterno delle trasformazioni. È possibile verificare su apparecchiature mobile anche finiture e decorazioni interne, o impianti. La VTT ha inserito anche la possibilità di “vedere in trasparenza” e guardare la posizione di un tubo o sistema di aerazione dietro una parete o pannello. Ciò consentirebbe ai costruttori – e ovviamente anche a tutti coloro che sono coinvolti in una manutenzione – di comparare gli interventi con lavori eseguiti in precedenza. “Si tratta di nuovi territori per quanto riguarda le possibilità d’uso nelle situazioni reali” commenta Lange. È comunque convinto di un enorme potenziale per questi strumenti: “Possono cambiare il modo in cui si decide”.

Le tecnologie di “realtà aumentata” possono anche essere incorporate direttamente negli edifici, come ha dimostrato nella sua tesi di laurea, Mediating Mediums, lo specializzando della Harvard Graduate School of Design Greg Tran. Che parla di “ibridazione” fra ambiente costruito e mondo digitale: concetto che si capisce meglio guardando uno dei suoi video. Una visione ancora puramente ipotetica. La “realtà aumentata” su dispositivi mobili è un settore in piena evoluzione nel campo urbanistico-edilizio, e sono destinate ad emergere altre funzioni anche più commerciali. Appare chiaro comunque che i progetti saranno molto più verificabili per tutti.

postilla
Il problema è il solito. Il sistema può aiutare a comprendere gli interventi alla piccola scala (l’edificio o il complesso edilizio, il villaggio, il quartiere) ma non quelli a scala superiore, urbana, territoriale ecc.

(dalla versione originale dell'articolo diversi links a siti di ricerca)

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