Appunti per una città sostenibile
Rosie Bristow
Titolo originale: What makes a sustainable city? Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini

Città sostenibili: un ossimoro?

La scala delle trasformazioni necessarie per le città è enorme, e se ne deve aumentare drasticamente il ritmo, per affrontare davvero le sfide poste da una sostenibilità ambientale, sociale, economica. Secondo alcuni le sfide sono di dimensioni tali da rendere qualunque visione di città sostenibile del tutto utopica e irrealizzabile. Un interessante punto di vista è la riflessione sulla città sostenibile in senso normativo, ovvero sulla base di opinioni e valori e quindi difficile da definire. Possono aiutare in questo senso studi e scenari sul futuro, creando immagini propositive, in grado di spingere alla trasformazione. Le città sono l’unico modello di coesistenza umana concentrata, e le esperienze dimostrano che le basse densità non sono sostenibili col nostro stile di vita ampiamente artificializzato. È in questa prospettiva che emerge la città sostenibile, da definire meglio a partire da costi e benefici, bastoni e carote per chi ci abita.

Nuovi edifici o adattamento dei vecchi?
Nel nostro paese l’80% degli edifici che useremo nel 2050 è già stato costruito, e la proporzione vale anche per tutte le città del mondo sviluppato. Ciò sottolinea il ruolo essenziale degli adattamenti edilizi per la sostenibilità urbana. A scala complessiva, l’obiettivo strategico è l’adattamento edilizio e dei grandi sistemi idrici ed energetici. Qui entra in campo la difficoltà dei finanziamenti, la riduzione al minimo dei disagi per gli abitanti, l’inserimento degli obiettivi di sostenibilità in leggi e norme. Esistono parecchie nuove tecnologie in grado di svolgere un ruolo importante come strumenti di riduzione delle emissioni.

Crescita urbana e competitività
Le città nei paesi in via di sviluppo affrontano una duplice sfida:; l’enorme crescita dei poveri urbani, e i capitali necessari per investire nella competizione globale. Esiste un’occasione per recuperare la distanza con le città sviluppate, se si affrontano decisamente le sfide. Un modo per farlo è l’uso di tecniche applicabili come i Sistemi di Autobus Veloci. Introdotti proprio in una città in via di sviluppo, si possono adattare a diversi casi, e oggi offrono agli abitanti una mobilità comoda, efficiente, poco costosa. Le soluzioni si devono conformare alle singole città, ciascuna con problemi propri. In tutto il mondo si cerca di attirare persone di diverse culture e fasce di reddito. Ciò significa infrastrutture inclusive e solide in grado di alzare il tenore di vita urbano. Le città competono a scala globale per sviluppo, attività, investimenti, posti di lavoro, ma i problemi che devono risolvere per i loro abitanti sono a scala locale. Un modo per affrontare entrambi gli aspetti è sfruttare potenzialità locali ma esportabili.

Collaborazione
Per arrivare a una sostenibilità urbana, devono collaborare settore pubblico, privato, terzo settore. Qualunque soluzione richiede scelte generali, investimenti, convergenza nella progettazione, nelle tecnologie, nelle strategie. Fondamentali le relazioni a rete per condividere esperienze ed evitare errori già commessi da altri. Ciò detto, è anche importante che ciascuna città si costruisca un metodo proprio per rivolgersi ai propri abitanti. Le amministrazioni sono in una posizione privilegiata per interpretarne I bisogni nella prospettiva dei contesti nazionali, col loro sguardo che coglie i collegamenti fra benessere, qualità della vita e dell’ambiente, loro interazione nella città.

Le città come sistemi
In una città sostenibile i sistemi ecologici, culturali, economici, si integrano a orientare verso un futuro urbano sostenibile. Centrale comprendere che va cambiato l’atteggiamento degli abitanti, tanto quanto la qualità degli edifici e delle infrastrutture. Inoltre, deve cambiare anche la mentalità degli operatori di mercato, per avanzare significativamente nel percorso verso la sostenibilità.

Potenza dell’informazione
Le nuove tecnologie di rete rappresentano una grande opportunità per rendere le città più sostenibili, attraverso informazioni in tempo reale tali da consentire agli enti erogatori (energia ecc.) un migliore servizio, ai consumatori di risparmiare, ai sistemi di trasporto maggiore efficienza. Nel caso di collaborazioni intersettoriali, un atteggiamento aperto da parte di tutti consapevole di orientamenti condivisi comprende ancor meglio il valore dell’informazione. Che dovrà essere accessibile a tutti i soggetti per uno sviluppo urbano adeguato e sostenibile.

Infrastrutture adattabili e sostenibili
Le città devono diventare più adattabili e reattive, un modo per farlo è realizzare strutture in grado di svolgere varie funzioni e poi eventualmente sparire. Un esempio di ciò possono essere gli spazi temporanei per alcuni eventi sportive, come le Olimpiadi di Londra 2012. Una pianificazione concettuale può essere essenziale per infrastrutture adatte, e il modo migliore per svilupparla sono processi partecipati da cui emergono i bisogni di tutti i soggetti. Una buona programmazione può avere effetti anche su comportamenti devianti e reati. Spazi sicuri e che favoriscono buone relazioni stimolano identità, sono di fatto una prevenzione a comportamenti criminali.

Cambiare l’idea occidentale di sviluppo
il modello tradizionale di sviluppo urbano occidentale si basa su crescita ed espansione. Una tendenza che non può proseguire all’infinito, e può non aver senso nei paesi in via di sviluppo. Le risorse non sono infinite, e ciò vuol dire in sostanza che qualcosa deve cambiare nell’attuale modello. Detto questo, sinora non ha funzionato molto l’idea secondo la quale si dice ai paesi in via di sviluppo semplicemente che non possono avere il medesimo livello di vita che ha goduto sinora l’occidente. Certo è una grossa sfida migliorare il livello di vita a fronte di risorse scarse. Essenziali diventano innovazione e spirito di intrapresa, le città devono costruirsi e sviluppare spazi per nuove idee. Inoltre, invece di dire al mondo in via di sviluppo cosa non può fare, le città dei paesi ricchi dovrebbero dare il buon esempio, e condividere le buone pratiche.

Da ricordare


Una città sostenibile deve essere...
• Un luogo dive si sceglie di stare
• Un luogo in cui tutti possono permettersi di abitare, da ogni punto di vista (siano i soldi, o le emissioni)
• Un luogo dove si costruisce un senso di appartenenza alla collettività
• Reattiva, flessibile, pronta a cambiare


Gli elementi chiave di una città sostenibile sono...
• uso efficiente delle risorse
• vitalità economica e sociale
• diversificazione dei quartieri e dei contesti ambientali
• capacità di guida e visione
• collaborazione e partecipazione


A partire da...
• Una prospettiva condivisa per le grandi trasformazioni
• Una serie di criteri di giudizio prefissati per verificare gli avanzamenti
• Un ruolo strategico dei responsabili dell’informazione
• Sperimentazione di nuove collaborazioni
• Riequilibrio fra valore nominale e valore reale.

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