Letizia come uno Scilipoti in tailleur
Fabrizio Ravelli
Qualche spunto per sorridere, nello spettacolo dell’ex regime che prova a riciclarsi, magari con successo di pubblico. La Repubblica Milano, 17 dicembre 2011 (f.b.)
La Mamma di Batman lascia il Banana di Arcore. Messa così, si potrebbe anche sceneggiare a fumetti la non ufficiale ma nemmeno smentita intenzione di Letizia Moratti, che prepara un approdo nelle file del Terzo polo, ed è andata a pranzo con Gianfranco Fini. «Dialogo proficuo», è il verdetto ufficiale. Non si hanno commenti di Silvio Berlusconi, che l’altroieri s’è detto impegnato nella lettura dei diari (tarocchi) di Mussolini, personaggio con il quale ha confessato una forte immedesimazione. Anche per il tradimento di Letizia potrebbe trovare qualche rimando storico. E nemmeno si conoscono - ma si possono immaginare - i commenti di quel 42 per cento di milanesi che l’hanno votata alle scorse elezioni, quelle della sonora sconfitta contro Pisapia. Non che i pessimi e gelidi rapporti fra la Moratti e il Pdl, dopo la débacle, fossero un mistero.

Lei, la Moratti, tre settimane fa non aveva rinnovato la tessera, presa dalle mani di Berlusconi proprio il 13 dicembre 2009, poche ore prima che l’allora premier venisse colpito da una miniatura del Duomo scagliata dall’attentatore Tartaglia. Aveva anche confessato, la Moratti, un «disagio profondo», e perfino la scoperta che il Pdl «non ha senso etico».

Comica o triste, si giudichi a piacere la vicenda. Di sicuro è il segno dello sgretolamento di un partito dove ogni cacicco ormai fa la sua personale corsa, scrutando un orizzonte tempestoso e cercando nuovi approdi. È anche singolare che le manovre di sganciamento avviate dalla Moratti coincidano con il polemico addio di un’altra donna del Pdl, Stefania Craxi, che porta un cognome simbolo per l’avventura politica e personale di Berlusconi. Due donne milanesi che, negli stessi giorni, prendono il volo dal berlusconismo. La Craxi chiude valutando che «il centrodestra è finito», e che non si può più stare in un partito dove la leadeship del Cavaliere non sarà mai messa in discussione. La Moratti avviando amorose schermaglie con Gianfranco Fini, l’Arcinemico di Berlusconi.

Sulla scena milanese, è di sicuro comica la ridda di commenti imbufaliti degli ex-sodali della Moratti, pronta a intrupparsi nel Terzo polo che ha contribuito a mandarla a casa. È la politica, ragazzi. E questa politica deve aver conquistato anche Letizia Moratti, già star di una tecnocrazia con la puzza sotto il naso, e ora disposta a farsi trattare come una Scilipoti in tailleur.

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