La città incubo dei neo-vittoriani
Patrick Butler
Un racconto di fantascienza catastrofica, che però si limita a sviluppare logicamente il programma socioeconomico dei Conservatori. The Guardian, 2 dicembre 2011 (f.b.)
Titolo originale: London: an urban neo-Victorian dystopia – Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini

Londra, famosa un tempo per la sua mescolanza sociale, via via divenne sempre più una città economicamente segregata, dopo il varo delle misure di rigore nel 2011, cominciarono sei anni di disordini che cambiarono per sempre il suo volto. Nel 2015, gli studiosi coniarono le definizione di "utopia negativa urbana neo-vittoriana" a descrivere le traumatiche trasformazioni sociali e urbanistiche della città, che avevano iniziato a paragonare alla Londra descritta da Charles Dickens 160 ani prima. La riforma della casa e dei sussidi nel 2012 e 2013 aveva sospinto decine di migliaia di inquilini a basso reddito fuori dalle zone centrali, verso la periferia più estrema della capitale, e anche oltre fino a Margate, Hastings, Milton Keynes e Luton. Innescando così una inesorabile progressiva separazione fra ricchi e poveri, e una serie di gravi problemi sociali.

Un’era di vero e proprio boom per alcune zone privilegiate, come la fascia dei quartieri agiati lungo la sponda settentrionale del Tamigi, da Westminster a Notting Hill a Hammersmith, soprannominata dagli agenti immobiliari “La Via Dorata”. Chelsea, Kensington e Marylebone, un tempo punteggiati di aree a case economiche o sacche di povertà, erano diventati uniformemente ricchi, sempre più richiesti dai ceti medio-alti in cerca di un rifugio lontano dalla difficile realtà della crisi. E questi abitanti ricchi erano sempre più ossessionati dai prezzi crescenti degli immobili, o dalla opportunità o meno di privatizzare la propria via, dal confronto di professionalità delle agenzia di sicurezza private inglesi e polacche, dalla crescente difficoltà di trovare personale di servizio per cucina e pulizie.

Nel 2017 vennero vendute le ultime case di proprietà pubblica nella circoscrizione di Westminster, ai sensi delle norme 2011 sul diritto di acquisizione. L’amministrazione del municipio si liberava anche della metà delle proprie biblioteche e parchi, centri per bambini e edifici scolastici, per cui non esisteva sufficiente domanda, a causa delle trasformazioni demografiche ed economiche dell’area. Molto meno serena, la situazione fuori da questa zona ricca. Sporadici scoppi di rivolte, e siti di opinione orientati a destra che riferivano di una fascia suburbana minacciosa popolata da giovani disoccupati. I responsabili dei servizi sanitari temevano epidemie di tubercolosi da sovraffollamento a Tower Hamlets. A Barking, il British National Party lanciava la sua campagna contro i "Mangiapane a tradimento" decentrati da Londra nell’esodo successivo al taglio dei finanziamenti per la casa 2012-2013.

Un negozio della Tesco a Hackney inventò nel 2013 l’iniziativa “giornate della crisi”, offerta di alimentari a buon mercato il giorno di versamento dei sussidi. L’Esercito della Salvezza nel 2015 toccava la quota di distribuzione del milionesimo pasto, a una famiglia di Walthamstow. Nel 2014, un consorzio di enti per la casa popolare aveva convertito alcuni edifici vuoti del Villaggio Olimpico in “ostello” per giovani senzatetto. I criminologi rilevavano incrementi di furti e scippi. Gli assistenti sociali sottolineavano elenchi infiniti di casi di bambini bisognosi di sostegno, e gli psichiatri notavano una crescita esponenziale delle ricette mediche per antidepressivi. Gli uffici sanitari calcolavano che i tassi di suicidio, di gravidanza di minori, di ricoveri in ospedale, nelle zone povere erano cinque volte tanto la media cittadina.

Gi statistici discutevano sul raggiungimento o meno della quota simbolo di un milione per le persone apparentemente “scomparse” dalle liste elettorali e da altri elenchi ufficiali. Annnciando nel 2017 la fine della crisi, il governo attaccava le cosiddette cassandre disfattiste nei media. La Gran Bretagna era sopravvissuta alla peggiore crisi dopo la seconda guerra mondiale, restando unita, dichiarava il primo ministro da dietro lo scherma antiproiettile sulla soglia del numero 10 di Downing Street: “Come sempre, ce l’abbiamo fatta, tutti insieme”.

Nota: in particolare per quanto riguarda il rapporto fra soluzioni britanniche di centrodestra alla crisi e trasformazioni del territorio, si veda anche questa breve Rassegna su Mall (f.b.)

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