Detroit: rinascita nella sostenibilità
Leon Kaye
Cronaca di un risveglio dalla crisi post-industriale per eccellenza, in una città che si riscopre ecologica e partecipativa. The Guardian, 1 novembre 2011 (f.b.)
Titolo originale: Detroit: rejuvenation through urban farms, sustainable living and innovation – Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini

Ero stato a Detroit l’ultima volta diciassette anni fa, e la mia prima impressione tornandoci è stato quello sconcertante silenzio. Quelle larghe vie verso il centro svuotate dalle macchine. In quelle zone un tempo trafficatissime e piene di enormi edifici, adesso si sentiva solo il suono dei miei passi. L’ex rombante Motor City, mi pareva ridotta a un sussurro. Ma è una prima impressione che nasconde quello che invece a Detroit sta accadendo realmente, coi suoi abitanti che lavorano non solo per sopravvivere, ma per rilanciare, far addirittura diventare ricca, la città. Con ostacoli da superare enormi. A Detroit ci saranno sempre le fabbriche di automobili, ma non più a fare da base economica e motore di occupazione come hanno fatto per un secolo. In una città che ha perso oltre un milione di abitanti dal 1950, si è deciso che la sopravvivenza sta nel demolire, nello smontare. Si prevede di smantellare 10.000 abitazioni nei prossimi anni.

Ma accade molto di più delle sole demolizioni, a Detroit. Famiglie che abitano qui da generazioni, o nuovi arrivati, si riprendono la città nelle proprie mani. Nella parte vecchia resiste una straordinaria serie di architetture art deco, c’è un museo d’arte con collezioni del valore di un miliardo di dollari, una solida rete di industrie. E adesso tutto questo sarà immerso in un ambiente che mescola l’urbano e il rurale. L’aspetto rurale, costruito grazie a quelle determinate braccia, potrebbe ribaltare del tutto la nostra idea di città. Detroit come modello per i centri che invecchiano e cercano una nuova via.

Oggi predominano ampi spazi aperti, che hanno dato agli abitanti l’occasione di recuperare un rapporto diretto con ciò che si mangia. Spariti quasi del tutto i supermercati, e coi drugstore che vendono soprattutto prodotti confezionati (o magari freschi ma importati dal Sudamerica), ci sono associazioni cittadine come Earthworks che insegnano come si fa a coltivare frutta e verdure, come si pianta, si raccoglie, si fertilizza, si conserva. “Non è solo sopravvivenza” spiega Shane Bernardo, coordinatrice del lavoro esterno di Earthworks, all’avanguardia del movimento per l’agricoltura urbana a Detroit dal 1997. “É anche giustizia economica, e sul lungo periodo resilienza economica”.

Contemporaneamente c’è la Hantz Farms di un imprenditore finanziario che mira a offrire prodotti alimentari con tecniche sostenibili e energie da fonti rinnovabili. Che Detroit diventi leader globale dell’agricoltura urbana? Beh, dopo tutto il Michigan è una delle aree a maggior biodiversità del Nord America, come si vede benissimo ogni giorno nel sempre affollato Eastern Market. Una resilienza manifestata da una creative class in crescita. In una città in cui si comprano per 300 dollari grossi lotti residenziali, e ci si accaparra una casa con poche migliaia, stanno arrivando giovani imprenditori, sistemano abitazioni, fanno partire iniziative. Case che non erano più da tempo attaccate alla rete elettrica adesso si alimentano con pannelli solari e turbine eoliche.

In alcuni casi si va anche agli estremi: i giornali parlano di abitanti che vivono senza alcun contatto coi normali circuiti economici, e diventano casi su Youtube. Con tante case disponibili, altre persone hanno fatto di ex quartieri come Bloomtown una specie di tela da ridipingere con arte. Alla Wayne State University sperano che saranno in molti, vecchi e nuovi residenti, a trovare lavoro nella TechTown. Parco scientifico di Detroit e incubatore di oltre 220 imprese alle prime armi, mentre ce ne sono tante altre il lista d’attesa. A regime, la superficie di 12 isolati urbani comprenderà un quartiere a funzioni miste fruibile a piedi da tutti quelli che lavorano nelle vari attività legate a energie rinnovabili, scienze della vita e engineering. Ci sarà da 2016 anche la metropolitana leggera per andare fino al fiume, agli impianti sportivi, alle zone per l’intrattenimento, o verso il suburbio esterno.

La nuova Detroit sarà un solido sistema economico e culturale innestato sulla Woodward Avenue dal centro attraverso Wayne State sino a Ferndale. Attorno ampi tratti di superfici coltivate, sino a Dearborn a ovest, a Grosse Point verso est e il Lago St. Clair. Ma la vera sfida per la cittadinanza e l’amministrazione è quella di convincere anche i più poveri soli e disincantati cittadini, che ci sia un futuro oltre l’incertezza, per Detroit.

Sullo stesso tema
Virginia Della Sala
il Fatto Quotidiano, 15 novembre 2017. «Oltre 60 miliardi di investimenti nelle energie rinnovabili: l’isola del Pacifico cerca di smarcarsi da Pechino puntando sull’ecologia. Ma alla Cop23 viene messa alla porta». (p.d.)
Pierfrancesco Curzi
«In barba alla crisi economica, il presidente porta avanti il progetto di una nuova Capitale».
Luca Celada
«Il caso Fca. Il nuovo segretario di Stato è l’ex numero uno della Exxon, mentre all’Epa - l’agenzia di tutela dell’ambiente - il neo presidente ha messo Pruitt, amico delle corporation
Ultimi post
Eddyburg
Sono passati due anni dalla scomparsa di Edoardo Salzano. Un urbanista che non ha mai smesso di analizzare le trasformazioni urbane. Un intellettuale libero e coraggioso che con determinazione guardava avanti e non si arrendeva davanti alle ingiustizie. Un maestro. Lo ricordiamo ripubblicando uno dei suoi scritti, ancora profondamente attuale, sul mestiere dell'urbanista.
Eddyburg
Un iniziativa per ragionare sulla questione della casa a cinquant’anni dall’approvazione della prima legge per l’edilizia residenziale pubblica. Il progressivo abbandono delle politiche di edilizia residenziale ha determinato nuove disuguaglianze, aggravato i problemi pregressi, amplificato i divari territoriali, che il Covid ha accentuato e reso ancora più evidenti. Vogliamo discuterne in questo seminario organizzato in due sessioni, che riprende le vertenze che portarono all’approvazione della legge, racconta la parabola inversa delle politiche pubbliche fino al loro sostanziale azzeramento, per poi ricollegarsi all’attualità toccando attraverso alcuni casi emblematici della questione della casa in Italia.
Eddyburg
Cliccando nella barra in alto potete accedere a tutti gli articoli inseriti in oltre diciotto anni di attività e impegno per una cultura dell'abitare fruire e governare il territorio che sia suscettibile di assicurare condizioni di vita soddisfacenti sotto il profilo dell'equità e della libertà di accesso ai beni comuni, della capacità e possibilità di partecipare al governo della cosa pubblica. E' ancora una versione provvisoria del sito, perciò alcune cose funzionano male o presentano degli errori. Ci stiamo adoperando per sistemare tutto nel più breve tempo possibile.
Eddyburg
Il programma definitivo della prima edizione dei seminari di eddyburg
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della I Sessione del convegno “Eddy Salzano: le tappe di un percorso politico e culturale per una città più giusta” con gli interventi di Mauro Baioni, Giulio Tamburini, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Roberto Camagni, Anna Marson, Maria Pia Guermandi, Giancarlo Storto, Giancarlo Consonni, Paolo Baldeschi.
CopyrightMappa del sito
© 2021 Eddyburg