Case a tre metri dai fiumi ambientalisti all´attacco Burlando: "Riparliamone"
Ava Zunino
Incredibile, aspettava i disastri, le morti e le proteste per sapere che le leggi di tutela vanno rispettate. . La Repubblica, ed. Genova, 10 novembre 2011
Il governatore ora apre alle modifiche "Ogni indicazioni è ben accetta". Incontro a Roma per i danni dell´alluvione con i rappresentanti del governo

La tragedia delle alluvioni che hanno devastato l´area spezzina e Genova, riapre la partita delle costruzioni vicino ai corsi d´acqua: torna in discussione il regolamento approvato nel luglio scorso dalla giunta regionale, che riduce da 10 a 3 metri la distanza minima dai corsi d´acqua entro cui è vietato edificare. A rimettere le carte in tavola è il presidente della Regione, Claudio Burlando, cui ieri il governo ha comunicato che arrivano i fondi europei attesi da due anni e mezzo e che potrà utilizzarne una parte, tra i 20 ed i 30 milioni, per i danni alluvionali. La questione delle costruzioni vicino ai corsi d´acqua è stata rilanciata in questi giorni dalle associazioni ambientaliste, WWF, Legambiente e Italia Nostra, che chiedono la revoca del regolamento, e ripresa dal consigliere regionale di Rifondazione Alessandro Benzi. Il presidente della Regione Claudio Burlando risponde: «È nostro interesse avere grande rigore per cui al consiglio regionale dico: fate una commissione, invitate le associazioni, sentitele e diteci secondo voi cosa non va bene. Se le proposte saranno ragionevoli, le prenderemo in considerazione».

Dunque, la palla passa al consiglio regionale e proprio ieri la commissione consiliare Territorio si è occupata di norme urbanistiche e permessi a costruire con una serie di audizioni con gli ordini professionali sulla legge proposta dal vicepresidente della giunta Marylin Fusco sui casi di silenzio assenso. «Queste non sono giornate di polemica ma è tempo di assumersi una responsabilità e rivedere quello che è possibile: dunque penso che vada ripensata tutta la normativa con un dibattito approfondito». Tradotto: l´esame dei provvedimenti in commissione non sarà breve.

Ma tornando alle costruzioni vicino ai corsi d´acqua, se WWF Legambiente e Italia Nostra contestano il pericolo derivante dall´aver accorciato la distanza dell´area interdetta alle costruzioni, il presidente della Regione spiega come nasce e perché la giunta ha approvato questo regolamento. «Questa proposta non proviene dai settori tipicamente accusati di voler fare, ma dall´ambiente, dalla dirigente nota per essere attenta alla tutela del territorio: ci ha spiegato che in questo modo la tutela è maggiore». Difficile, però, pensare che si possa garantire maggiormente dai rischi idraulici, restringendo da 10 a 3 metri la fascia della non edificabilità. O no? «I tecnici ci hanno invece spiegato che i dieci metri erano solo una distanza teorica, che fioccavano le deroghe e che venivano adottate dagli enti senza che la Regione le vedesse. Allora abbiamo provato a mettere un regolamento nuovo». Non era più facile prevedere che ai 10 metri non si deroga? «Il nuovo regolamento recita che non è possibile dare alcuna autorizzazione che comporti un aumento del rischio idraulico. Dopodiché, se scavi come a Rapallo, per fare il depuratore sottoterra vicino al torrente, non metti ostacoli al deflusso delle acque. Premesso questo, ripeto che se ci sono proposte ragionevoli le prenderemo in considerazione».

Burlando tra l´altro proprio ieri è stato a Roma dove, «in un clima da ultimo giorno di Bisanzio» come l´ha definito lui stesso, ha incontrato il capo della Protezione civile, Gabrielli, i ministri Fitto, Matteoli e Prestigiacomo e il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta. Le garanzie per il risarcimento dei danni alluvionali e per ripristinare le infrastrutture, per ora vengono dai fondi Fas: sono sbloccati i 288 milioni di euro che la Liguria aspetta da due anni e mezzo. La Regione potrà utilizzarne una quota tra i venti ed i 30 milioni per affrontare l´emergenza alluvionale. «Vedremo quanto e come - dice Burlando - valutando se in questi anni qualche progetto si è perso per strada e se ci sono delle economie», anche perché quei finanziamenti arrivano per progetti già individuati. L´altra novità riguarda l´impegno del ministero delle infrastrutture, «che attiverà un tavolo tecnico anche con Anas perché serve anche un´attività di progettazione delle strade da ricostruire: nello spezzino ci sono 250 chilometri di strade inagibili». Infine, è piaciuta l´ipotesi di mantenere l´accisa sui carburanti nata per l´emergenza Libia e utilizzarne i proventi per i danni delle alluvioni. Ma per vararlo ci vorrà una norma, sia pure un atto amministrativo e non una legge, da parte di ministeri e governo che in questi giorni sono in tutt´altro affaccendati.

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